Risultati da 1 a 6 di 6
  1. #1
    Ex-portavoce di Catilina
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    Predefinito Assassinato l' economista Marco Biagi, consulente di Maroni

    Marco Biagi, docente di Economia all' università di Modena e consulente del ministro del Welfare Maroni, per il quale ha contribuito alla stesura del "Libro bianco" sul lavoro e dello "Statuto dei Lavori", è stato misteriosamente assassinato nella tarda serata di ieri a Bologna, dove risiedeva. Da notare che da alcuni mesi gli era stata tolta la scorta in quella città e che essa non era stata ripristinata nonostante ripetute richieste
    in tal senso da parte di Biagi e dello stesso Maroni!
    L' attentato, mentre scriviamo, non è stato ancora rivendicato, ma non c'è dubbio che sarà usato pesantemente contro la lotta di tutti i lavoratori.
    Le dichiarazioni del presidente di Confindustria D'Amato e degli esponenti del governo, a cominciare da Berlusconi accusano in esplicito l'opposizione, i sindacati, ed in particolare la Cgil, di essere responsabili del "clima di odio" che avrebbe ispirato l' omicidio di Biagi.
    Occorre che il movimento antiliberista risponda con forza al terrorismo e alla sua utilizzazione in funzione intimidatoria.
    Probabilmente non sapremo mai se dietro le pistole che hanno sparato ci siano servizi deviati o semplicemente dei cretini criminali, ma il risultato non cambia: ancora una volta quei proiettili sono stati sparati con impressionante puntualità contro i lavoratori, le donne, i giovani, gli immigrati che si stanno battendo per difendere libertà e diritti.

  2. #2
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    Delitto Biagi: Cgil, sabato tema terrorismo oltre a diritti
    Roma, 092


    Il numero due della Cgil, Guglielmo Epifani, ha detto a Radio 24 che la manifestazione del 23 marzo sara centrata anche sulla lotta al terrorismo. "Abbiamo cominciato a ragionare nel corso della notte, è evidente che sabato accanto al tema dei diritti ci sarà anche quello del terrorismo", ha detto Epifani.

    Stanotte i sindacati "hanno preso una posizione unitaria contro il ritorno del terrorismo e invitato i lavoratori italiani a fermarsi due ore nella giornata di oggi", ha aggiunto. L'assassinio di Marco Biagi risponde a una "logica molto barbara e devastante".

    Per Epifani, l'assassinio del consulente del ministro Maroni ha "analogie soprattutto con il delitto D'Antona, ma a differenza del passato questa forma di terrorismo non ha sostegni. Colpisce - ha aggiunto - che non si riesca a distanza di tanti anni a debellarla: l'obiettivo deve essere quello di ristabilire ordine nel paese dopo tanti anni di lutto e terrorismo". (Red)

  3. #3
    Quin igitur expergiscimini?
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    "Publicam miserorum causam pro mea consuetudine suscepi"
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    Predefinito Freddezza bolscevica

    In queste ore, nel movimento antagonista, sembra prevalere il panico (ed è comprensibile che sia così) piuttosto che una reazione politica ragionata.
    Allora proviamo a focalizzare qualche elemento di riflessione.
    Negli "anni di piombo" un omicidio veniva rivendicato dai terroristi in contemporanea alla sua esecuzione. Il comunicato arrivava prima, addirittura, dei lanci di agenzia per non lasciare dubbi sulle firme.
    Con l' omicidio D'Antona e successivi "atti dimostrativi", le rivendicazioni arrivano dopo l'attentato. Uno, anche due giorni dopo. L' episodio attuale ne è una conferma. Perché? Per allungare l "onda mediatica"? Per l' esilità della formazione che mette in atto l' omicidio? Ma- come abbiamo visto nel caso della bomba di Venezia dell' agosto scorso- perfino una rivendicazione che sembra attendibile può non essere veramente delle nuove BR. Solo con una rivendicazione dei sepolti vivi delle carceri, o segnali simili, si può parlare più credibilmente di attentato brigatista o similare. Proprio perché si attivano canali "oggettivi" di comunicazione per gli "ultimi giapponesi" che sono in carcere, quella è la vera conferma.
    Detto questo, non lasciamoci prendere dal gorgo dell' informazione-spettacolo, che poi alimenta sia il terrorismo spettacolare, sia la repressione esemplare.
    Individuiamo procedure che consentano di smorzare i toni dei media e di analizzare che cosa sta accadendo, perché più si partecipa (in ruoli peraltro obbligati) alla costruzione dell' intensità spettacolare del terrorismo, più si resta vittime di "politiche di sicurezza" (che si nutrono dello spettacolare).
    Solo sottraendosi al terrorismo e alla logica dello spettacolo si ripristina una dialettica politica. Partecipare alla condanna o rilanciare teorie del complotto statuale non fa che alimentare le pratiche discorsive della società di controllo. Bisognerebbe piuttosto far valere la critica all' isteria. Le pratiche di controllo prevedono, infatti, una loro legittimazione- e quindi un diffuso scatenarsi- grazie alla partecipazione collettiva dei ruoli imposti dalla rappresentazione mediatica.
    E' il panico che va smorzato.
    Per il resto, a parte il fatto che c'è in giro un gruppo di sciagurati, il movimento dei lavoratori sull' art. 18 non deve dimostrare a nessuno di avere a che fare con la pratica dell' omicidio politico. Semmai è la maggioranza di governo che deve dimostrare la sua estraneità a ciò che è accaduto (perché è stata tolta la scorta a Biagi? Perché sul settimanale "Panorama" di Berlusconi sono comparsi i dossier riservati dei servizi che individuavano proprio in figure come Biagi i prossimi bersagli del terrorismo?) e di non fare opera di speculazione su un luttuoso, disgraziato episodio, magari scelleratamente ripetibile, come nel serial killing.
    Saluti comunisti e nazionalitari

