(Del 17/3/2002 Sezione: Torino cronaca Pag. 43)


L´ARTERIA TAGLIA A META´ LE SUE COLTIVAZIONI E LUI HA CHIESTO AL TAR DI SOSPENDERE LA DELIBERA SUI LAVORI
L´ultimo «crociato» di Airasca
Da solo lotta contro l´autostrada Torino-Pinerolo



AIRASCA

Da solo un agricoltore di Airasca combatte la sua crociata contro la futura autostrada che dovrà unire Torino a Pinerolo. Il nastro d'asfalto atteso da oltre 30 anni, e ora prossimo alla sua realizzazione, da tutti quei pendolari che ogni giorno si spostano verso il capoluogo, taglierà in due le sue coltivazioni. Roberto Battagliotti vive in una cascina in regione Gabellieri, ai terreni di proprietà ha aggiunto quelli che ogni anno prende in affitto. «Basta fare un fare un giro nei campi per capire cosa significhi per noi l'autostrada», si limita a dire al telefono. Poi per paura di sbilanciarsi non aggiunge altro, e per difendere i suoi interessi si è rivolto allo studio legale Gallenca di Torino, che ha richiesto un intervento del Tar per ottenere la sospensione e l'annullamento della delibera della conferenza dei servizi, che approvava i lavori dell'autostrada. Secondo il ricorrente si sarebbero saltate alcune fasi. Ma del resto cosa potrebbe dire di più questo ultimo «paladino», irriducibile che al suo fianco non ha più neanche gli abitanti della sua frazione che, anche se un po' a malincuore, hanno accettato l'autostrada? Battagliotti è rimasto solo, ora non vi sono più come trent'anni fa i sindaci che con la fascia tricolore erano scesi in campo contro l'autostrada, e non trova neppure il conforto delle associazioni di categoria che in quegli anni erano pronte alla battaglia per difendere i terreni. Oggi tutti sono consapevoli che l'autostrada deve essere ultimata. «Mio figlio non c'è, non so quando torna, è inutile cercarlo - si affretta a dire la madre di Roberto a chi chiede informazioni e su questo problema aggiunge - io no so niente di autostrada, non me ne occupo». Ma nella frazione tutti si conoscono, si vive la vita del borgo legati da vecchie amicizie, ma anche da storici rancori nati forse per avere oltrepassato con la semina i confini del proprio campo. «Qui è solo una questione economica - precisa un agricoltore - non mettiamo in mezzo la difesa del lavoro, qualcuno vuole giocare al rialzo». Eppure si parla di pagare i terreni ad un prezzo di tutto rispetto, una prima stima si aggira intorno a 21.000 euro per giornata piemontese (in lire poco più di 40 milioni). «Non abbiamo approfondito se il nocciolo della questione è economico - precisa il presidente dell'Ativa Giovanni Ossola - ma certamente le valutazioni dei terreni sono corrette». Con ogni probabilità la società che dovrà costruire l'autostrada non vuole creare un pericoloso precedente, alzare il prezzo per un caso, e per evitare l'intervento del Tar mettere in moto un meccanismo di rivalsa di tutti gli altri 400 proprietari interessati dall'autostrada. «Quando si tocca la terra si porta via anche un po' di storia della nostra famiglia - aggiunge un altro agricoltore - i terreni si passano da una generazione all'altra e il nuovo tracciato, a differenza del vecchio, tocca una delle zone più fertili di tutta la provincia di Torino. Ma anche noi ci rendiamo conto che ormai l'autostrada deve essere completata, sulle statali il traffico è troppo pericoloso e tanti sono stati i morti». Il Tar, su richiesta del legale dello stesso Battagliotti, ha rinviato a maggio ogni decisione, intanto all'Ativa, pur senza sottovalutare l'isolato ricorso, continuano a proseguire i lavori per rispettare i tempi, che prevedono fra tre mesi la partenza degli appalti.
Antonio Giaimo