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    Predefinito Bossi: «Fermezza, o l’orda ci cancella»

    Il leader della Lega Nord: non sono d’accordo con Ciampi,
    basta messaggi di accettazione
    Bossi: niente incertezze sulla nuova legge. Se occorre,
    chiederemo il voto di fiducia
    Il Consiglio dei ministri è stato convocato per oggi alle 9,30 a Palazzo Chigi. Primo punto all’ordine del giorno un decreto del presidente del Consiglio concernente la dichiarazione dello stato di emergenza per fronteggiare l’eccezionale afflusso di extracomunitari.
    «Sul problema dell’immigrazione non la penso come il presidente Ciampi. Sarebbe come dare ancora messaggi di accettazione, mentre qui serve la fermezza». Ha le idee chiare il leader della Lega Nord e ministro della Devolution, Umberto Bossi, commentando le dichiarazioni fatte ieri a Padova dal presidente della Repubblica nel bel mezzo delle polemiche sulla questione immigrazione. «Se non usiamo la fermezza - ha proseguito Bossi - l’immigrazione non sarà più controllabile. Ci arriverebbero le orde e le orde cancellano tutto quello che trovano, impongono le loro regole e le loro religioni. Impongono la loro storia cancellando la nostra. Quindi bisogna stare attenti». Conversando con i giornalisti a Gorizia prima di partecipare ad un incontro pubblico della Lega Nord dedicato proprio al tema dell’immigrazione, Bossi ha tuttavia affermato che «davanti ad un popolo perseguitato politico si possono e si devono fare dei ragionamenti. Le leggi sono datate e un po’ fuori dal tempo. Durante il fascismo scappavano 500 persone a Parigi, mentre ora si muovono interi popoli. Allora bisogna ragionare anche sul diritto internazionale, altrimenti la vedo male per l’Occidente. Con centinaia di milioni di persone che si avvicinano da Est e da Sud, bisogna trovare una via d’uscita». Il leader della Lega Nord si è soffermato anche sull'iter della nuova legge sull'immigrazione, che porta il suo nome insieme a quello del vicepremier Gianfranco Fini. In particolare ha sostenuto che «quando la legge supererà la commissione bisognerà vedere. Se ci sono alleati che nicchiano o altri che magari potrebbero votare contro, il voto di fiducia non è escluso. Spero che non ce ne sia bisogno. I fatti di ieri (lunedì per chi legge, ndr) dimostrano però che c'è bisogno della nuova legge sull'immigrazione, anche se non è esaustiva perché in questo campo ci sono anche problemi internazionali». Il ministro alla Devolution - dopo aver ribadito la necessità di nominare un commissario su questi problemi - si è soffermato sul ruolo dell’Europa. «Non sa che cosa fare, non partecipa, scappa addirittura ha detto Bossi - E non ci aiuta neppure economicamente. A Barcellona si pensava passasse la Banca del Mediterraneo, invece alla fine gli svedesi hanno detto: date i soldi a noi. È chiaro che si tratta di fare una frontiera esterna dell’Unione europea, di aiutare quella gente a casa loro e avere delle regole di diritto internazionale all’altezza di quanto sta avvenendo». Per un miglior controllo dell’immigrazione clandestina servirebbe poi «un coordinamento delle frontiere. La nuova legge lo prevede. Ma il problema di fondo è quello di considerare le nostre frontiere come europee. E l’Europa non può far finta di niente. Siamo il terzo contribuente europeo e non riceviamo nulla. Che almeno ci aiuti a pagare i costi dell’espulsione. Perché riportare la gente nello Sri Lanka costa 800 milioni ad aereo». Sempre in tema di immigrazione, di diritto internazionale e di Unione Europea, Bossi ha affermato che «fino a due anni fa ero solo io che parlavo di devoluzione, sia verso il basso, sia il verso l’alto. Oggi il presidente della Repubblica a Padova ha ripetuto i nostri stessi concetti. Sembrava un libro stampato della Lega. Ha parlato di devoluzione verso il basso e verso l’alto. Questi processi storici non si cambiano in una giornata, noi siamo lì che lavoriamo, che cerchiamo di far passare le idee alle volte alzando anche la voce così alle volte parlo di forcolandia perché non sempre mi lasciano parlare». Poi Bossi ha commentato - dicendosi d’accordo - le parole allarmate del ministro dell’Interno, Claudio Scajola, sulla possibilità di arrivo in Italia di malavita organizzata con le navi dei disperati. «Non sta a me dirlo - ha detto Bossi - ma le informative dei servizi segreti ci sono. Con queste navi di disperati viaggiano le solite cose:droga e armi». Il segretario leghista - nel ribadire che sul tema ci vuole fermezza - ha sostenuto che «non tutti la pensano così. Io porto la croce, faccio il boia e l’impiccato - ha aggiunto - Ma piano piano stiamo cambiando il modo di ragionare di tutti. Stiamo portando tutti ad un sano realismo. Questo non vuol dire che siamo contro i curdi iracheni. Vogliamo dire che non può un popolo intero trasferirsi a casa nostra. Perché allora dovremmo andare via noi». Bossi ha ribadito poi come la nuova legge sull'immigrazione abbia come punto centrale il legame tra l’immigrazione e la disponibilità di posti di lavoro. «Devono entrare in Italia - ha infatti spiegato - solo quanti hanno un contratto di lavoro. Questo è fondamentale, perché altrimenti non vedo come si possa integrare un clandestino. La via del lavoro è fondamentale e la legge Bossi-Fini opera proprio in questa direzione. Il diritto all’immigrazione non esiste, questo diritto deve essere conquistato dagli extracomunitari lavorando e comportandosi bene. Sono d’altro canto consapevole che la nuova legge da sola non può certamente risolvere tutti i problemi. Tra le altre cose penso ad un decreto legge sul commissario all’immigrazione che si rende necessario per evitare emendamenti alla legge e quindi il ritorno della stessa al Senato».






