La Lega accusa Mediaset: "Razzista"
Minaccia querele: "Basta insulti dalla Gialappa's: sono tre squinternati di sinistra". E attacca anche Confalonieri: "Ma vada a quel paese".
ROMA- La Lega mira al cuore di Mediaset. E lo fa con Umberto Bossi in persona che minaccia querele contro il gruppo del presidente del Consiglio Berlusconi e attacca a testa bassa lo stesso Confalonieri, presidente di Mediaset: "ma vada anche lui a quel paese", tuona il Senatùr in un'intervista alla Padania.
Il leader del Carroccio è irritato in particolare contro il programma della ''Gialappa's band'' di domenica sera. Quelle battute anti-Lega che hanno tenuto banco dagli schermi di Italia Uno non sono andate proprio giù all'Umberto. Che spara: ''mi dicono che il programma in questione sia condotto da 3 squinternati di sinistra che imperversano nelle tv di Berlusconi. Chiederò la registrazione e toccherà ai legali fare querela a Mediaset''.
"Ma Mediaset è presieduta da Fedele Confalonieri che lei conosce" gli fa notare l'intervistatore. ''Ma se è così che anche Confalonieri vada al quel paese. Se Mediaset permette che vadano in onda queste schifezze - aggiunge - si beccherà più querele''.
L'offensiva anti-Mediaset è dunque in pieno svolgimento. Prima di Bossi era stato il capogruppo del Carroccio, Cè a lamentarsi che ''proprio dalle tv di Berlusconi, in un momento tanto delicato, sotto la maschera della satira, partano attacchi politici durissimi a Bossi, alla Lega e all'idea di Padania''.
Il vicepresidente del Senato Roberto Calderoli non è stato meno tenero: "abbiamo visto in trasparenza il razzismo peggiore, portato avanti da un male in arnese che, scimmiottando il motto del nostro ultimo congresso 'Fermate il mondo la Padania vuol salire' e deformandolo in 'fermate il mondo la Padania vuole scendere', biascicava contro il diritto alla libertà del Nord''.
L'impressione è che dietro le invettive contro le tv di Berlusconi stia montando tra i colonnelli di Bossi una polemica più politica. ''Non basta -rincara Cè- la televisione di Stato, che fino ad oggi ci ha sistematicamente denigrato, ora anche Mediaset lavora in questa direzione. A che gioco giochiamo? Così si va al massacro della coalizione''. ''La Lega -conclude Cè- non teme la battaglia politica. Esige però il massimo rispetto dagli alleati sia nelle dichiarazioni, ma ancor più nei comportamenti. E' chiaro che, se ciò non dovesse avvenire, dovremo rivedere le scelte fatte dal movimento e riaffermare sin dalle prossime elezioni amministrative la nostra identità''.
Il capogruppo della Lega alla Camera chiede dunque ''maggiore chiarezza e coerenza dal presidente Berlusconi'' che al congresso del Carroccio ''ha svilito il significato politico della scelta confederale, cioè rispettosa dei popoli e dei Parlamenti nazionali, propugnata dalla Lega in contrapposizione all'idea di Europa superstato'', con la sua risposta che ''Bossi non è un problema''. E avvisa: ''La Lega non ha bisogno di tutori bensì di alleati con le idee chiare, impegnati con lealtà e decisione nel progetto di un'Europa rispettosa della sovranità popolare e dei diritti dei cittadini''.
(12 MARZO 2002, ORE 10:19)




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