Un testo della comunità sant’Egidio sui rom: ogni commento è superfluo.
GIORNATA INTERNAZIONALE DEI ROM
La Comunità di Sant’Egidio chiede attenzione per il popolo più discriminato d’Europa
Festa con la Comunità di Sant’Egidio
sabato 8 aprile 2006 ore 11 - 15
Villa De Sanctis - Via Casilina 675
La giornata internazionale dei Rom ricorda il primo incontro internazionale dei Rom, svoltosi vicino Londra (a Orpington) l’8 aprile del 1971.Promotori di tale incontro furono Grattan Puxon e Donald Kenrick dall’Inghilterra, Jarko Jovanocić dalla Yugoslavia, Matéo Maximoff dalla Francia, e molti altri. Nel 1990, a Varsavia, nel corso del quarto congresso internazionale, l’8 aprile è stato riconosciuto come la Giornata Internazionale dei Rom.
Il popolo zingaro è l'unico popolo che è notoriamente senza terra, ma spesso anche senza nazionalità. L'unico popolo che non ha mai dichiarato guerra a nessuno, ma ha subito e subisce persecuzioni e pregiudizi: è il popolo più disprezzato, ed è il popolo che, insieme agli ebrei ha subito l'olocausto. Circa 500.000 zingari furono sterminati nei campi di concentramento e nelle fosse comuni nei Paesi occupati dai nazisti e dai loro alleati. Anche in Italia ci furono zingari rinchiusi nei campi di internamento e deportati. Osserva al riguardo la “Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione dei Rom nell'Unione europea”: “l'Olocausto dei Rom merita un pieno riconoscimento commisurato alla gravità dei crimini commessi dai nazisti per eliminare fisicamente i Rom d'Europa”
Diversi organismi internazionali per la tutela dei diritti umani sia legati all’UE (EUMC, ECRI), che indipendenti (Amnesty International, ERRC), hanno dimostrato nei loro recenti report che gli zingari costituiscono la minoranza maggiormente discriminata nella UE. Recenti inchieste (come il Rapporto di Alvaro Gil-Robles, commissario del Consiglio d'Europa per i diritti umani) hanno messo in luce come gli zingari anche in Italia siano largamente discriminati.
Alcuni dati e qualche riflessione
EUROPA
Popolazione UE, Europa a 25: 446 milioni. I Rom e i Sinti che vivono in Europa sono 12-15 milioni, 7-9 milioni dei quali nell'Unione europea. Percentuale zingari sulla popolazione UE (Europa a 25): 2%.
Fonte: Sito Unione Europea.
ITALIA
Popolazione Italia: 58.462.372 (fonte: Istat).
Zingari in Italia: tra i 120.000 e i 140.000 (di cui almeno 80.000 italiani.)
Tra gli zingari stranieri almeno il 50% è presente in Italia da oltre 15 anni.
Circa il 55% degli zingari ha meno di 18 anni. Percentuale zingari (it e stra) sulla popolazione italiana: 0,23% (considerando 140.000). Fonte: stima Comunità di Sant’Egidio
Gli Zingari in Europa e in Italia
In Europa
Gli Zingari rappresentano la più grande minoranza paneuropea: sono presenti in quasi tutti gli Stati membri del Consiglio d’Europa. La storia e la cultura degli Zingari fanno parte integrante della storia europea (i primi gruppi documentati giunsero nel 1400). Ma la percezione generale è spesso molto diversa: anche nei Paesi dove gli Zingari vivono da secoli, sono spesso considerati dalla maggioranza della popolazione come “altri”, come stranieri nei loro paesi natali. Osserva tra le altre cose la “Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione dei Rom nell'Unione europea” pubblicata sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea del 23.02.06:
“(...) la comunità Rom continua a non essere considerata una minoranza etnica o nazionale in tutti gli Stati membri e paesi candidati ed essa pertanto non gode in tutti i paesi dei diritti connessi a tale status”. Scrive il Commissario per i Diritti Umani del Consiglio d’Europa Alvaro Gil-Robles nel “Rapporto finale sulla situazione dei Diritti Umani dei Rom, Sinti e Viaggianti in Europa” del febbraio 2006: Nel corso della storia rappresentazioni di “fastidio” “si sono tradotte in manifestazioni di discriminazione e esclusione in tutta l’Europa. La vita degli Zingari è stata caratterizzata dall’isolamento – al massimo fonte di curiosità, e ben peggio vittime di rigetto, violenza e persecuzione. L’apice atroce della persecuzione è stato raggiunto con lo sterminio di circa mezzo milione o più durante l’Olocausto. (...)
