Tanta gente. Tantissima. Brividi, emozioni. Parlo dell’orgoglio naturale dell’esserci, della rabbia positiva che ci animava, che ci faceva sorridere ed applaudire le finestre rese colorate da qualsiasi cosa si potesse sventolare. Ci siamo. Ci crediamo. Siamo contenti ed abbiamo voglia di dircelo. Una grande voglia di testimoniare. La voglia unitaria era così palpabile che mi sono “sorpreso” a sentire mie anche le bandiere dei Popolari, dei Verdi, dei Comunisti Italiani. Mai viste cosi tante dell’Ulivo. Un’immensa voglia, per oltre mezzo milione di persone, di dire basta ad un governo che partorisce leggi di esclusivo giovamento per ristrettissimi gruppi, tra i quali emergono lo stesso presidente del consiglio ed i suoi più intimi amici e sodali infischiandosene delle più elementari regole democratiche. Ma i sogni quanto possono durare? Giusto il tempo di leggere i resoconti della giornata e infatti la prima notizia che ti dicono è la stima ufficiale: 120.000 partecipanti. Ridicola in maniera così manifesta da nascere per forza da una sorta di livore istituzionalizzato. Piazza San Giovanni può contenere oltre mezzo milione di persone o forse, rispetto al 1996, si è ristretta? E vi posso assicurare che era piena di gente, addirittura non siamo riusciti neanche ad entrare nella piazza, come del resto migliaia di altri manifestanti. Siamo riusciti ad incamminarci lungo il corteo dopo due ore di attesa e raggiungere le vicinanze della Piazza mentre finiva l’intervento di Fassino ed iniziava quello di Rutelli. Il giorno dopo ti rendi conto che le cose cambiano dal “fronte del palco”. Leggiamo dei fischi a Pellicani, Di Pietro che vuole parlare poiché ha parlato “quello dello SDI”, Rutelli che non raccoglie la richiesta, salvo poi ripetere che la sconfitta è figlia della divisione. Ti viene da pensare che sul palco non c’era l’espressione dei Girotondi e speri che le descrizioni mediatiche delle ore successive non punteranno su questi episodi anche se sai già che la “poesia popolare” fa meno notizia. Guardi la TV e indovinate un po’ il TG4 su cosa ha focalizzato la sua benevola attenzione? Poi ti torna agli occhi un anziano con un cartello: “la nuova Liberazione siete voi” (non si poteva non applaudirlo) e ti rendi conto che in una giornata così entusiasmante, le bandiere, i cartelli, gli autobus giunti da tutte le parti del Paese, le famiglie con i bambini, le foto, la stanchezza e la voglia di stare insieme, sono messaggi importanti per far capire a tutti quanto sia alto il prezzo della divisione. La speranza è che siano arrivati.
Claudio




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