



AHAHAHAHAHAHAHAHAH!
Mani sul portafogli!
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è una prova per capire come funzionano le immagini postate.
nulla di politico


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COMINCIA a Fiuggi il congresso dell’Udeur e Mastella già ieri parte in quarta. Conferma il «no» alla fusione nella Margherita, critica le «accelerazioni improvvise, verticistiche ed inopportune» che hanno condotto la federazione politica su «un’altra strada». Avverte che non resterà nell’Ulivo se lui e il suo partito non avranno rispetto e considerazione adeguati. Ribadisce che Rutelli non può continuare ad essere contemporaneamente leader sia dell’Ulivo che della Margherita. Ma, soprattutto, non esclude nelle prossime elezioni amministrative alleanze di interesse locale col centrodestra qualora la Margherita presenti candidati «i suoi talebani». Mastella conferma in più interviste ieri, a Panorama e al giornale dell’Udeur Il campanile , che nel centrosinistra il suo partito è il più geloso della propria identità, e che non è disposto a subire angherie politiche di alcun tipo.
Per l’Udeur, dice, occorre un trattamento diverso rispetto a quello che è stato fino ad ora. E tanto per non lasciare cadere nel vuoto il suo avvertimento, sottolinea che per esempio nella maggioranza lui ha apprezzato alcune «coraggiose battaglie» dell’Udc, anche se aggiunge subito che «le appartenenze restano diverse». Poi, mentre le elezioni amministrative si avvicinano a grandi passi, comunica che «al primo turno ci presenteremo da soli. Ma nulla vieta - aggiunge - che dopo si possano fare alleanze in nome degli interessi locali là dove la Margherita dovesse mettere in campo i suoi talebani». Insomma se per caso ci fosse qualche alleanza col centrodestra questo per Mastella non costituirebbe scandalo: «A Ceppaloni il sindaco è diessino, governa con assessori di Forza italia e con una maggioranza fatta con An e Rauti. L’Udeur è all’opposizione, e lo scandalo - dice - sarei io?».
Poi, spara una nuova bordata alla volta di Rutelli, stavolta alzando il tiro sull’essenza stessa della Margherita. «Se Rutelli dovesse restare leader dell’Ulivo, farei fatica a rimanere dentro la colazione, a meno che non cambi l’atteggiamento, non rispetti il dissenso interno. Insomma, se dovesse mantenere il comportamento che ha tenuto finora non saprei che farmene. E poi che cos’è questa Margherita che in Europa vede i Popolari nel Ppe e Rutelli nella federazione liberaldemocratica?». Mastella accusa: «Hanno tentato di ammazzarci: invece di reclutare persone togliendole al centrodestra hanno chiamato ad uno ad uno i parlamentari che ho fatto eleggere io...».
D’altra parte, rileva ancora il leader dell’Udeur, la Margherita è stata un’esperienza importante ma solo «fino al 13 maggio scorso», fino a quando cioè l’idea «di un soggetto federato che al proprio interno mantenesse inalterate la storia e le tradizioni di ogni singolo partito era da considerarsi sicuramente vincente». Poi però quella idea è stata abbandonata per una altra strada, quella della fusione che l’Udeur «non può condividere sia sul piano politico interno, sia su quello internazionale». Infatti Mastella vuole fare un’azione politica «che tende nel centro a conservare e a portare avanti quella grande tradizione cattolico-democratica che i nostri padri, da Sturzo a De Gasperi, fino a Fanfani e Moro, ci hanno insegnato».
Inoltre, secondo il leader dell’Udeur «non è certo con scioglimento dei partiti di centro per la Margherita che si risolvono i problemi, anzi mi pare vero il contrario». Il centrosinistra, ribadisce, «deve cambiare atteggiamento se vogliano evitare che l’attuale maggioranza governi fino al 2050». E alle «forti richieste» che giungono dal Paese su alcuni problemi importanti, il centrosinistra «non può rispondere con continue polemiche all’interno della coalizione e lotte per la futura premiership. L’Ulivo deve tornare a discutere e garantire pari dignità a quanti partecipano al progetto del centrosinistra».
«L’idea - recrimina ancora Mastella sulla Margherita - di un soggetto federato che al proprio interno mantenesse inalterate la storia e le tradizioni di ogni singolo partito che sosteneva il progetto era da considerarsi sicuramente vincente. Era questo l’auspicio e la strada che i quattro partiti si proponevano di perseguire. Poi, una serie di accelerazioni improvvise, verticistiche ed inopportune hanno impresso a quella federazione politica di allora un’altra strada, che l’Udeur non può condividere sia sul piano politico interno che internazionale: non è un caso che noi partecipiamo, diversamente da Rutelli, al Ppe».
D. T.
"Il Tempo"


Ronf ronf ronf


ROMA - L'Udeur non si scioglie, non confluisce nella Margherita e ''continua ad esistere''. Clemente Mastella, aprendo a Fiuggi i lavori del I congresso del Campanile, conferma quanto anticipato fino ad oggi.
''Siamo convinti -ribadisce davanti alla platea congressuale- che possiamo servire meglio il nostro paese e la democrazia non rinunciando a niente della nostra storia, non rinunciando ai nostri valori, alle nostre idee, al nostro Campanile''.
L'affondo contro il partito voluto da Rutelli è di quelli che lasciano il segno: "Non abbiamo aderito al diktat di rompere le righe per confluire nella Margherita che nel suo stesso nome dà l'idea di una impressionante genericità in ordine ad aspetti culturali e politici e a valori fondanti che sono il cuore di un nuovo partito''.
Mastella ha avuto accenti critici nei confronti dei Popolari che hanno deciso di aderire alla Margherita "congelando" il partito. ''Non abbiamo niente da archiviare, congelare, sospendere. Ed è sconcertante -ha detto- la disinvoltura con cui altri hanno deciso di mettere fine alla propria esperienza confondendosi con partiti e uomini che non solo hanno un diverso passato e storie culturali di segno diverso, ma ancora oggi scelgono di stare in Europa fuori dal Partito popolare europeo''.
Insomma, Mastella dice no al partito unico, ''perché è una scorciatoia scoscesa che porterà solo a perdere quel profilo politico per il quale milioni di cattolici democratici avevano scelto di votarci resistendo alle sirene che arrivavano dal centrodestra''. Per Mastella, quindi, la Margherita altro non è che un ''processo unificatorio confuso e rabberciato''.