Nella maggioranza dei paesi che ho visitato, le popolazioni zingare si scontrano con ostacoli notevoli per esercitare i loro diritti fondamentali, soprattutto per ciò che concerne l’accesso alla sanità, all’alloggio, all’educazione e all’occupazione; inoltre spesso essi sono colpiti molto più degli altri dalla povertà. La discriminazione e il razzismo, che possono sfociare in atti di violenza, restano un grave problema in tutto il continente e costituiscono un ostacolo maggiore al pieno godimento dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali”.
Il 65 % dei rom in Romania e il 45 % in Bulgaria vive in abitazioni prive di acqua corrente
In base allo studio UNDP svolto alla fine del 2001, oltre l’80 % dei rom ha un reddito inferiore alla soglia di povertà nazionale in Bulgaria, Ungheria, Romania e Slovacchia.
Secondo lo stesso studio, circa il 45 % dei rom in Ungheria e Slovacchia non dispone di servizi sanitari Interni.
Nel 2003, in Slovacchia, oltre l’85 % dei rom in età lavorativa non era inserito ufficialmente nel mondo dell’occupazione.
Oltre metà dei bambini delle scuole speciali in Slovacchia era di origine rom nel 2002-2003.
Nel 2003, in Germania, solo metà dei bambini rom è andata a scuola; di quelli che vi sono andati, l’80 % frequentava scuole speciali.
I bambini rom sono sovrarappresentati nelle scuole speciali anche in Ungheria, Bulgaria, Polonia e Slovenia.
Fonti: Commissione europea, The situation of Roma in an enlarged European Union e Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (UNDP), Avoiding the dependency trap.
In Italia
La presenza degli Zingari in Italia – nonostante periodici allarmismi – è una presenza esigua e molto diversificata: costituiscono circa lo 0,23% della popolazione. È difficile dire il numero esatto degli Zingari presenti: Non esistono dati statistici ufficiali sulla presenza dei Rom; fino alla metà degli anni novanta le cifre dichiarate (Liegeois, Opera Nomadi, Caritas) erano tra i 90.000 e i 120.000 presenti, di cui più della metà cittadini italiani (Sinti, Rom Abruzzesi, Camminanti Siciliani, Calderasa). Accanto a loro i Rom giunti in Italia dalle diverse Repubbliche dell'ex Jugoslavia da più di trenta anni; i Rom giunti dai Balcani a seguito delle guerre che hanno sconvolto la regione tra il 1991 e il 2000 e - ultimi cronologicamente - gli Zingari provenienti dalla Romania. Con l’arrivo dei Rom dalla Romania – mai censiti in maniera organica – il numero potrebbe essere di circa 140.000 unità. Tra questi 80.000 sono cittadini italiani. A questi grandi gruppi si possono aggiungere gruppi minori come un gruppo di Zingari polacchi (in particolare a Novara) o un altro di origine irakeno-francese i Kaulia ( in particolare a Roma e Napoli). A differenza di ciò che comunemente si pensa - che gli Zingari siano un popolo nomade, termine con cui sono indicati dalle istituzioni pubbliche e dai mass media – gli Zingari in Italia sono ormai un popolo che si è quasi totalmente sedentarizzato.
Spesso si parla di zingari come di un unico popolo monolitico, ma come accomunare in un'unica categoria famiglie che abitano in case popolari, altre in case private, altre in ville, altre in campi con luce e acqua, altre in baracche da terzo mondo, altre sui greti dei fiumi o nelle grotte?
Si può davvero parlare indifferentemente dei Kaulia scuri di carnagione provenienti dall'Irak (via Francia), e dei "pallidi" zingari polacchi presenti in nord Italia?
In realtà ciò che li accomuna sono le origini, la lingua e il disprezzo che tutti colpisce.
Gli zingari italiani sono nella maggior parte cattolici. Una parte degli Zingari della ex Yugoslavia e della Romania sono cristiani ortodossi, mentre i bosniaci, i macedoni e i kosovari sono generalmente musulmani.
Sono una popolazione molto giovane circa il 45 % ha meno di 14 anni; è raro trovare nei campi persone anziane, l'età media di un romano è di oltre 80 anni, per uno Zingaro è meno di 50 anni. In una stessa città convivono due mondi completamente diversi.
