Venerdì 15 Marzo 2002 (da "Il Tempo".)
Comincia il congresso dell’Udeur e parte subito la bocciatura totale dell’idea dello scioglimento del partito
Mastella spara a zero su Rutelli e la Margherita
Alle amministrative il Campanile andrà da solo al primo turno. Non si eslcudono alleanze locali con la CdL
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COMINCIA a Fiuggi il congresso dell’Udeur e Mastella già ieri parte in quarta. Conferma il «no» alla fusione nella Margherita, critica le «accelerazioni improvvise, verticistiche ed inopportune» che hanno condotto la federazione politica su «un’altra strada». Avverte che non resterà nell’Ulivo se lui e il suo partito non avranno rispetto e considerazione adeguati. Ribadisce che Rutelli non può continuare ad essere contemporaneamente leader sia dell’Ulivo che della Margherita. Ma, soprattutto, non esclude nelle prossime elezioni amministrative alleanze di interesse locale col centrodestra qualora la Margherita presenti candidati «i suoi talebani». Mastella conferma in più interviste ieri, a Panorama e al giornale dell’Udeur Il campanile , che nel centrosinistra il suo partito è il più geloso della propria identità, e che non è disposto a subire angherie politiche di alcun tipo.
Per l’Udeur, dice, occorre un trattamento diverso rispetto a quello che è stato fino ad ora. E tanto per non lasciare cadere nel vuoto il suo avvertimento, sottolinea che per esempio nella maggioranza lui ha apprezzato alcune «coraggiose battaglie» dell’Udc, anche se aggiunge subito che «le appartenenze restano diverse». Poi, mentre le elezioni amministrative si avvicinano a grandi passi, comunica che «al primo turno ci presenteremo da soli. Ma nulla vieta - aggiunge - che dopo si possano fare alleanze in nome degli interessi locali là dove la Margherita dovesse mettere in campo i suoi talebani». Insomma se per caso ci fosse qualche alleanza col centrodestra questo per Mastella non costituirebbe scandalo: «A Ceppaloni il sindaco è diessino, governa con assessori di Forza italia e con una maggioranza fatta con An e Rauti. L’Udeur è all’opposizione, e lo scandalo - dice - sarei io?».
Poi, spara una nuova bordata alla volta di Rutelli, stavolta alzando il tiro sull’essenza stessa della Margherita. «Se Rutelli dovesse restare leader dell’Ulivo, farei fatica a rimanere dentro la colazione, a meno che non cambi l’atteggiamento, non rispetti il dissenso interno. Insomma, se dovesse mantenere il comportamento che ha tenuto finora non saprei che farmene. E poi che cos’è questa Margherita che in Europa vede i Popolari nel Ppe e Rutelli nella federazione liberaldemocratica?». Mastella accusa: «Hanno tentato di ammazzarci: invece di reclutare persone togliendole al centrodestra hanno chiamato ad uno ad uno i parlamentari che ho fatto eleggere io...».
D’altra parte, rileva ancora il leader dell’Udeur, la Margherita è stata un’esperienza importante ma solo «fino al 13 maggio scorso», fino a quando cioè l’idea «di un soggetto federato che al proprio interno mantenesse inalterate la storia e le tradizioni di ogni singolo partito era da considerarsi sicuramente vincente». Poi però quella idea è stata abbandonata per una altra strada, quella della fusione che l’Udeur «non può condividere sia sul piano politico interno, sia su quello internazionale». Infatti Mastella vuole fare un’azione politica «che tende nel centro a conservare e a portare avanti quella grande tradizione cattolico-democratica che i nostri padri, da Sturzo a De Gasperi, fino a Fanfani e Moro, ci hanno insegnato».
Inoltre, secondo il leader dell’Udeur «non è certo con scioglimento dei partiti di centro per la Margherita che si risolvono i problemi, anzi mi pare vero il contrario». Il centrosinistra, ribadisce, «deve cambiare atteggiamento se vogliano evitare che l’attuale maggioranza governi fino al 2050». E alle «forti richieste» che giungono dal Paese su alcuni problemi importanti, il centrosinistra «non può rispondere con continue polemiche all’interno della coalizione e lotte per la futura premiership. L’Ulivo deve tornare a discutere e garantire pari dignità a quanti partecipano al progetto del centrosinistra».
«L’idea - recrimina ancora Mastella sulla Margherita - di un soggetto federato che al proprio interno mantenesse inalterate la storia e le tradizioni di ogni singolo partito che sosteneva il progetto era da considerarsi sicuramente vincente. Era questo l’auspicio e la strada che i quattro partiti si proponevano di perseguire. Poi, una serie di accelerazioni improvvise, verticistiche ed inopportune hanno impresso a quella federazione politica di allora un’altra strada, che l’Udeur non può condividere sia sul piano politico interno che internazionale: non è un caso che noi partecipiamo, diversamente da Rutelli, al Ppe».
"E poi che cos’è questa Margherita che in Europa vede i Popolari nel Ppe e Rutelli nella federazione liberaldemocratica?".
Alla fine, tutti i nodi vengono al pettine.!
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