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  1. #1
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    Exclamation Chi alle spalle colpisce .... riflessioni sul "terrorismo" brigatista




    Cari amici
    chi spara alle spalle di solito è un vigliacco e solo i vigliacchi e gli stupidi credono che con quel gesto riescono a cambiare la storia, ma la storia ha dimostrato e dimostra che quei gesti sono stupidi ed inutili.
    Il clima di odio che avevamo sottolineato in questi due ultimi mesi ha prodotto tutto questo?
    Quei colpi alle spalle del povero Biagi sono dei colpi alle spalle dei lavoratori e dei giovani del sud.
    Non voglio parlare del riformismo, comunque l'ipocrisia dei sindacati che organizzano manifestazioni per difendere il povero Biagi fino a ierimattina lo accusavano di tradimento e per questo avevano indetto lo sciopero generale.
    Esser difesi da questi ipocriti sindacalisti sarà duro in seguito per i lavoratori.
    Molti anzi moltissimi saranno quelli che faranno le condoglianze alla famiglia, ma pochi anzi pochissimi saranno quelli che saranno veramente addolorati.
    Arrivederci a tutti.

  2. #2
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    Predefinito tratto dalla Agenzia ANSA del 20-03-2002

    La Malfa e Nucara: rifletta chi ha alimentato clima di tensione

    Si impone ripresa del dialogo

    ''Il barbaro assassinio del prof. Biagi deve far riflettere quanti in questi mesi hanno alimentato un clima di tensione nel paese: non e' un caso se proprio un intellettuale di sinistra ammoniva che 'l'indignazione e' la morale dei terroristi''': e' quanto sostengono, in una dichiarazione congiunta, il presidente e il segretario del Pri, Giorgio La Malfa e Francesco Nucara. ''Si impone ora - affermano - una ripresa del dialogo tra i protagonisti della vita politica e sociale che, senza sacrificare la coerenza e la legittimita' delle rispettive posizioni, ridia spazio a quello spirito costruttivo che ha caratterizzato i nostri momenti migliori''. ''La costruzione di un sistema di alternanza politica, fisiologica alla democrazia, richiede - concludono - la reciproca e costante legittimazione che solo da tale spirito puo' scaturire''.


    Roma 20 Marzo 2002 (Ansa)

  3. #3
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    Predefinito

    Sindacati ed opposizione hanno responsabilità morali grandissime. Perchè hanno alimentato una polemica che non aveva nessun motivo di esistere. In realtà l'intransigenza sull'articolo 18 è dovuta alla volontà del sindacato di dare una mano all'opposizione. I lavoratori non c'entrano nulla.

  4. #4
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    Predefinito

    benvenuto a navarrone sul Forum dei repubblicani Italiani

  5. #5
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    Predefinito grazie erasmus

    caro erasmus
    non mi confondere con colui che crea delle teorie politiche pro domo sua.
    Non criminalizzo nessuno, ma nell'ambito delle opinioni ci stanno anche le mie osservazioni sul modo di fare politica in Italia oggi.
    Se avessi letto l'altro sito fin dal 3 marzo vedendo la manifestazione dell'ulivo contro la manifestazione del palavobis avevo già detto che la manifestazione era carica di odio, Berlusconi non l'avevo sentito e non l'avevo neanche letto.
    Di solito qualsiasi governante tenta di dire che l'opposizione non è democratica, che lo vuol stabilizzare, ti ricordi i governi democristiani?
    L'opposizione fa il gioco di Berlusconi, ti potrei fare un elenco di errori della opposizione o minoranza, e se ti ricordi avevo anche scritto che era un male per l'Italia avere una opposizione divisa e debole, in preda a crisi interne ai partiti dell'ulivo, in preda alla crisi della leaderschip dell'ulivo, quindi ce ne sono di problemi per la sinistra e non sono provocazioni semmai spunti per discussioni e per vederci chiaro su quello che sta succedendo giornalmente nella vita politica italiana.
    Ripeto non volevo insinuare niente, ma il clima che si è creato sull'articolo 18 era molto caldo.
    Dire che Cofferati ha dei problemi dentro la cgil?, Cofferati ha dei problemi dentro i ds, il congresso di Pesaro non ha prodotto niente, ma ha rimandato tutto alla fuoriuscita di Cofferati dalla cgil, sono provocazioni? Non bisogna discutere di ciò ?
    Speriamo ancora di si.
    Ciao e buona notte.

