«Biancofiore, nostro alleato o palla al piede?»
Cè: è ora di finirla con le accuse del Ccd-Cdu alla Lega
di Gianluca Savoini
«Il Biancofiore decida una volta per tutte la sua posizione sull’Europa. Far parte di un’alleanza, infatti, significa condividere l’impostazione programmatica della medesima sulle materie più importanti e il governo della Cdl è d’accordo quando Bossi si preoccupa sul tipo di Europa che si sta andando a costruire. Il Biancofiore dovrebbe quindi evitare di criticare Bossi, altrimenti dovrà renderne conto». Usa toni duri, il capogruppo dei deputati leghisti Alessandro Cè, quando parla dell’ennesimo “strappo” portato dagli ex (ex?) democristiani all’interno dell’alleanza. «Dalla sinistra sappiamo di aspettarci qualsiasi attacco - spiega Cè -, hanno perso le elezioni e hanno il dente avvelenato. Ma il Ccd-Cdu sono nostri alleati. O no?»
Forse il Biancofiore non ha digerito il fazzoletto padano regalato a Berlusconi da Bossi tra gli applausi al congresso di Assago? Si tratta di un eccesso di “gelosia” politica?
«Indubbiamente il Biancofiore sta cercando di avere un po’ di visibilità, quella visibilità che la Lega al governo si è guadagnata attraverso il suo operato. Così come è indubbia l’esistenza di un asse tra la Lega e Forza Italia che probabilmente irrita soprattutto Follini». La Lega rappresenta l’anima popolare, Forza Italia la borghesia, ha detto Bossi al congresso. È un’accoppiata vincente, a quanto pare. «Sì e a qualcuno dà fastidio. Non solo alla sinistra, a quanto sembra. Questa forte intesa tra Bossi e Berlusconi ha scatenato l’invidia e la rabbia del Biancofiore, che si sente messo un po’ ai margini. Ma non possono reagire in questa maniera, è del tutto assurdo e crea problemi al governo».
La posizione della Lega sull’Europa, i timori per la nascita di un Superstato, sono condivisi da Berlusconi e Fini. Follini lo sa?
«Bisognerebbe chiederlo a Follini. Del resto non è la prima volta che dal Biancofiore vengono segnali che vanno in controtendenza rispetto all’operato del governo su determinate questioni».
Ad esempio, on. Cè?
«Sull’immigrazione hanno sempre messo il bastone tra le ruote. Sulla devoluzione hanno spesso espresso dubbi. Follini perciò non può fare l’offeso se il popolo del Carroccio fischia il suo emissario al congresso federale. Assolutamente gravi sono poi le dichiarazioni fatte contro frasi attribuite a Bossi, ma da lui smentite. Hanno pedissequamente seguito la sinistra nell’accusare Bossi per quello che non ha mai pronunciato. Siamo veramente al colmo!»
La componente democristiana sembra quindi ammiccare all’Ulivo?
«Anche la vicenda delle nomine Rai hanno dimostrato come i democristiani tengano i piedi in due scarpe. Il presidente della Camera Casini ha avuto un comportamento particolarmente interessato nei confronti dei democristiani presenti nel centrosinistra».
Cosa farà la Lega?
«Non potremo più sopportare certi comportamenti in silenzio, questo è chiaro. Noi siamo coerenti con il programma della Cdl, ci battiamo per le grandi riforme per le quali siamo stati votati dai cittadini. La situazione è sicuramente ingarbugliata, insomma. È in atto un tentativo di scompaginare l’alleanza, ma noi non ci stiamo e lo diremo chiaro e forte. Anche perché fra due mesi ci sono le amministrative e non si deve offrire alla sinistra la possibilità di una rivincita, mostrando la Cdl confusa al suo interno».
Che messaggio inviate al Biancofiore?