    «La rassegnazione non serve a nulla. Bisogna agire»
    L’onorevole Bricolo esorta il ministro della Difesa ad un maggiore
    impegno nella lotta agli irregolari»
    di Paolo Bassi

    «Signor ministro la rassegnazione non serve a nulla. Abbiamo la possibilità di agire. Facciamolo». Non ha usato mezze parole l’onorevole leghista Federico Bricolo, ricevuto ieri dal responsabile del dicastero della Difesa, Antonio Martino. Nel corso dell’incontro, programmato da tempo, il parlamentare veronese del Carroccio, ha chiesto quali siano le intenzioni del governo per arginare il fenomeno degli sbarchi e, provocatoriamente, se il ministro intenda continuare ad usare la Marina militare «solo per traghettare le imbarcazioni dei clandestini nei nostri porti, o se invece non ritenga più opportuno affidare all’esercito un effettivo compito di prevenzione e disincentivo del fenomeno, magari facendo in modo che queste bagnarole invece di essere trainate in porto vengano “riaccompagnate” verso le mete d’origine». «Il fatto che esistano navi piene di clandestini che aspettano il momento più opportuno per attraccare a qualcuno dei nostri porti - spiega a la Padania, l’onorevole Bricolo - non è una novità, e neppure un mistero. Tanto quanto non ci si deve stupire del fatto che a bordo di queste imbarcazioni viaggino anche droga, armi e agenti di cellule terroristiche. Intervenire per risolvere questi problemi però - osserva Bricolo - non è impossibile: basti pensare alla fermezza dimostrata dal Governo australiano, solo pochi mesi fa, nell’affrontare una situazione molto simile alla nostra». Fatte queste considerazioni, il deputato del Carroccio non ha nascosto la sua insoddisfazione, per le risposte ricevute da Martino. «Il ministro - racconta Bricolo - mi è sembrato rassegnato, come se lo stato delle cose fosse immutabile e non si potesse agire minimamente per migliorare la situazione. Invece non è così. Certo bisogna lavorare a tutti i livelli: legislativo, approvando rapidamente la legge Bossi e diplomatico, chiedendo alla Ue di intervenire contro i paesi che omettono i controlli su questi traffici (anche verso quelli che vorrebbero far parte dell’Unione, come la Turchia). Però, anche il ministro della Difesa deve fare la sua parte. In primis, ricordando che l’esercito, tanto quanto è all’altezza di partecipare alle più pericolose missioni internazionali, lo è anche per la difesa dei nostri confini».
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

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    Ma va a cagare, Bossi.

 

 

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