FORZA Italia «è stata finora condotta per mano da Berlusconi, ora deve cercare di camminare con le proprie gambe»: è la motivazione che ha portato alla nascita di una scuola per i quadri dirigenti del partito, una sorta di «anti-Frattocchie», però, dal momento che il partito del premier è «post-ideologico» e non vi è »alcuna intenzione di indottrinare nessuno. È quanto hanno spiegato Roberto Antonione, Sandro Bondi e Don Gianni Baget Bozzo, ideatori del progetto, in una conferenza stampa di presentazione del corso di formazione che si terrà a Gubbio dal 29 al 31 agosto prossimi. Il corso - hanno spiegato - ha una duplice funzione: formare e preparare una valida squadra di amministratori nazionali, ma anche fungere da raccordo con l'attività parlamentare e di governo per «portare a compimento il progetto di cambiamento del paese».
Antonione, che ricopre l'incarico di coordinatore nazionale del partito, ha sottolineato come Forza Italia sia cresciuta rapidamente conquistandosi un largo consenso nel paese, e ora può contare su circa 11000 amministratori nazionali. Si rende quindi necessario dare a questi quadri dirigenti un «importante supporto tecnico» e una formazione specifica non legata all'improvvisazione.
Sandro Bondi, responsabile dei Dipartimenti, ha ripercorso le tappe dell'evoluzione di Forza Italia facendo presente che ora il partito è entrato nella fase 3 della sua storia: è al governo con un nuovo ruolo e una nuova responsabilità che richiede la formazione di una nuova classe dirigente a livello locale e nazionale.
Baget Bozzo, responsabile della Formazione, ha spiegato che Forza Italia non ha una dottrina di partito e non intende proporre ai suoi militanti una visione globale. «Ciò non toglie che essa utilizzi quel vasto settore dimenticato della cultura politica europea e italiana che si è schierata contro i totalitarismi e si è perciò definita come liberale».
Le lezioni saranno tenute da personalità di governo e delle istituzioni tra cui i ministri Scajola, Marzano, Tremonti, Sirchia, La Loggia. Tra i temi del corso, la sicurezza dei cittadini, la giustizia giusta, lavoro e occupazione, sanità scuola, devoluzione. I ministri di oggi, dunque, per istruire quelli che potrebbero diventare ministri domani o, comunque, politici del futuro.
"Il Tempo"




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