«Loro sicuramente rappresentano la parte conservatrice della coalizione, l’hanno dimostrato più volte. Ci sembra abbiano tentazioni di tipo consociativo che la Lega ha sempre aborrito. Non soltanto noi dobbiamo mandare un messaggio chiaro al Biancofiore. Crediamo che anche il premier Berlusconi debba farlo, in quanto se loro continueranno con questo atteggiamento, beh, la Lega non potrà più fare finta di nulla e agire di conseguenza».
Che significa?
«Ripeto, si avvicinano le elezioni amministrative. L’atteggiamento del Ccd-Cdu sta facendo venire al pettine alcuni nodi. La nostra base elettorale difficilmente potrebbe digerire un’alleanza tra noi e un partito che si schiera ripetutamente contro il Carroccio e le posizioni del governo».
C’è quindi il rischio, se il Biancofiore continuerà su questa strada, di far abortire l’alleanza per le amministrative?
«È presto per dirlo e non sta a me farlo. Io evidenzio soltanto che se i nostri elettori fischiano il rappresentante democristiano, sarà difficile far loro accettare un’alleanza elettorale».
Ma si tratta soltanto del tentativo di ottenere una maggiore visibilità oppure il Biancofiore mira ad altri progetti?
«Un progetto ancora non ben delineato da perte loro ci potrebbe essere, ma diciamo subito che sarebbe estraneo a qualsiasi programma di governo e di coalizione. Inutile dire che questo clima ci lascia molto perplessi e dubbiosi. Noi vogliamo cambiare il paese, se qualcuno invece vuole conservare l’esistente lo dica senza troppi infingimenti. Vogliamo chiarezza dal Ccd-Cdu».
Lei teme che la spinta innovatrice del governo possa essere rallentata da certi giochini di radice democristiana?
«Il timore a questo punto c’è, inutile negarlo. Purtroppo stiamo prendendo atto di una realtà conservatrice che credevamo si potesse superare, ma che al contrario è molto viva all’interno della Cdl. E non crea vantaggi per nessuno, salvo per i nostri avversari».
Bossi ha smentito le frasi a lui attribuite sull’Europa “fascista”, ma ieri i soliti giornali hanno continuato imperterriti a dipingere la Lega come un movimento anti-europeo, razzista, xenofobo.
«Ormai la sinistra si è resa conto che non riuscirà mai a ribaltare questo governo. In Italia ha armi spuntate, si riduce a fare i girotondi, manda in piazza i soliti noti pagando gli autobus. Di fronte al grande programma di riforme messo in atto dal governo, la sinistra non avrà possibilità di recuperare. Così ha spostato la sua battaglia politica sul terreno europeo e sta giocando tutte le sue carte per creare ostacoli al cambiamento. La storia del mandato d’arresto europeo va in questa direzione. Si tratta di forzature, da parte dell’Ue, che sono chiaramente manovre di stampo politico per mettere alle corde i governo non di sinistra, che stanno cambiando radicalmente l’idea stessa di come dovrà essere costruita l’Europa».
Da qui gli attacchi forsennati al ministro Bossi?
«Questi attacchi non fanno altro che convincerci dell’esattezza delle nostre posizioni. Il modello d’Europa centralista, imposto dall’alto da tecnocrazie apolidi e non votate da nessuno, è un modello che non piace ai governi di centrodestra europei. Il nostro, in particolare, grazie alla presenza di ministri leghisti, ha lanciato l’allarma in maniera più forte rispetto ad altri. Quindi Bossi va colpito, le sue affermazioni definite “antistoriche”, eccetera eccetera... Il fatto è che l’ideologia di un’Europa come Superstato sta vacillando e vacillerà ulteriormente se in Germania verrà sconfitto Schroeder alle prossime elezioni. La nostra è una lotta di libertà, in difesa della sovranità dei popoli. Ad altri la gravissima responsabilità di scegliere il modello tecnocratico dell’Ue Superstato. Auguriamoci che tra costoro non ci sia anche il Biancofiore».




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