Innanzitutto,l'istanza avanzata dalla "base" ulivista,quella dell'unità di intenti tra tutte le forze della opposizione al Governo Berlusconi,è stata largamente disattesa:Bertinotti,additato dall'Intellighenzja Progressista Militante quale principale responsabile del "catastrofico" trionfo elettorale della CdL lo scorso 13 maggio (rammentate il j'accuse di Moretti da Cannes?),aveva già annunciato il suo forfait,preferendo alla protesta dei cosiddetti "ceti medi riflessivi" il ribellismo del giovanile "popolo di Seattle",autonominatosi Portavoce Unico delle masse degli "emarginati" del mondo intero.
Di Pietro,vero protagonista della recente ondata di movimentismo giacobino che ha infiammato tanta parte del popolo di sinistra,proprio nel momento clou dell'adunata di Piazza San Giovanni ha "rotto" clamorosamente con l'attuale leadership ulivista,accusandola di trattarlo come semplice "cinghia di trasmissione" del consenso popolare alla suddetta leadership,che poi lo gratifica mettendolo al margine della manifestazione.
Il dirigente dello SDI boselliano,Pellicani,è stato duramente e ripetutamente contestato durante il suo discorso,incentrato sulla critica lucida e circostanziata degli eccessi populisti e giustizialisti del periodo di "Mani Pulite".
Persino il magmatico universo no-global,per bocca della Trimurti Agnoletto-Casarini-Caruso,aveva già polemicamente annunciato il proprio forfait al "funerale" della opposizione parlamentare,cui addebita passate decisioni "anticostotuzionali" (vedi istituzione dei Centri di Permanenza Temporanea per i clandestini in attesa di rimpatrio,con il varo della famigerata legge Turco-Napolitano del '98,contro cui hanno manifestato a Bologna).
A 10 mesi dalla disfatta elettorale,dopo settimane di virulente critiche pervenutegli da una piazza in continua fibrillazione populistico-giacobina,l'adunata romana doveva servire alla dirigenza ulivista anche per esibire un rinnovato dinamismo,attraverso la prova "muscolare" della mobilitazione di "almeno 500mila persone":erano,in realtà,molte di meno,circa 120mila (dati ufficiali),ad ulteriore riprova della cronica incapacità della dirigenza suddetta - Rutelli e Fassino in primis - nel saper "trascinare" il proprio popolo,una base rimasta scottata dalla "Caporetto" del 13 maggio scorso e delusa dalla reazione dei suoi leaders "ufficiali",quindi sempre più attratta dalle demagogiche sirene degli ex quadri di Potere Operaio (come "Pancho" Pardi e Flores D'Arcais),strenui e coerenti difensori della "legalità democratica" e,con supremo sprezzo della logica,orgogliosi rivendicatori del loro passato di rivoluzionari e lanciatori entusiasti di bombe molotov.
Cordiali saluti a tutti


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