(Del 12/3/2002 Sezione: Torino cronaca Pag. 38)



Il Salone dell´auto tornerà per le Olimpiadi
Fiere gestite da un ente pubblico-privato di cui farà parte Cazzola



L´anno della rinascita del Salone dell´Auto? Il 2006. Ovvero l´anno di un evento olimpico che dovrebbe proiettare Torino ad una fase di crescita anche in ambito espositivo con spazi triplicati per mostre e rassegne nell´ex fabbrica di via Nizza. Una quasi certezza ed una necessità sancite ieri nell´incontro fra Regione, Provincia, Comune, Unione Industriale, Camera di Commercio con il patron del Lingotto Fiere, Alfredo Cazzola. Anche perché, secondo il sindaco, la situazione attuale non consentirebbe di riproporre la rassegna già nel 2004. Per dare concretezza all´impegno assunto, lo stesso Sergio Chiamparino, i presidenti della Regione, Enzo Ghigo, e della Provincia, Mercedes Bresso, hanno ipotizzato di creare una nuova società pubblico-privata, che contando su un patrimonio immobiliare di rilievo, possa godere dei benefici derivanti dalle Olimpiadi, affidandosi ad una gestione privata, nella quale Cazzola avrà un ruolo da protagonista. Tutto ciò è emerso da un confronto (il primo dopo l´annullamento del Salone) di circa due ore, che i vertici di Regione, Comune, Provincia, Unione Industriale (rappresentata dal presidente Andrea Pininfarina), Camera di Commercio (con Giuseppe Pichetto) e Fiat (Maurizio Beretta) hanno avuto con Alfredo Cazzola, presidente della Promotor International, la società proprietaria del Lingotto Fiere. Al termine del summit, Ghigo, Chiamparino e Mercedes Bresso, dopo aver «sollevato» Cazzola da qualsiasi responsabilità sul fallimento della kermesse dell´Auto, ribadiscono: «Se vogliamo tentare di dare un segnale di ripresa e rilancio, dobbiamo ragionare sul 2006, ossia sull´anno che evoca un momento importante per la città, la provincia e la regione». Ghigo parla per primo e spiega: «Noi non riteniamo che il mancato svolgimento del Salone dell´auto sia imputabile alla gestione di Lingotto Fiere. Per questo abbiamo dato avvio, con il suo patron, Alfredo Cazzola, ad una valutazione delle prospettive del polo fieristico». Chiamparino precisa che «esiste una reciproca disponibilità - fra Lingotto e istituzioni - per trovare soluzioni strutturali che vedano impegnati e in stretta collaborazione Lingotto Fiere e l´insieme degli enti pubblici attraverso la costituzione di una nuova struttura societaria» Ossia di un organismo in cui siano presenti tutti i soggetti interessati a fiere e congressi che dopo il 2006 avranno maggior spazio e subiranno una profonda trasformazione. Chiarisce il sindaco: «Per fare tutto ciò abbiamo bisogno di una politica aggressiva in grado di inventare rassegne (per esempio sui prodotti orafi) e capaci di catturare eventi che oggi si svolgono in altre città». Decisioni? «Cercheremo - afferma Mercedes Bresso - di assumerle in tempi brevi in modo da far decollare il tutto a partire dal 2006». Soddisfatto Alfredo Cazzola. «Le istituzioni - spiega - hanno preso atto del nostro lavoro e del grande interesse che abbiamo a collaborare, guardando con coerenza al dopo 2006. Per il Salone dell´auto bisognerà pensare ad iniziative che possano essere nello stesso tempo originali ed attrattive, considerando che, nell´immediato, il mercato mondiale dell´auto non offre grandi speranze sotto il profilo organizzativo di un Salone». Secondo il presidente dell´Unione Industriale, Andrea Pininfarina «con questo tipo di accordo si risponde ad uno dei punti critici individuati dopo l´annullamento del Salone 2002: il non sufficiente impegno del sistema pubblico nell´area fieristico-congressuale della città. Al contrario quest´intesa risponde alla volontà delle istituzioni di essere coinvolte». Di qui il giudizio favorevole degli imprenditori, «perché si mettono insieme le capacità imprenditoriali di un privato con l´impegno del settore pubblico per preparare insieme una struttura immobiliare e di gestione capaci di affrontare la situazione prima, durante e dopo le Olimpiadi».
Giuseppe Sangiorgio