Emorragia di posti di lavoro al Nuovo Mercato tedesco. In un anno, secondo quanto riportato oggi dal quotidiano Die Welt, sono state licenziate oltre 25 mila persone. Per la prima volta nella storia del listino hi-tech sono stati distrutti più posti di lavoro di quanti ne siano stati creati. Attualmente le società quotate sul Neuer Markt occupano 172 mila dipendenti, a fronte dei quasi 198 mila di un anno fa.
Analoghgi ridimensionamenti stanno avvenendo in tutta Europa, il mondo di Internet e della tecnologia informaticaq è quello maggiormente deregolementato, e la riduzione tiene conto solamente degli addetti direttamente riconducibili alle aziende del nuovo mercato, se a questi si sommano quelli del sommerso, o le partite iva che fatturano alle aziende le riduzioni possono tranquillamente raddoppiarsi e secondo una stima dello stesso quotidiano raggiungere in Europa gli 800.000 nuovi disoccupati.
In queste aree flessibilità, mobilità in entrata ed in uscita sono massime, come si dimostra quindi la teoria confindustriale e governative che se si lascia manolibera in fatto di licenziamenti si crea nuova occupazione?