Lunedì 1 Settembre 2003, 10:23
Italia, indice manifattura in ulteriore peggioramento a agosto
MILANO (Reuters) - In agosto le condizioni del settore manifatturiero mostrano un nuovo peggioramento, a seguito di una brusca accelerazione del tasso di contrazione dei nuovi ordini e della produzione.
E' lo scenario disegnato dal Purchasing Managers Index (PMI) Reuters/Adaci, l'indice composto che misura la salute del settore manifatturiero, che in agosto ha fatto registrare 47,9 restando sotto il valore critico di non cambiamento di 50,0 per il quinto mese consecutivo. Si tratta del secondo valore più basso da dicembre 2001 (a giugno 2003 l'indice è stato pari a 47,6).
SITUAZIONE PMI ITALIA PESA SU ZONA EURO
"In Italia la situazione del comparto manifatturiero nel mese di agosto va di male in peggio, con un'accelerazione del tasso di contrazione che rende il paese motivo di preoccupazione per l'area euro", è il commento di Chris Williamson, capo economista di Ntc, l'istituto di ricerca che elabora i dati forniti da Adaci.
Secondo le aziende interpellate, è la debolezza della domanda interna a provocare il calo del volume di nuovi affari, che diminuiscono per il quinto mese consecutivo e al secondo maggiore tasso di contrazione da dicembre 2001. Per questo motivo molte aziende hanno deciso di ridurre ulteriormente la produzione, che dopo due mesi di contrazione ha rallentato ancora scendendo ai livelli più bassi degli ultimi 20 mesi.
Un segnale meno negativo sembra provenire dalle esportazioni, che si contraggono per il sesto mese consecutivo, ma a un tasso meno accentuato rispetto a giugno-luglio. Le aziende hanno continuato ad attribuire la debole domanda estera alla forza dell'euro nei confronti del dollaro americano, che ha ridotto la competitività in molti mercati internazionali.
MALE BENI INTERMEDI E DI INVESTIMENTO
Lo spaccato dei settori manifatturieri fornisce ulteriori dettagli sullo stato di salute dell'industria italiana. Il comparto dei beni di consumo ha visto un'impennata dei nuovi ordini e delle esportazioni, e per la prima volta in tre mesi una crescita degli acquisti di materie prime. "Il comparto va molto bene", commenta Williamson, che però nota come "nel settore beni intermedi invece le aziende continuano a mostrarsi poco fiduciose, e non sono disposte a accumulare scorte". In questo settore, il livello di produzione è sceso ai minimi da ottobre 2001, e si sono drasticamente contratti sia i portafogli ordini interni sia quelli dall'estero. In difficoltà anche il comparto beni di investimento, dove i nuovi ordini e le esportazioni continuano a ridursi.
Tornando allo scenario complessivo, in linea con una situazione di contrazione dei portafogli ordini e della produzione, anche l'occupazione è diminuita, per il quattordicesimo mese consecutivo, anche se il tasso tocca il massimo dallo scorso marzo.
PREZZI IN DIMINUZIONE PER ATTRARRE DOMANDA
Sul fronte prezzi continuano a diminuire sia i prezzi di vendita, sia quelli pagati per le materie prime: una pressione deflazionistica da ricondurre nel primo caso all'intensa concorrenza e alla volontà di stimolare la domanda; nel secondo, alla forza dell'euro e ai bassi costi del petrolio.
La contrazione dei livelli produttivi, e l'adozione di politiche di riduzione delle scorte per contenere i costi di magazzino, hanno convinto le aziende anche in agosto a ridurre gli acquisti e le scorte di materie prime, come già fanno da quattro-cinque mesi. Inoltre, la debolezza della domanda ha consentito ai fornitori di migliorare marginalmente i tempi di consegna: un segnale che la manifattura italiana continua a operare al di sotto della piena capacità.
NOTA - Il copyright dell'indice Reuters/Adaci Purchasing Managers Index è posseduto da Reuters Ltd




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