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  1. #1
    repubblicano nella sinistra
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    Predefinito compravendite berlusconiane

    Travaglio favoloso anche nella meritata critica a Bertinotti e al PD

    http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/
    supermarket dei senatori che ha innescato l’ennesima accusa di corruzione a Silvio Berlusconi s’inserisce perfettamente nella nuova stagione politica delle “larghe intese”, ultimo approdo della commedia all’italiana, a cura di Castellano & Pipolo. Titolo: “Ok il prezzo è giusto” o “Chi vuol esser milionario”. Personaggi e interpreti, in ordine di apparizione.

    Berlusconi Silvio, il capocomico
    Un tempo si comprava Craxi e quello gli faceva due decreti salva-tv più la legge Mammì. Si comprava il giudice Metta e quello gli regalava la Mondadori. I suoi manager si compravano la Guardia di Finanza (a sua insaputa, s’intende) e quella chiudeva un occhio, anzi due sui bilanci del gruppo. E si compravano pure l’avvocato inglese David Mills (senza dirgli nulla, si capisce) perché testimoniasse il falso nei processi a suo carico. Il grande venditore era anche un formidabile compratore: mostrava il libretto degli assegni, diceva “scriva lei la cifra”, e di solito funzionava.

    Ora, per dire com’è ridotto, telefona ad Agostino Saccà perché “sollevi il morale del Capo” sistemandogli certe “attrici” (ieri l’ometto le ha definite “artiste discriminate perché non di sinistra”, insomma ideologhe anticomuniste, un po’ come quelle che sedevano sulle sue ginocchia nel parco di Villa Certosa). Una, fra l’altro (“la Evelina”) sarebbe amica di un senatore dell’Unione “che mi può essere utile per far cadere il governo Prodi”. E il governo non cade. Allora corteggia e coccola un senatore dell’Oceania, promettendogli un posto nel suo eventuale, prossimo governo (il famoso “sottosegretariato all’Australia”), e la piazza numero 2 nelle liste nazionali di Forza Italia (o come diavolo si chiama adesso) alle presunte elezioni anticipate. Il tutto con la stessa credibilità con cui Totò si vendeva la fontana di Trevi all’italoamericano Decio Cavallo, che lui chiamava Caciocavallo. Solo che, diversamente, da Decio Cavallo, il senatore Randazzo non abbocca e lo manda a stendere, inseguito comunque dal povero Cavaliere che gli promette addirittura “un contratto”, millanta “ho con me Dini e i suoi” e lo implora in ginocchio: “Mi basta anche soltanto una piccola assenza…”. Poveretto, come s’offre.

    Randazzo Nino, l’antagonista
    L’uomo che resiste impavido (e inedito) alle profferte del Grande Compratore è un vecchio giornalista italoaustraliano d’altri tempi, che dinanzi ai contratti e alle promesse risponde: “Io sono stato eletto col centrosinistra e dunque resto fedele al centrosinistra perché ho una mia moralità”. Alla parola “moralità”, il Cavaliere chiama Bonaiuti e chiede un dizionario: dev’essere un termine australiano, comunque arcaico. Poi capisce che non c’è nulla da fare:la lunga permanenza all’estero deve aver guastato il senatore, non troppo aggiornato sulle prassi più recenti della nostra politica. Affranto per cotanto affronto, il Cavaliere ripiega sugli italiani doc.

    Nick Scavi, il buttadentro
    Imprenditore australiano, si materializza alle spalle di Randazzo un giorno che questo sta passeggiando alla galleria Alberto Sordi, a Roma. Da quel momento diventa il suo angelo custode, gentile omaggio del Cavaliere: “Voglio offrirti la possibilità di diventare milionario”, gli dice, e pare gli mostri un assegno in bianco accompagnato dalla frase: “Scrivi tu la cifra, fino a 2 milioni”. Il suo ruolo è simile a quello delle ragazze buttadentro che accalappiano i giovanotti davanti alle discoteche. Ma Randazzo, tetragono, resiste anche alle sue sirene.