Se da un lato molti degli zingari cittadini italiani sono considerati stranieri – anche se i loro avi si insediarono qui nel 1400! – d’altra parte molti degli Zingari “stranieri” sono nati in Italia, ma non sono riconosciuti come italiani, anzi spesso non hanno nessuno status giuridico e nessun diritto, sono considerati “clandestini”.
Figli o nipoti di cittadini di uno Stato che non esiste più, non possono ottenere un passaporto, e non sono cittadini italiani perché la legge non lo permette: molti potrebbero essere considerati degli apolidi di fatto.
Come nel resto d’Europa, anche in Italia queste comunità non sono riconosciute come minoranze nazionali, e nella discussione della legge sulle minoranze linguistiche (divenuta poi Legge 15 Dicembre 1999, n. 482 " Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche ") gli zingari sono stati “depennati” in corso di trattazione. Uno dei motivi principali dell’esclusione è stato il loro presunto nomadismo: non “insistono” su un territorio omogeneo.
Esistono peraltro diverse proposte di legge sull’argomento, ma mai discusse.
Non esistono leggi nazionali sui Rom e Sinti, le uniche disposizioni di carattere nazionale sono circolari del Ministero dell’Interno (quindi in un ottica di ordine pubblico). Non hanno dunque un particolare status nella legge nazionale.
I recenti rapporti (tra cui quello del commissario UE per i diritti umani Alvaro Gil-Robles,) hanno messo in luce come gli zingari anche in Italia siano largamente discriminati.
L'amicizia della Comunità di Sant'Egidio con gli Zingari
L'amicizia verso chi è “diverso”, povero, straniero è tra i fondamenti della Comunità di Sant’Egidio, per cui avvicinare gli Zingari è stata la scelta di amore e solidarietà verso i più poveri che incontravamo. Questa scelta è sembrata fondamentale per superare l'abisso che separava – e spesso ancora separa – gli Zingari dai cittadini. A Roma agli inizi degli anni '80 sono nate le prime "scuole della pace" con i bambini zingari che sono presenti ancora oggi in molti quartieri della periferia. Doposcuola o scuole pomeridiane per chi ancora non era iscritto alla scuola pubblica. Pian piano, tramite i bambini, la Comunità è entrata nel "mondo degli zingari", conoscendo le loro famiglie, ascoltando i loro racconti, frequentando i loro "campi".
È iniziata una frequentazione assidua, e nel tempo un rapporto profondo con molti dei gruppi di famiglie presenti a Roma e successivamente in Italia e negli altri paesi Europei dove la Comunità si è diffusa.
Le "Scuole della Pace” sono uno spazio di gioia e serenità, dove vengono curate le tante ferite provocate dalla violenza e dalla povertà delle nostre città.
Spesso questi luoghi hanno rappresentato un “rifugio” anche per gli adulti dove l'amicizia con gli Zingari si è sempre più rafforzata. Da questo nasce il "Centro Genti di Pace" che offre uno spazio concreto di ascolto e di risposta ad alcuni bisogni primari. Tante volte nell'opinione pubblica c'è la sensazione che non si possa far niente, c'è come una rassegnazione di fronte a una realtà che non si conosce, non si comprende e che sembra impossibile cambiare. L'esperienza di un'amicizia fedele e continua nel tempo dimostra che tante situazioni possono evolversi in maniera positiva. Ad esempio l'inserimento dei bambini a scuola, la possibilità per molti Zingari stranieri di divenire regolari o cittadini, l’inserimento nel mondo del lavoro.
Nell'amicizia ci si è resi conto delle grandi difficoltà della vita quotidiana; La Comunità di Sant’Egidio ha dato voce presso le istituzioni pubbliche al disagio e all'ingiustizie di un popolo i cui membri sono considerati spesso cittadini di serie B. Nei momenti critici, gli sgomberi dei campi, le morti per gli incidenti e gli incendi degli accampamenti, la Comunità è stata presente per difendere una cultura della solidarietà in città che nella indifferenza diventano disumane.
Gli Zingari possono partecipare a creare una nuova cultura della pace. In questo spirito molti bambini e adolescenti, e diversi adulti, hanno iniziato a far parte dei movimenti internazionali promossi dalla Comunità di Sant'Egidio come "Il Paese dell'Arcobaleno" e "Genti di Pace".
(Fonte: http://www.santegidio.org/news/comunicati/20060407_IT.htm )




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