Commissario unico per l’immigrazione, Buttiglione apre a Bossi
La Lega non abbandona la prima linea nella lotta all’immigrazione clandestina. Le critiche ad un atteggiamento giudicato troppo “intransigente”, non mancano, ma certi concetti iniziano a fare breccia, pur con tutti i distinguo del caso. Sulla proposta avanzata dal ministro Umberto Bossi che vuole creare un commissario unico per l’immigrazione, una nuova figura che raccolga e coordini le varie competenze connesse con il fenomeno degli immigrati, attualmente sparse tra più ministeri, Rocco Buttiglione, ministro delle Politiche comunitarie, si mostra possibilista. «Bossi ha ragione, quando dice che dobbiamo dare segnali forti, non solo come Italia o come Unione Europea, ma insieme». E aggiunge: «Dobbiamo dire ai paesi che sono all’origine dei traffici umani che devono smetterla, c’è un dovere di sorveglianza e di controllo». Buttiglione comunque esclude che le ultime polemiche sugli immigrati possano influire in Parlamento sull’approvazione del ddl Bossi-Fini: «Avevamo raggiunto - ha detto - un buon punto di accordo. Era buono prima e lo rimane anche adesso». Dopo l’invito rivolto da Bossi all’Ue, anche il presidente della Commissione europea, Romano Prodi, afferma: «C’è la necessità di una politica di cooperazione europea nel campo dell’immigrazione perché - spiega - è un problema che eccede la capacità di conoscenza, di organizzazione, di ordine, di disciplina di ogni singolo Paese». Ma in queste ore, gli esponenti del Carroccio non hanno risparmiato critiche nemmeno ai colleghi della maggioranza e a certi membri del governo, lamentando una scarso impegno sul fronte della lotta agli irregolari. Una posizione che ieri ha trovato sponda nelle parole del sottosegretario all’Interno, Alfredo Mantovano: «Condivido la posizione di chi dice che è ora che la politica sull’ immigrazione del Governo cominci a dare qualche risultato concreto, anche per dimostrare che il voto dato al centrodestra non è stato vano. Purtroppo - osserva - nei confronti di un problema così ampio e complesso i cambiamenti non possano avvenire in tempi rapidi. Il nostro obiettivo ora è approvare la nuova legge sull’immigrazione - dice - che è frutto di un equilibrio raggiunto nella coalizione e da cui è difficile discostarsi. Poi la legge andrà applicata e allora i risultati inizieranno ad arrivare».
Rpl, linea diretta bollente per lo speciale immigrazione
Settecento gli ascoltatori intervenuti durante “Emergenza clandestini”
Ida Magli: non è da escludere un disegno internazionale
Sono stati 700 gli ascoltatori intervenuti durante le nove ore di filo diretto, decine i fax giunti in redazione, numerosi i giornalisti di numerose testate interessati all’evento. Questi i numeri dello speciale “Emergenza clandestini” andato in onda ieri sulle frequenze di Radio Padania Libera, che ha offerto a tutti coloro che hanno seguito la trasmissione un termometro aggiornato della “temperatura” della gente del Nord sull’argomento di più stretta attualità: l’immigrazione. Come si poteva peraltro facilmente supporre dal bell’inizio, quasi il 90 per cento delle persone che hanno espresso (senza filtri, come sempre) il loro parere chiamando lo 02/66203529, ha appoggiato le prese di posizione di Umberto Bossi e di tutti quei parlamentari leghisti che lunedì hanno dato una bella “scossa” all’esecutivo e ad alcuni ministri. Non solo stati comunque solo elettori o simpatizzanti leghisti a voler dire la loro, visto che un 10 per cento circa degli intervenuti si è dichiarato genericamente “elettore del Polo” alle ultime elezioni politiche, annunciando poi in diversi casi l’intenzione di «cambiare casacca e di passare alla Lega Nord» proprio per la diversa forza con cui il Carroccio porta avanti la battaglia contro l’invasione clandestina ed extracomunitaria. Numerosi gli ospiti intervenuti nel corso della trasmissione. Tra gli altri ricordiamo esponenti leghisti di primo piano come Giancarlo Giorgetti, Mario Borghezio, Giampaolo Gobbo, oltre all’ex ambasciatore ed editorialista del Corriere della Sera Sergio Romano. Molto apprezzato l’intervento della nota antropologa Ida Magli, la quale si è detta d’accordo sulla possibilità che, dietro all’invasione di extracomunitari clandestini alla quale è sottoposto il nostro Paese, vi possa essere un preciso disegno internazionale. Non sono mancate neppure telefonate da parte di elettori della sinistra, alcuni dei quali hanno ovviamente sostenuto le tesi dell’“accoglienza a tutti i costi” mentre altri a sorpresa, ma forse nemmeno troppo, si sono detti comunque d’accordo con la dura presa di posizione della Lega. I ministri più “bersagliati” dagli ascoltatori sono stati rispettivamente il titolare dell’Interno Claudio Scajola, della Difesa Antonio Martino e Rocco Buttiglione, mentre un buon numero di “citazioni” se lo è meritato anche il presidente della camera dei deputati, l’ex democristiano Pierferdinando Casini. Quali le province da cui più forte si è levata la protesta degli ascoltatori? Torino e Bergamo, Treviso e Varese, Padova e Milano. Un po’ tutto il Nord insomma, e non sono mancate testimonianze di cittadini meridionali provvisoriamente in terra padana per motivi di lavoro. Durante il filo diretto veniva poi dato conto delle numerose prese di posizione sul tema immigrazione che si sono succedute nell’arco della giornata, e non si può fare a meno di notare come gli appelli “buonisti” (per così dire) di alcuni alti papaveri della gerarchia ecclesiastica siano stati accolti con ben poco favore dagli intervenuti alla trasmissione di Radio Padania Libera. Visto il successo dell’iniziativa comunque, che a due mesi dalle elezioni testimonia un certo grado di malcontento per come alcune battaglie storiche della Lega Nord non trovino in tutti gli alleati la sensibilità che ci si sarebbe aspettati, Radio Padania Libera ripeterà l’iniziativa nella giornata di venerdì, dopodomani, aprendo dalle 10,30 alle 18,30 i propri centralini per dare una voce a chi una voce spesso non ce l’ha.




Rispondi Citando