    Saccà Agostino, la spalla.
    Calabrese, giornalista (chi non lo è?), craxiano, poi forzista, poi dalemiano, poi di nuovo forzista (“voto Forza Italia come tutta la mia famiglia”), nel 2002 fu l’esecutore materiale dell’editto bulgaro del Capo contro Biagi, Santoro e Luttazzi. Da allora si garantì una serena vecchiaia. Da direttore generale dovettero cacciarlo perché in un anno la sua Rai aveva perso 4 punti di share su Mediaset: sull’onda dell’ entusiasmo, era andato anche oltre il mandato ricevuto. Ma lo sistemarono a Raifiction, una specie di grotta di Alì Babà piena d’oro, che lui amministra da par suo con gli amici degli amici. Ultimamente, mentre partecipava alla campagna acquisti berlusconiana dei senatori e preparava la fiction sul Barbarossa (“Bossi non fa che parlarmene”, insisteva il Cavaliere), si spacciava per veltroniano: pare che nei corridoi della Rai, per essere credibile, pronunciasse solo parole che iniziano con la w: walter, wafer, water, woobinda, wow, woody allen, watussi, wonderbra. Soprattutto wonderbra.

    De Gregorio Sergio, il servo furbo
    In controtendenza col proliferare in politica di servi sciocchi, il bovino senatore ex socialista, ex forzista, ex democristiano, ex dipietrista, neo forzista ha recuperato la tradizione plautiana del servo furbo. Eletto nel 2006 con l’Italia dei Valori per nobili motivi ideali - un posto da sottosegretario - rimase deluso quando non l’ottenne e cominciò a fare la fronda. Intanto fu indagato a Napoli per certi assegni trovati in mano a un contrabbandiere. E cominciò a votare contro la maggioranza che l’aveva eletto. L’improvvisa sintonia programmatica con la Casa delle libertà fu corroborata dalla promessa berlusconiana di finanziare la sua associazione Italiani nel mondo con 5 milioni di euro l’anno.Con tanto di contratto spedito via fax e addirittura firmato - scrive Repubblica - dall’ingenuo Sandro Bondi.

    Fuda Pietro, servitor di due padroni
    Calabrese, già forzista, poi margherito, poi numero 2 del Pdm di Loiero, ovviamente indagato per storie di ‘ndrangheta, balzò alle cronache un anno fa per un comma di poche righe che mandava salvi centinaia di pubblici amministratori nei guai con la Corte dei conti per reati contabili. Saccà, suo conterraneo, lo contatta personalmente poi riferisce: “Fuda vuol far sapere al Capo che il suo cuore batte sempre a destra, anche se oggi è costretto a stare a sinistra. Ma se gli toccano gli interessi e le cose sue, darà un aiuto al Cavaliere in Parlamento”. Ecco, anche Fuda c’ha le cose sue.

    Bertinotti Fausto, il palo
    Anziché allarmarsi per la compravendita si senatori in corso nell’altro ramo del Parlamento, il comunista più amato da Berlusconi, da Vespa e da Mediaset protesta vibratamente con la Procura di Napoli per la “fuga di notizie” e per eventuali “intercettazioni di parlamentari”. Lui non guarda la luna: lui, molto marxisticamente, guarda il dito.

    Partito democratico, miglior attore non protagonista
    Non ha liberato la Rai dai Saccà e stava per resuscitare Berlusconi per la terza volta con l’”asse per le riforme”. Riusciranno i nostri eroi a rimettere la legge elettorale e la Costituzione nelle mani del Cavaliere, mentre lui gli compra i senatori un tanto al chilo?

  2. #2
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    Vabbè almeno su berlusconi indagano. Se si tratta di d'alema o di prodi, rimuovono i pm.

  3. #3
    repubblicano nella sinistra
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    Ehilà ! finalmente, cominciavo ad essere preoccupato

    Temevo che ti fossi fatto sedurre da un cosacco e non venivi più a parlarci dei comunisti

    Comunque per assicurarsi l' impunità si può o rimuovere il giudice che applica la norma , o rimuovere la norma che il giudice dovrebbe applicare.
    Ognuno ha la sua specializzazione
    Deve dire che Travaglio bastona entrambe le abitudini

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da lucrezio Visualizza Messaggio
    Deve dire che Travaglio bastona
    Travaglio bastona a senso unico, poichè le attività corruttive del governo Prodi non sono mai state da lui denunciate. Ma di chi questo giornalista fosse cameriere lo si sapeva da tempo, non mi stupisce la sua nuova fiammata d' "indignazione morale"
    Perchè piuttosto voi piddiisti non dite su 'sto thread, per esempio, anche quanto sono stati pagati da Prodi i voti determinanti della senatrice a vita Montalcini o quello del senatore italo-argentino Pallaro, a livello di cospicui irrobustimenti di finanziamenti delle loro attività "scientifiche" e "sociali"?
    Il vero scandalo italiano è questa sinistra corruttrice al pari della destra, che però si arroga il diritto di dare lezioni di morale... Ma che schifo!

