Napoli, 31 ago (Velino/Il Velino Campania) - “Sarà colpa del whisky o sarà colpa del caffè, ma non mi ricordo più di te”. Franceschini avrebbe potuto rispondere così, con i versi di Vasco Rossi, al Bassolino irridente e un po’ volgare del “pur‘e pulice teneno ‘a tosse.” Francamente non s’era mai visto che un esponente importante, addirittura un “uomo delle istituzioni”, insultasse così il segretario del suo partito. Un espressione inappropriata perché Franceschini tutto è fuorchè una pulce e gratuitamente ingiuriosa al punto da mettere in imbarazzo lo stesso Bersani, leader congressuale del Governatore che, certo, non avrà apprezzato la caduta di stile del suo adepto. Che effetto il detto vernacolare bassoliniano abbia potuto sortire nel popolo pdiino del centro nord è facile immaginare se perfino i fan locali di don Antonio, in gran maggioranza, hanno inondato il suo blog di giudizi ed espressioni di forte dissenso. Facile intuire anche le reazioni di sindaci e governatori Pd, da Vasco Errani a Mercedes Bresso, da Cacciari a Chiamparino al giovane Renzi all’indomito De Luca che pure, per solidarietà dalemiana, milita nella stessa corrente di Bassolino. Insomma un danno per Bersani oltre che per l’intero Pd il cui segretario viene messo alla berlina da un Governatore responsabile di un disastro politico senza precedenti e, ormai, icona nazionale del mal governo locale.
Difficile che possa decollare un nuovo Pd in Campania ed altrove se prima non si libera di un fardello come quello oggi rappresentato dal Governatore che non solo non vuole mollare, come chiestogli da tutto il suo partito, ma addirittura rilancia, non smentendo anzi, facendo circolare, il gossip di una sua candidatura a sindaco di Napoli, tra l’altro senza alcun rispetto per la Iervolino che, fino a prova contraria, è sindaco in carica fino al 2011. Ma per un Pd che per anni si è identificato nel sistema di potere messo su da Bassolino si tratta di una mission forse impossibile. Tuttavia è anche su questo che il Pd si gioca una parte della sua credibilità di grande partito nazionale in grado di rappresentare una alternativa al centro destra. Anzi se si vuole evitare il boomerang di un rinnovamento sbandierato, proclamato e mai attuato, il gruppo dirigente del Pd, da D’Alema a Veltroni da Bersani a Franceschini a Fassino a Rutelli a Marini a Bindi ecc. è proprio di Bassolino e di ciò che ha rappresentato che devono occuparsi. Sapendo che barare su questo, magari col solito continuismo stile pci, significherebbe aver perso la partita ancor prima di scendere in campo.
Giulio Di Donato 31 ago 2009
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