Giovedì 7 Marzo 2002. Ora di inglese.
La professoressa è una toscanaccia, credo di Grosseto. In una scuola di orientamento piuttosto democristiano e comunque non schierato, le sue passioni politiche nettamente sinistrorse sono note a molti, ma nessuno glielo ha mai fatto presente. Ci ha pensato lei però a dare libero sfogo a tutto il suo prorompente antiberlusconismo.
"Eh sì, cari ragazzi, mi spiace se qui ci sono dei Forzisti come Francesco [il sottoscritto] e Cristiano, ma ve lo devo proprio dire: la Riforma Moratti è un disastro. Sta distruggendo la scuola, quella lì. Non capisce niente e vuole licenziare la metà di noi inegnanti. State tranquilli, vedrete voi le conseguenze in quinta, quando farete l'esame. E vedrete anche che conseguenze avrà questo Governo, che, scusate tanto, sta letteralmente uccidendo la democrazia."
"Mi scusi" rispondo "ma lei queste cose qui non le deve dire, perchè siamo in una scuola".
"Ah, perchè la scuola adesso è diventata di proprietà del Signor Berlusconi? Ahahah, ci mancherebbe."
"No, cara Prof, la scuola non è di nessuno, nè di Berlusconi nè di Rutelli. La scuola è e deve restare un'istituzione imparziale."
"Caro Francesco, io non smetterò di dire come la penso solo perchè è arrivato il Cavaliere."
"Ma in questo non posso dirle niente, ci mancherebbe. Se vuole può costruirsi un palco proprio davanti all'entrata della scuola e gridare con un megafono che vorrebbe uccidere il Presidente del Consiglio. Ma qui, dentro, a noi, certe cose è meglio non dirle."
"Ma anche tu dichiari apertamente le tue idee politiche, Francesco."
"Ma io, professoressa, sono uno studente. Lei si trova a ricoprire un ruolo di maggiore importanza rispetto a me. C'è una bella differenza."
Stupita del fatto che non può fare, stavolta, il suo bel comizio anche in questa classe, perchè c'è chi glielo impedisce, la prof. si trova evidentemente senza argomenti.
Ripiega allora su un "beh, ne riparleremo dopo, ora c'è compito in classe", al che io le rispondo prontamente "no, non ne riparleremo, glielo assicuro io".
Occhiataccia, e facciamo il compito. Come al solito, la signora fa troppa fatica a correggere le verifiche a casa, dunque dà una letta veloce e ci assegna il voto sul posto. Darmi un 8 e mezzo non deve averle certo procurato un orgasmo, visto che incomincia a guardarmi sempre peggio e ad innervosirsi.
Ad un certo punto sbotta "ma è possibile che nessuno si sia ricordato di mettere il to dopo il listen? Perchè nessuno lo ha messo?"
"Mah, forse perchè nessuno ce lo ha mai insegnato..." rispondo io stupidamente. Avrei dovuto tacere, ma anche stavolta l'impulso di dire la verità, perchè di verità si tratta, è stato più forte della convenienza.
Per la prof. è il momento d'oro, il momento che aspettava.
"Vattene subito fuori, e ti metto anche una nota".
Esco immediatamente e la vedo armeggiare sul registro.
Fuori dalla classe, mi posiziono proprio davanti alla porta e ascolto divertito le deliranti uscite della signora.
"Ma guarda qui... nessuno che si ricorda del to, che disastro..."
"Vabbè, qua vi dò un 6 a tutti, tanto.... ci vuole tolleranza nella vita... beh tolleranza con tutti, meno che con Francesco, ovvio. Quel ragazzo è proprio uno stronzetto."
"Sì, un vero e proprio stronzetto, ma gliela faccio io abbassare, la cresta."![]()
Passano dieci minuti di insulti e offese sul tono, poi la campanella suona e la cara signora esce schizzando dalla classe. Non vede l'ora di andare a bersi il suo caffettino, data la grande voglia di fare. Ma io la blocco appena esce.
"Complimenti, e grazie. Clap clap."
"Complimenti di cosa?"
"Di avermi dato dello stronzetto, ovvio".
"Senti, maleducato, te lo meritavi proprio." E' in evidente difficoltà.
"No, qui l'unica maleducata è lei, prof. Una gran cafona, dovrebbe vergognarsi. E pure una ipocrita. Sa benissimo il vero motivo per cui mi ha mandato fuori."
"Senti, smettila, mi sono proprio stufata". Si gira e se ne va, a passo svelto, verso la sua adorata macchinetta del caffè.
Arriva il prof. di lettere che mi chiede cosa è successo. Legge la nota sul registro, si avvicina e mi fa: "caro Francesco, mi permetto di dissentire con la professoressa di lettere. Io avrei un' altra opinione di te".
Beh, me lo auguro.
Sul registro, guardo cosa ha scritto la mia amata prof.
"FRANCESCO XXX SI COMPORTA IN MODO EDUCATAMENTE MALEVOLO NEI CONFRONTI DELL'INSEGNANTE"
![]()
![]()
![]()
C&C
Franci







Rispondi Citando