  5. #5
    l'Edera del Cugino è sempre...
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    Le praterie del dubbio - Una delle poche cose, anzi forse la sola ch'io sapessi di certo era questa: che mi chiamavo Mattia Pascal E me ne approfittavo. Ogni qual volta qualcuno de' miei amici o conoscenti dimostrava d'aver perduto il senno
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    Citazione Originariamente Scritto da calvin Visualizza Messaggio
    Vabbè almeno su berlusconi indagano. Se si tratta di d'alema o di prodi, rimuovono i pm.
    rimane da capire perchè sia stata perquisita la casa del giornalista che denunciato i casi di corruzione (veri o presunti che siano).

  6. #6
    repubblicano nella sinistra
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    Citazione Originariamente Scritto da Filippo Strozzi Visualizza Messaggio

    Perchè piuttosto voi piddiisti non dite su 'sto thread, per esempio, anche quanto sono stati pagati da Prodi i voti determinanti della senatrice a vita Montalcini o quello del senatore italo-argentino Pallaro, a livello di cospicui irrobustimenti di finanziamenti delle loro attività "scientifiche" e "sociali"?

    !
    certo che se la sedicente sinistra repubblicana non capisce la differenza fra da una parte politiche che lodevolmente vanno a favorire di enti di ricerca ( Montalcini) o meno lodevolvente attività promozionali ( di dubbia efficacia) verso le nostre comunità (Pallaro) e dall' altra le assunzioni clientelari per solleticare tramite attricette passaggi da uno schieramento all' altro di senatori vogliosi , allora quella sedicente sinistra potrà citare tutti i la grassa del mondo ma è sprofondata nel più becero liberismo.

    aridatece catilina !

  7. #7
    l'Edera del Cugino è sempre...
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    Intanto farei una distinzione tra la Montalcini e Pallaro eh? Poi, a brigante brigante e mezzo! Ora, senza per questo ritenerlo moralmente valido, nel caso di Pallaro (se sono vere le voci circolate sul mercato fatto sulla sua associazione) si è trattato di autodifesa... in una battaglia per far cadere il governo, senza esclusione di colpi. E che dire di DeGregori? Altro caso è quello del Senatore Nino Randazzo al quale (sembra) che ... ma i gironali li leggete anche voi. Il giudizio sui tre personaggi credo debba essere diverso. ed anche tra Berlusconi e Prodi, tra chi attacca con mezzi scorretti, senza farsi scrupoli e chi reagisce -simpatico o meno- magari ritorcendogli contro le stesse armi, il piano non può essere lo stesso.

  8. #8
    l'Edera del Cugino è sempre...
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    ... Randazzo aveva già denunciato pubblicamente, nelle settimane scorse, di essere stato convocato da Silvio Berlusconi a Palazzo Grazioli, sede romana di Forza Italia, dove con lusinghe e promesse di incarichi politici di alto livello nella prossima legislatura era stato sollecitato a voltare le spalle a Romano Prodi. Le notizie legate all'inchiesta napoletana aggiungono ora ulteriori dettagli alle modaliltà con cui sarebbe avvenuto l'aggancio. E proprio questi suscitano una certa ilarità nel senatore. «Mi sto facendo delle grandi risate - dice Randazzo - perchè apprendo che era stato fotografato l'incontro con l'intermediario e ho scoperto che prima di fare un approccio alla mia persona avevano controllato il mio conto corrente in Australia, scoprendo che ero il più povero di tutti. Forse quando hanno visto quel conto avranno detto: "Questo lo chiamiamo subito"...». Le avances berluscloniane però non avevano avuto successo e, anzi, lo stesso Randazzo aveva reso pubblico il corteggiamento politico subito dal Cavaliere....

    fonte: corrieredellasera http://www.corriere.it/politica/07_d...ba99c53b.shtml

  9. #9
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    Temevo che ti fossi fatto sedurre da un cosacco e non venivi più a parlarci dei comunisti

    a lucre, qui l'unico cosacco sono io.

  10. #10
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    detto questo faccio presente che gli affari di berlusconi sono gli affari di un grande gruppo italiano che dà da lavorare a migliaia di nostri concittadini, molti dei quali fra l'altro membri o figli della sinistra. Volete l'elenco? A contrario dela Fiat però che trovò subito chi ne curò gli interessi interpost in sede governativa, essendo il gruppo di berlusconi concorrente della tv pubblica e perso il suo principale sponsor e subito minacciato, scese lui in politica di persona. e gli elettori giudicano. Quali siano gli interessi di prodi mastella e d'alema voi invece lo sapete? e li giustificate?

 

 
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