Ah se ne ha fatta di strada Gianfranco Fini!
Dalle polverose cantine del Secolo al primo scranno di Montecitorio, cambiando radicalmente anche il proprio bagaglio.
Disfattosi di libro e moschetto nonché di Dio, patria, famiglia, oggi preconizza il voto agli immigrati, ammette la pratica abortiva, lascia spazio all’ipotesi dell’eutanasia.
La metamorfosi non è certo un peccato - anche se vi si avverte spesso l’odore sulfureo del paganesimo - né si può condannare il ripensamento visto che già Metastasio avvertiva «variano i saggi, a seconda de’ casi, i lor pensieri».
La domanda è semmai un’altra: ma sarà poi così produttivo sposare tesi etiche sulla linea dei radicali proprio nel momento in cui tutti, dal Pdl al Pd, sembrano affidare le loro sorti al voto dei cattolici?
dalla redazione del IlGiornale.it - Le ultime notizie, attualità, politica, economia, meteo 30 08 09
saluti




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