ORDO ROSARIUS EQUILIBRIO
Make Love, And War
A volte per descrivere quello che score sulla propria pelle ad ogni ascolto di un album mancano le parole, o non si trovano o forse non esistono neppure
Sentire gli Ordo Equilibrio è come aprire se stessi e lasciare sgorgare da dentro qualcosa che c’era ma che finora non era mai emerso abbastanza.
La si potrebbe chiamare musica di sentimenti puri, forti e rabbiosi, delicati e languidi, sicuramente sinceri ed intatti, oppure si potrebbe parlare delle loro nuove canzoni, si potrebbe dire che il suono oggi è diverso, che c’è più rabbia a farsi strada tra la malinconia delle chitarre grazie a tamburi e ritmiche marziali, si potrebbe dire che “Flowres And Moonshine In My Garden Of Eden” è una delle canzoni migliori mai scritte dagli Ordo Equilibrio, e che da sola giustificherebbe l’acquisto. Certo si potrebbe…ma sarebbe poco.
Non è facile parlre di qualcosa che ti prende e ti avvolge, ma è bellissimo sapere che esiste e poter ascoltare una musica così personale, estrema e diversa. Vera.
Inutile proseguire, non mi resta che giustificare un pochino di disappunto dovuto a certe derive un po’ troppo Death in June (gli Ordo Equilibrio devono fare gli Ordo Equilibrio e non i Death In June) e ad alcune canzoni chiuse in maniera un po’ troppo frettolosa, poco curata (e pensare che a mixarlo è stato Peter Andersson).
Detto questo io mi ritiro nel giardino dei sentimenti perfetti. Amate od odiate, in fondo anche nell’odio si trova l’amore più puro.
Rassegnazione, malinconia e comprensione per tutti, anche per quelli che non capiranno.
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