...e comunisti a AN insorgono,appellandosi al buonismo!Ma queste son robe da matti!!
E Erika dove la mettiamo??
Dal quotidiano sinistro-calunniatore L'Unita':
La riforma Castelli vuole inasprire le pene ai minori: bocciata da Csm e An
di Maura Gualco
«La riforma della giustizia minorile del ministro Castelli è da bocciare: inasprisce le pene ed elimina fondamentali garanzie».
Questo il parere del professor Eligio Resta, laico dei Verdi e relatore in commissione riforma del Csm, sulla nuova legislazione per i minori, voluta dal ministro di giustizia Roberto Castelli. E promette: «Sarà un parere di feroce opposizione a questo clima repressivo». Ma la riforma non convince nemmeno An che contesta l’inasprimento delle pene. «Rischia di trasformare la detenzione - dice il capogruppo di An in commissione giustizia alla Camera - in un vero e proprio corso di formazione del crimine». La commissione dell’organo di autogoverno dei giudici si appresta, nel frattempo, a discutere della nuova legislazione voluta da Castelli, e a formulare un parere che è obbligatorio ma non vincolante. Il guardasigilli ha, dunque, il dovere di richiedere l’opinione del Csm, ma potrà non tenerne conto e portare ugualmente la riforma in Parlamento per la sua approvazione. Le modifiche all’attuale ordinamento minorile, che hanno già suscitato non poche polemiche, prevedono l’unificazione delle competenze civili in materia di famiglia con l’attribuzione delle stesse a sezioni specializzate presso i tribunali ordinari, composte esclusivamente da giudici togati. Gli esperti saranno, poi, soltanto consulenti dei giudici e saranno esterni. Sul fronte penale, il ministro ci va giù duro con l’inasprimento delle pene considerando, in alcuni casi, i minorenni al pari degli adulti.
«L’idea di trattare i minori come gli adulti è una scelta grave - chiosa Resta - si inaspriscono le pene senza pensare al recupero e senza considerare che la Carta europea stabilisce che i minorenni devono essere garantiti con ulteriori tutele rispetto agli adulti. Hanno avuto il pudore di non inserire anche l’abbassamento dell’imputabilità a 12 anni, ma il tema resta sullo sfondo e non è affatto escluso». Per il momento, comunque, l’imputabilità resta inchiodata al limite di quattordici anni anche se il guardasigilli ha proposto una diversificazione. Se il delitto è commesso da un minore di età compresa tra i 14 e i 16 anni la riduzione della pena, rispetto a quella prevista per i maggiorenni, rimane di un terzo come stabilito dall’attuale legislazione. Mentre se commesso da un giovane tra i 16 e i 18, la pena viene ridotta di un quarto. A via Arenula, hanno, poi, pensato bene di adeguare la giustizia minorile a queste nuove “orde” di giovani scatenati che scendono per strada a manifestare, seppur pacificamente. E ha inserito come una delle aggravanti la partecipazione di piazza. Il solo fatto, dunque, di manifestare le proprie idee costituisce un aggravio della pena. Ai minori extracomunitari, invece, se la riforma del ministro dovesse passare, è riservata l’espulsione immediata. Per quanto riguarda, inoltre, la possibilità di recupero - resa obbligatoria, peraltro, anche per gli adulti dalla stessa Costituzione - un duro colpo viene sferrato dalle restrizioni apportate all’istituto della messa alla prova. Si tratta della possibilità per il giovane di sospendere, in alcuni casi, il processo o l’esecuzione della pena e di essere affidato ai servizi sociali. A seconda dei casi, il minore potrà, poi, essere obbligato a frequentare la scuola o altri luoghi di reinserimento. Se alla fine di questo percorso, l’esito è positivo il procedimento penale si estingue. «È un sistema che ha dato ottimi risultati, è una scelta grave quella di limitarlo» dice Resta attaccando anche la decisione di spostare il minore condannato da un carcere minorile ad uno normale al compimento del diciottesimo anno di età. Sul provvedimento che elimina un esperto non togato dal collegio giudicante penale, il relatore della riforma non ha dubbi. «Gli esperti, quindi psicologi, medici, sociologi, sono figure importanti per valutare il reato all’interno di un processo di crescita del minore. Con la nuova legge il giudizio sarà soltanto tecnico-giuridico, violando, peraltro, almeno tre convenzioni: quella di New York, quella dell’Aja e le regole minime di Pechino, ispirate a un principio indiscutibile: evitare il più possibile il carcere e tentare il recupero». Agli uomini di buona volontà che si sentiranno pregiudicati dalla riforma Castelli, resterà, quindi, la possibilità di impugnare la norma lesiva dei propri diritti davanti alla Convenzione di Strasburgo. Il risultato, conclude il giudice del Csm «è ancora una volta un diritto penale forte con i deboli e debole con i forti».
Pazzesco!!Finalmente un buon ministro della giustizia e c'e' gente che si lagna!
Certo che dall'opposizione sinistra a queste OTTIME e MAI fatte riforme,mi posso solo immaginare cosa sarebbe successo se avesse vinto la sinistra!Figurarsi!!
Grazie a Dio,bene o male,la Lega al governo qualcosa,e di sicuro + degli altri,sta combinando.
Forza,che vabe ene cosi'!![]()
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