GERUSALEMME - Ucciso da sei-sette colpi di mitragliatore sparati da un carro armato israeliano. E' morto così Raffaele Ciriello, un fotografo freelance italiano di 42 anni che collaborava con il Corriere della Sera . Il fotoreporter è stato colpito nel centro di Ramallah. Ma già ieri aveva rischiato grosso: si era infatti trovato, insieme con una trentina di giornalisti e fotografi delle testate estere, nell'hotel City Inn colpito dal fuoco dei tank israeliani. A dare notizia della morte di Ciriello è stata la radio israeliana.

Sempre a Ramallah, anche un fotografo freelance francese è stato colpito dal fuoco israeliano. Secondo fonti mediche l'uomo è stato ferito gravemente a una gamba, nella piazza
Manara, nel centro della città. Continuano quindi gli attacchi israeliani: da stamani sono stati uccisi almeno 5 palestinesi, tra cui una guardia personale di Arafat .

Colpito da una raffica di mitragliatrice. Una serie di vittime che trasformano Ramallah in un teatro di morte. Un giornalista Rai di Tv7 , Amedeo Ricucci, racconta di essere giunto in piazza Manara assieme al fotografo rimasto poi ucciso. Al momento del loro arrivo, ha precisato Ricucci, non era in corso alcuna sparatoria. Ma a un certo punto, da una piazza vicina, un gruppo di giovani palestinesi è giunto correndo. Dietro di loro, ha raccontato il producer della Rai italo-palestinese Amjad Yakba, c'era un carro armato israeliano che ha superato il gruppo di giornalisti, si è fermato e si è girato. Ciriello, che stava riprendendo il carro armato con la sua telecamera digitale, è stato colpito da una raffica di sei proiettili: uno, fatale, gli ha troncato l'aorta.

Niente sangue: gli israeliani fermavano le ambulanze. Lo sfortunatissimo reporter è stato trasportato da Ricucci d'urgenza all'ospedale più vicino, quello di Arab Care Medical Hospital. Ma per lui non c'è stato nulla da fare. Quando è arrivato al pronto soccorso era già morto dissanguato. ''Il fotografo italiano - ha detto il dottor Wael Hammuda, direttore della clinica - è giunto in condizioni disperate. Abbiamo effettuato subito una trasfusione di una unità di plasma, ma ne servivano almeno altre due. Purtroppo le nostre scorte si stanno esaurendo. Avevamo bisogno urgente di altro sangue e ci siamo rivolti subito all'ospedale generale di Ramallah, ma da questo ci hanno risposto di non essere in grado di inviarlo perché i soldati israeliani non fanno passare le ambulanze''.

Il console generale d'Italia a Gerusalemme, Gianni Ghisi, si è subito recato a Ramallah dopo aver appreso della morte del fotografo italiano Raffaele Ciriello, colpito da una raffica sparata da un carro armato israeliano. L'ambasciata d'Italia a Tel Aviv si è attivata presso le autorità militari israeliane per richiedere una dettagliata ricostruzione dell'accaduto.

(13 MARZO 2002, ORE 9:27, aggiornato alle 12:44