(Del 14/3/2002 Sezione: Torino cronaca Pag. 45)
GLI AMMINISTRATORI DELLE VALLI DI LANZO CONTRO LETIZIA MORATTI: «DECISIONI SENZA SENSO»
Il ministro «taglia» 5 maestre
«Così spariranno le scuole di montagna»
CERES
La notizia ha gettato letteralmente nel panico il mondo della scuola delle Valli di Lanzo: il prossimo anno le elementari dovranno fare a meno di altri cinque insegnanti. Due a Mezzenile, altrettanti a Traves e uno a Pessinetto dove i cinque anni si trasformeranno in una sola pluriclasse e rischiano così di essere cancellati mensa e lezioni pomeridiane. Con una legge che vuole più figure professionali che si alternino dietro la cattedra della stessa classe, nelle Valli si ritorna alla vecchia maestra o al maestro delle quattro ore al mattino. «Un taglio così consistente non lo possiamo accettare - tuona Mauro Marucco, il presidente della Comunità Montana delle Valli di Lanzo che raccoglie 35 centri -. Io mi chiedo come la gente possa rimanere quassù se ci sono pure difficoltà a garantire un'istruzione ai propri figli. Tutti si lamentano che la montagna si spopola e poi non si fa nulla per incentivare i residenti a restarci». Ieri sera Marucco e i sindaci della zona, unitamente a una rappresentanza degli insegnanti, si sono incontrati nella sala consiliare del municipio di Ceres. «Il provvedimento di ridurre ancora l'organico del corpo docente è stato preso senza un confronto diretto con noi - spiegano gli amministratori -. Si sono sottovalutate le esigenze del territorio e in spregio totale della legge sulle "nuove disposizioni per le zone montane" che ha come scopo di promuovere un processo di sviluppo e di tutela della montagna». Sarà un'altra battaglia giocata sul filo dei numeri. Nelle tre valli, di Viù, d'Ala e Grande i banchi di materne, elementari e medie sono occupati da poco meno di 350 alunni (19 in meno del 2000) per una cinquantina di insegnanti. Venti anni fa gli scolari erano quasi il triplo e i residenti ben 10 mila in più. Oggi i registri delle scuole sono i testimoni dell'andamento demografico. «Se non nascono più bambini mica è colpa mia - scherza il professor Francesco Ciccaldo, da sei anni capo istituto del plesso di Ceres dove, al contrario, un insegnante servirebbe -. Nel 2000 fummo costretti a chiudere le elementari a Groscavallo e Chialamberto, quest'anno nelle medie di Viù abbiamo 28 alunni per tre classi, il prossimo settembre potremo contare su una prima con venti allievi, dipende». E aggiunge: «Purtroppo la situazione di crisi qui è generale, mancano le risorse umane, non c'è offerta di lavoro, la gente se ne va, non è facile e poi Letizia Moratti, il ministro della Pubblica Istruzione, l'ha detto chiaramente che in Italia ci sono 8500 insegnanti di troppo». Ma in valle la gente non vuol sentir parlare di tagli soprattutto perché a Lanzo esistono diversi indirizzi di scuola superiore. A Mezzenile e a Cantoira i due Comuni hanno rimesso a nuovo due edifici che ora sono diventati la sede delle materne. Una situazione per molti versi simile a quella segnalata nella vicina Comunità montana Valli Orco e Soana: a Locana, il prossimo anno scolastico, sono appena sei gli alunni iscritti alla prima media, con l´inevitabile rischio che la classe possa essere soppressa.
Gianni Giacomino




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