Il segretario di Md propone lo sciopero contro la riforma del Guardasigilli: "Il governo oltraggia i magistrati". Gennaro, il presidente dell'Anm, conferma: "Serve una risposta urgente, già oggi".


ROMA- L'Associazione Nazionale Magistrati è pronta allo scontro frontale in tema di giustizia con il ministro Castelli. E parlare di sciopero delle toghe oggi non è più un azzardo. E' questa infatti la proposta messa sul tavolo del ''parlamentino'' dell'Anm (che dovrà decidere anche il futuro dei propri organi dirigenti) dal segretario di Magistratura Democratica Claudio Castelli. ''Serve una forte protesta'', anche uno sciopero, contro ''l'atteggiamento per certi versi oltraggioso'' del governo nei confronti della magistratura, ha lamentato il segretario di Md.

Insomma, le toghe non staranno certo a guardare. E da qui in avanti s'intensificherà il fuoco di sbarramento contro il progetto del governo che prevede, fra le altre cose, la distinzione delle funzioni fra giudici e pm e l'introduzione di una Scuola per magistrati.

"Ci hanno preso in giro - ha tuonato il segretario di Md - continuano a dire di volere il dialogo, ma sulla riforma dell'ordinamento giudiziario, che fa tornare la magistratura agli anni '50 e mortifica l'autogoverno, non si è avuto alcun confronto''.

Anche il presidente dell'Anm, Giuseppe Gennaro - che in apertura dei lavori ha rassegnato le sue dimissioni e quelle della giunta - ha posto l'esigenza di dare una risposta "urgente, già oggi". E non ha escluso nemmeno l'ipotesi di uno sciopero della magistratura. "Il dialogo è soltanto un auspicio del ministro Castelli - ha sottolineato Gennaro - il quale peraltro agli auspici non fa seguire iniziative coerenti. Lo sciopero è dunque lo sbocco di una situazione di incomunicabilità, alla quale probabilmente non si vuole porre rimedio''.



Dice di peggio il consigliere togato del Csm Nello Rossi, ex pm a Roma: "Quella del governo è una vera controriforma che punta le sue carte sulla gerarchia e viola le competenze costituzionali del Csm".
E gli fa eco il componente del Consiglio superiore della magistratura Giovanni D' Angelo, che aderisce ad Unicost: ''Il disegno di legge del governo sulla riforma dell' ordinamento giudiziario, nella stragrande maggioranza delle modifiche prospettate, riporta indietro di almeno trent' anni le condizioni della giurisdizione nel nostro Paese". Sarà dunque sciopero?