  6. #6
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    Predefinito

    La Malfa e Nucara: rifletta chi ha alimentato clima di tensione

    Si impone ripresa del dialogo

    ''Il barbaro assassinio del prof. Biagi deve far riflettere quanti in questi mesi hanno alimentato un clima di tensione nel paese: non e' un caso se proprio un intellettuale di sinistra ammoniva che 'l'indignazione e' la morale dei terroristi''': e' quanto sostengono, in una dichiarazione congiunta, il presidente e il segretario del Pri, Giorgio La Malfa e Francesco Nucara. ''Si impone ora - affermano - una ripresa del dialogo tra i protagonisti della vita politica e sociale che, senza sacrificare la coerenza e la legittimita' delle rispettive posizioni, ridia spazio a quello spirito costruttivo che ha caratterizzato i nostri momenti migliori''. ''La costruzione di un sistema di alternanza politica, fisiologica alla democrazia, richiede - concludono - la reciproca e costante legittimazione che solo da tale spirito puo' scaturire''.

    Roma 20 Marzo 2002 (Ansa)
    °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
    tratto dal sito
    www.pri.it

  7. #7
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    Predefinito da LA GAZZETTA di PARMA del 21-03-2002

    Scajola: Ucciso perché stava riformando l'articolo 18
    Botta e risposta fra Taormina e Cgil. «Cofferati è responsabile». «Sono parole indegne»


    DALLA REDAZIONE ROMANA
    ROMA - Chi ha ucciso Marco Biagi punta a destabilizzarci: così il ministro dell'Interno Claudio Scajola, appena rientrato dagli Stati Uniti, di fronte a un'aula di Montecitorio gremita all'inverosimile.

    Il Consiglio dei ministri è in corso quando il responsabile del Viminale decide di affrontare il Parlamento. Dieci minuti circa di intervento, parole serrate, per dire che il professore è stato giustiziato perché lavorava alla riforma dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori; per iscrivere anche questo omicidio nella sequela di attentati alla democrazia che hanno visto cadere prima di lui Massimo D'Antona e tanti altri; per rassicurare - infine - il Paese che può contare sulle forze dell'ordine e sulla magistratura per la difesa della civiltà e della democrazia.

    Biagi, dice il ministro, è stato colpito da una «violenza barbara e aberrante», orchestrata da «mani e menti» che con un «disegno lucido e criminoso» mirano a destabilizzare la società e la democrazia italiana.

    «L'azione - spiega il responsabile del Viminale - per il modo in cui è stato condotto l'agguato e la scelta della vittima richiama l'omicidio compiuto il 20 maggio 1999 del professor Massimo D'Antona rivendicato dalle Br-Pcc».

    E ancora: «L'omicidio va ad inserirsi, secondo una consolidata prassi dei gruppi eversivi, in un momento particolare di tensione sociale legato alla modifica dell'articolo 18». Scajola ha anche ricordato che Biagi era coautore del Patto per il lavoro di Milano, «ampiamente e aspramente criticato nel volantino del Nucleo proletario rivoluzionario che ha rivendicato il fallito attentato alla sede Cisl di Milano il 6 luglio 2000».

    Poi Scajola passa alla ricostruzione dell'attentato: Biagi è stato ucciso a Bologna alle 20.10 circa «da almeno due killer a bordo di uno scooter e che indossavano caschi».

    Finita la relazione sui fatti di Bologna si apre il dibattito. Il richiamo all'unità di fronte a episodi tanto gravi è unanime. Ma la bagarre scoppia comunque.

    «Chi mette in correlazione, anche indirettamente, questo omicidio con il movimento dei lavoratori è solo un mascalzone...», osserva il segretario dei Comunisti Italiani Oliviero Diliberto. «Alla vigilia di quella che si preannuncia la più grande manifestazione della storia repubblicana, un delitto così efferato - aggiunge Diliberto - non può che essere interpretato come una minaccia per il movimento operaio. Berlusconi e D'Amato parlano di clima di odio, ma in realtà si tratta dello scontro sociale fomentato dalle scelte di Confindustria e Governo».

    Dai banchi del centrodestra cresce il brusio, i deputati di An si alzano ed escono in segno di protesta. Gianfranco Fini, leader di An, definirà l'intervento di Diliberto «una cialtronata».

    Fuori dall'aula, durissimo l'azzurro Carlo Taormina: c'è una «responsabilità oggettiva» di Sergio Cofferati, leader di Cgil perché «gli italiani vogliono il cambiamento, il Governo vuole attuare il cambiamento, Biagi era uomo del cambiamento, Cofferati e i comunisti sono contro il cambiamento. Gli assassini si propongono come braccio armato di Cofferati e dei comunisti». La Cgil annuncia una querela e Cofferati risponde: «Il tentativo di attribuire alla fisiologia delle relazioni responsabilità che attengono, invece, solo alla follia omicida, è indegno, oltre che strumentale».

    Elisabetta Martorelli

  8. #8
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    Predefinito I sindacati ci salvano dalle BR ?

