Altre tre navi cariche di cingalesi dirette verso l’Italia
L’intelligence: le imbarcazioni avrebbero già superato il canale di Suez Iniziata la caccia per riuscire ad impedire i nuovi sbarchi di clandestini Oggi il decreto del governo sullo stato d’emergenza per l’immigrazione

20 marzo 2002


di Guido Ruotolo

E’ di nuovo allarme nel Mediterraneo. Altre navi cariche di clandestini si starebbero dirigendo verso le nostre coste. Tre imbarcazioni con centinaia di cingalesi avrebbero già superato il Canale di Suez, secondo le segnalazioni raccolte dai nostri apparati di sicurezza e di intelligence. Naturalmente, è ancora presto per dire se decideranno di puntare verso la Sicilia o la Calabria e quando potrebbero arrivare. Di certo è iniziata la «caccia» per tentare di impedire gli annunciati nuovi sbarchi. Per l’esito, bisognerà aspettare, molto dipenderà dalle iniziative dei mercanti di clandestini. Gli equipaggi delle tre navi potrebbero decidere di mettere in atto azioni di disimpegno per sviare gli inseguitori o abbandonare le navi nelle acque internazionali. Sono ancora fresche le immagini e gli strascichi delle polemiche sullo sbarco degli oltre novecento curdi iracheni a Catania. Proprio oggi il governo approverà il provvedimento per decretare lo stato d’emergenza per l’immigrazione voluto dal ministro dell’Interno.

Annunciando l’iniziativa da New York, l’altro ieri, Scajola aveva spiegato: «Dopo l’11 settembre, l’instabilità che si è creata nella regione mediorientale fa sì che siano molte di più le persone che decidono di intraprendere il viaggio verso una vita migliore». Una valutazione non solo politica: evidentemente vi sono più che semplici segnali di un esodo da quelle regioni in qualche modo coinvolte nel conflitto del dopo 11 settembre. Soprattutto dall’Iraq di Saddam Hussein. Ma a questo nuovo scenario si aggiunge il fronte cingalese (e anche del Corno d’Africa), come dimostra la notizia delle tre navi in movimento dal Canale di Suez. «Due mesi fa - confermano gli inquirenti catanesi che seguono le indagini sugli ultimi sette sbarchi dall’inizio dell’anno tra il capoluogo etneo e Siracusa - i nostri servizi segreti segnalarono diverse navi cariche di clandestini in transito nel Canale di Suez».

Le autorità egiziane non sono mai intervenute per bloccarle. Si fermano diversi giorni nel Canale: «Prima di dirigersi verso l’Italia «devono fare rifornimenti - sostengono gli inquirenti catanesi -, corrompere qualche funzionario del Canale di Suez, pagare il dazio». Secondo i dati del Viminale, con gli arrivi dell’altro giorno a Catania, dall’inizio dell’anno siamo già a quasi seimila e cinquecento clandestini sbarcati in Puglia, Sicilia e Calabria. Quasi il doppio di quelli giunti nello stesso periodo dell’anno precedente. «E’ vero che in questi ultimi mesi si registra un incremento di arrivi di cingalesi e curdi.

Dallo Sri Lanka - sostiene Laura Boldrini, portavoce dell’Acnur, l’organizzazione delle Nazioni Unite che si occupa di rifugiati -, evidentemente, si è aperta una nuova rotta, le varie mafie speculano su anni di guerra e cambiano anche i flussi dei clandestini. C’è chi scappa per tentare la fortuna in Occidente e chi per la guerra, per le discriminazioni». Quasi duemila cingalesi sono arrivati in Italia in questi primi sessanta giorni del 2002. Il doppio di quelli sbarcati nel secondo semestre del 2001 Cingalesi, curdi iracheni e siriani. Sono loro i «nuovi» immigrati che scelgono l’approdo Italia. Se i cingalesi giungono dal Canale di Suez, i curdi sfruttano la Turchia e le coste del Libano. Non è una novità in assoluto, perché è almeno dal ‘97 che è iniziata la diaspora curda (turca prima ancora che irachena e siriana).

Ma oggi questa diaspora avviene nel segno del dopo 11 settembre. Laura Boldrini, portavoce dell’Acnur, proprio ieri è stata a Bari, dove sono stati trasferiti i 928 curdi iracheni - gran parte provenienti da Mussul e Nenaua - della motonave “Monica”: «Soltanto domani (oggi, ndr) si procederà con l’identificazione e dunque sapremo quanti di loro chiederanno asilo politico. Parlando con diverse famiglie - racconta Laura Boldrini - si possono tracciare due motivazioni di fondo alla base della decisione di lasciare il loro paese. La prima: fuggono da una vita troppo difficile, discriminata, senza futuro. La seconda: diversi di loro hanno denunciato discriminazioni politiche.

Dicono di temere il regime di Saddam Hussein, di aver subito minacce e comunque ne parleranno quando saranno sentiti dalla commissione che dovrà accogliere le loro richieste di asilo». Lasciano l’Iraq per inseguire un futuro diverso. Dalla costa turca di Adana a quella libanese di Sidone vi sarebbero decine di migliaia di curdi pronti a salpare. Secondo i nostri investigatori, la zona dell’isoletta di Tartousse, nell’area di confine tra il Libano e la Siria controllata dagli uomini di Damasco, è la migliore per imbarcare i clandestini. Anche il Libano non rappresenta una novità: è dal 1998 che dalle coste tra Tripoli e Beirut partono centinaia di clandestini che cercano di raggiungere l’Europa. Spesso, il loro viaggio si ferma a Cipro, dove sbarcano pensando di essere in Italia.

Ma c’è anche un terzo fronte dell’immigrazione clandestina, ed è quello segnalato dalle ultime informative dei servizi segreti: «Pari attenzione è stata riservata ai flussi dall’area nordafricana, il cui monitoraggio ha evidenziato il ruolo del territorio libico quale raccordo di direttrici che, provenienti dall’Egitto, dal Corno d’Africa - via Sudan - e dai paesi dell’Africa centrale, raggiungono le coste italiane direttamente o attraverso “triangolazioni” su Turchia e Malta». Lampedusa e Pantelleria sono gli approdi di questo flusso. A Lampedusa, il 19 febbraio, sono sbarcati 124 sudanesi e cittadini del Bangladesh. E’ dalla Libia che è salpata l’imbarcazione affondata il 7 marzo. Quanti ai morti di quel naufragio, il numero potrebbe superare gli ottanta. Nei primi giorni di marzo, a Lampedusa, in quattro sbarchi, sono scesi a terra 87 clandestini.


Toh!Ma che caso!Bossi e la Lega s'inca**no coi servizi segreti inefficienti e il giorno dopo,chissa' perche' incominciano a segnalare navi di clandestini molto prima che siano vicine alle coste.
Che stranezza,vero???