Citazione:
In Origine Postato da Pieffebi
ecco la versione integrale di un vergognoso articolo del fogliaccio illiberale "L'Unità", uno dei più "critici", fra l'altro:
" IV. Da una parte della barricata a difesa del socialismo
L’altro ieri notte è stato scatenato a Budapest un putsch
controrivoluzionario. Mentre scriviamo, i ribelli stanno arrendendosi :
il putsch sembra avviato alla sconfitta. Non siamo di fronte a
manifestazioni di piazza che abbiano dato luogo a conflitti, a
disordini, a provocazioni. Si tratta di un attacco armato, diretto contro i gangli vitali della capitale ungherese, i centri dello Stato, i nodi decisivi ; e chiaramente rivolto a rovesciare con la violenza il regime di democrazia popolare, il governo legittimo, l’assetto sociale e politico del Paese. E’ un altro dei criminosi tentativi volti a spezzare con la sedizione e con la forza il cammino della rivoluzione socialista nel mondo. Questo è avvenuto mentre era in corso in Ungheria un processo di democratizzazione del regime, di correzione degli errori del passato, di punizione dei responsabili di altri errori, di modifiche politiche per allargare la base del potere popolare e migliorare il tenore di vita del popolo. Questo processo aveva dato luogo a una lotta politica intensa e anche a incomprensioni, resistenze, ritardi. La
linea di sviluppo democratico verso cui procedeva il regime però era chiara ormai ; e risultava non solo dalle dichiarazioni politiche deindirigenti dellonStato e del Partito, ma dai mutamenti già in corso. Forze ostili al potere popolare e al regime socialista hanno tentato delittuosamente di inserirsi, per mutare con la rivolta armata il processo dinrinnovamento e di democratizzazione in una restaurazione violenta che colpisse le basi democratiche e socialiste del regime ungherese. I ribelli controrivoluzionari hanno fatto ricorso alle armi. La rivoluzione socialista ha difeso con le armi se stessa, le sue conquiste, il potere popolare, come è suo diritto e dovere sacrosanto. Guai se così non facesse. In Polonia, dove la lotta politica non è uscita dai limiti della legalità socialista, la crisi è stata risolta pacificamente, democraticamente senza conflitti armati. In Ungheria dove si attenta con le armi alla mano alla legalità socialista, il potere socialista risponde necessariamente colpo su colpo, sul terreno armato su cui si è posta la sedizione controrivoluzionaria. Il governo ungherese, per
sconfiggere la rivolta ha chiesto aiuto alle truppe sovietiche di stanza in Ungheria in base al patto di Varsavia. Noi siamo vivamente addolorati che si sia dovuti giungere a questo punto. Ciò dimostra da una parte la pericolosità dell’attacco portato al regime popolare. Ma dimostra anche che esistono serie debolezze, le quali debbono essere affrontate con energia e sanate nella loro origine. Gravi e difficili compiti stanno dinanzi al Partito, alla classe operaia, al popolo ungherese per superare queste debolezze, correggere gli errori, assicurare al regime la fiducia effettiva e operante di tutto il popolo, anche di quegli strati che se ne sono distaccati. La condizione prima e
decisiva perché questi compiti possano essere assolti e il popolo
ungherese possa progredire è che sia rapida e totale la sconfitta dei ribelli controrivoluzionari, la disfatta di tutti coloro che vogliono
ritornare a un passato reazionario. Prima ciò sarà portato a termine. Da una parte della barricata a difesa del socialismo, <<l’Unità>>, 25 ottobre 1956. "
Questa sì che è spazzatura, come quasi tutto quello che viene pubblicato su quel giornale..............dal 1945 in poi.
Saluti liberali
erano gli stessi arancioni che abbiamo visto di recente.............