    Io non credo che le BR abbiano colpito perché la CGIL ha indetto lo sciopero generale. E nemmeno perché Cofferati ha chiamato (indegnamente) traditore Marco Biagi.

    Ho sentito dire dagli addetti ai lavori che un attentato del genere richiede mesi di preparazione.

    Oso dunque pensare che sia stato ideato al momento in cui la scorta è stata tolta, quando ancora la posizione della CGIL era chiara ma lo scontro ancora non così estremizzato.

    Allora, quello che mi sembra condivisibile è che le BR volessero cavalcare una possibilità di scontro sociale dicendo ai lavoratori: ci siamo qui noi a difendervi.

    Ora io mi chiedo, e VI CHIEDO, di immaginare una situazione in cui:
    - lo scorso anno le BR, visti i propositi del governo, la posizione del corpo elettorale (desumibile dal referendum) e la facilità dell'impresa criminale, cominciano a preparare l'attentato
    - nel frattempo, fino ad oggi, i sindacati accettano la abolizione sic et simpliciter, senza alcun ammortizzatore e misura di accompagnamento strutturale, dell'articolo 18 (faccio notare che questa è la posizione del governo, che ha portato alla rottura anche CISL e UIL)

    In questo scenario, il tentativo delle BR di accaparrarsi qualche simpatia nel mondo del lavoro dipendente privato (non chiamiamolo più operaio) avrebbe avuto possibilità di successo in più o no?

    Se sì, non ne dovremmo dare merito ai sindacati del sostanziale fallimento del tentativo delle BR di rimettersi in gioco?

  9. #9
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    Predefinito lucifero

    Caro lucifero
    nessuno dice che cofferati e la cgil sono implicati nel caso Biagi.
    Cofferati è un caso a se, e l'abbiamo detto in un'altra discussione.
    Il professor Biagi era implicato in un'altra maniera e le br lo tenevano di mira.
    Prima dici che non credi a niente e poi immagini e supponi, senza prove, e in base alle tue immaginazioni e supposizioni crei una teoria.
    I due casi sono separati e nessuno, dico nessuno dall'estrema sinsitra all'estrema destra suppone qualcosa di diverso da quello che è successo.
    le br tenevano di mira Biagi, due giorni, dico due giorni dopo che gli hanno levato la scorta,a settembre, ha ricevuto la telefonata minacciosa, quindi o una talpa o addirittura un impiegato del ministero del lavoro o dell'interno sapeva benissimo in che condizioni era biagi.
    Quindi non centra per niente la cgil o cofferati, semmai questi sfruttano ipocritamente le br per farsi propaganda, il che è ben diverso.
    Nelle indagini non tralascerei ambienti accademici vicini a Biagi, perchè nelle indagini nulla si lascia di intentato, anche perchè se hai letto il testo leggeresti che non c'è niente di farneticante, come dicono i giornalisti e qualche politico.
    L'analisi del testo per quanto riguarda la parte economica e sindacale non è per niente d'accatto, chi ha scritto quelle pagine conosce tutti i passaggi delle contrattazioni, conosce gli effetti che un accordo può dare sulla popolazione lavorativa, conosce qual'è il "sapere" della materia di cui si parla e aggiunge proprie considerazioni accademiche, neanche un sindacalista può arrivare a ragionare in quei termini, salvo uno che lavora da anni in un ufficio studi centrale di un sindacato, un professore di diritto del lavoro, un ricercatore di diritto del lavoro, un dirigente del ministero del lavoro che si occupa di queste cose, altrimenti non si capisce la vicinanza a biagi e d'antona e la comprensione delle loro proposte.
    Quello di aver lasciato Biagi senza scorta,dopo quello che è successo a D'Antona anche lui senza scorta è una cosa gravissima non solo per le parti politiche che erano al governo e sono al governo,ma per la parte poliziesca che non riesce a vedere più in là del proprio naso, siamo in italia si dice, ma che Italia?
    Quando fu arrestato totò riina i primi giorni i giornalisti compreso costanzo si misero a ridere, capomafia questo? Ma non è vero è una bufala!! Dopo pochi giorni si è visto chi era totò riina.
    Così oggi non dobbiamo ascoltare chi giudica farneticante il testo delle Br, si le conclusioni saranno farneticanti, ma il nocciolo del testo è ben altra cosa.
    Ciao.

  10. #10
    Forumista senior
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    Predefinito Re: lucifero

    Originally posted by pergola2000@yahoo.it
    Caro lucifero
    nessuno dice che cofferati e la cgil sono implicati nel caso Biagi.
    scusa, ma nemmeno io.

    Sostengo solo che provano a cavalcare il malcontento dei lavoratori e che avrebbero maggiore sponda se i lavoratori si sentissero abbandonati dai sindacati.

    saluti fraterni

 

 
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