La Lega Nord comincia a stufarsi delle ambiguità e dei tentennamenti neodemocristiani. E fa capire che potrebbe anche rifiutare una presenza dell'Udc (la nuova sigla parlamentare che accomuna il Ccd e il Cdu) nel cartello elettorale con cui il centrodestra affronterà le amministrative del prossimo 26 maggio.
A prospettare questa dissociazione dagli alleati di governo è Giancarlo Giorgetti, presidente della Commissione Bilancio della Camera. E' lui infatti ad ammettere di sopportare sempre meno "i richiami dell'Udc alla Lega nel solco di un'astratta ortodossia europeistica". Ed è sempre lui ad accusare in neodemocristiani di "non condividere troppo spesso i programmi per i quali si erano impegnati davanti ai cittadini insieme agli alleati".
E' comunque soprattutto la divergenza tutt'altro che marginale fra i lumbard e il Biancofiore sulla nuova legge sull'immigrazione che preoccupa e irrita il giovane delfino di Umberto Bossi. Al punto che Giorgetti lancia una sorta di aut aut ai compagni di coalizione. "La legge sull'immigrazione deve essere approvata entro aprile - quasi intima - senza subire modifiche rispetto al testo votato dal Senato. In caso contrario non ci sarà nessun accordo fra Lega e Udc per le prossime amministrative".
In sostanza i leghisti non sono disposti a fare altre concessioni (prima fra tutte un allargamento delle maglie per i ricongiungimenti familiari degli immigrati) dopo quelle fatte obtorto collo a proposito della sanatoria per gli extracomunitari che lavorano come colf o come assistenti domiciliari ad anziani e malati presso le famiglie italiane.
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