
Originariamente Scritto da
Saburosakai
https://www.rivistailmulino.it/a/l-a...a-del-sionismo
L’ignoranza dei sostenitori di Israele nel respingere ogni confronto tra Israele e altri casi di colonialismo di insediamento (o settler colonialism) è seconda solo a quella della comprensione di questo concetto da parte di chi supporta la Palestina. Una vittima di questo dibattito è la rigorosa ricerca accademica sul conflitto israelo-palestinese. Tragicamente, questo caos concettuale ostacola anche la nostra capacità di immaginare una conclusione a questo conflitto.
“I miei lettori hanno un’idea generale della storia della colonizzazione in altri Paesi. Suggerisco loro di considerare tutti i precedenti con cui hanno familiarità e di vedere se c’è un solo caso di colonizzazione condotta con il consenso della popolazione autoctona. Un tale precedente non esiste”.
Questa citazione proviene da una delle prime analisi del sionismo come movimento coloniale di insediamento, scritta nientemeno che da Ze’ev Jabotinsky, l’intellettuale e padre politico della destra sionista. Questo estratto da un suo saggio del 1923, Sul muro di ferro, coglieva il problema fondamentale che il sionismo affrontava come movimento politico. Jabotinsky mise da parte le sue convinzioni sioniste, fondate sulla storia e sulle tradizioni religiose, e giunse alla conclusione logica che, per la maggioranza della popolazione araba in Palestina, i sionisti sembravano invasori.
Il termine settler colonialism viene troppo spesso visto, a torto, come una forma di colonialismo, suggerendo che Israele dovrebbe seguire la traiettoria delle imprese coloniali del passato: non è così. Un’analisi del colonialismo di insediamento non può determinare chi sia il legittimo proprietario della terra e/o quale sia la migliore soluzione per questo conflitto. Non può neanche negare i legami storici e la presenza ebraica nella Terra di Israele. Tuttavia, quando si parla di colonialismo di insediamento, diventa innegabile affermare che il sionismo sia nato al di fuori della Terra di Israele e che questa sia stata considerata patrimonio ebraico in un momento in cui più del 90% dei suoi residenti non erano ebrei.(continua)