  4. #4
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    Condivido appieno quanto dici ma com'è ovvio su questo tragico avvenimento è iniziata la speculazione governativa volta a bloccare ogni tipo di opposizone alle sue sciagurate politiche liberiste. Sia la Confindustria , sia Berlusconi adesso rilanceranno sul piatto tutte le proposte fatte in materia di lavoro con ancora piu' enfasi ed il sindacato si sta gia' spaccando sullo sciopero generale.intanto, la manifestazione del 23 che doveva dare un segnale forte di opposizione, davanti a questa tragedia, si snaturera'in un'altra cosa :


    Cofferati: 23 marzo sarà giornata contro terrorismo
    Roma, 158


    "Una giornata di lotta contro il terrorismo, per la difesa della democrazia e dei diritti", così il leader della Cgil, Sergio Cofferati, ha definito la manifestazione prevista per sabato 23 marzo che, ha detto, "resta confermata".

    Cofferati ha anche spiegato ai giornalisti che "fino a quando non verrà fissata la data dello sciopero generale con Cisl e Uil, per la Cgil resta ferma la data del 5 aprile". (Ric)

  5. #5
    2 agosto 1554
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    Va bene Pietro,
    cogliamo l' occasione anche per dire alcune altre cose come stanno, e cioè in primo luogo che "quelli" non se ne sono mai andati, sono sempre rimasti lì, nelle viscere dei "poteri forti", a tenere sotto mira il "laboratorio italiano", cioè l' anomalia di una provincia dell' Impero Amerikano che nel decennio 1968-1977 ha creato non pochi problemi a Lor Signori
    "Quelli" sono sempre lì, ad inquinare lo scontro di classe con il sangue del loro terrorismo di Stato, dei loro "avvertimenti" mafiosi, non appena la lotta manifesta un salto in avanti. Insomma, proprio ciò che stava accadendo in queste settimane, quando un nuovo ciclo di lotte coerentemente e razionalmente si dispiegava contro il vero e unico tallone d' Achille del "Potere" capitalistico: la contraddizione capitale/lavoro, il nucleo caldo, centrale, delicatissimo dell' intera complessità sistemica del dominio del Capitale. Altro che Gay-Pride, fumatori di canne, disobbedienti, preti spretati e compagnia girotondante…
    Dalla strage del 12 dicembre 1969, al "caso Moro", all' assassinio di D'Antona, al recente botto di "preavvertimento" al Viminale, a quest' ultimo assassinio eloquente fino all' inverosimile, il vero "burattinaio" è sempre lo stesso: quel reticolo di "interessi strategici" intoccabili e di forza inaudita, che nell' Italia continuano a vedere un anello debole, ma di importanza imprescindibile, della catena del proprio dominio.
    Un "anello debole" oggi appunto sul fronte di quello scontro di classe sempre più difficilmente oscurabile, mediabile, governabile; quello scontro di classe che impone di nuovo all' ordine del giorno, con crescente e consapevole radicalità, la questione centrale del "modello di sviluppo", dei rapporti sociali di produzione, dello sfruttamento dell' uomo sull' uomo, della rivendicazione di una vita vera non delegabile a qualsivoglia burocrazia politicista.
    Questo attentato era ciò che serviva ai padroni per iniziare una vera caccia alle streghe, dopo che una prima serie di tentativi di criminalizzazione e bombe (Genova, Venezia, Roma) erano falliti e non avevano ottenuto lo scopo di fermare un movimento che invece sembra continuare a crescere.
    Ma la spettacolarità omicida di questa ennesima "mossa preventiva" dei soliti "pupari" non potrà arginare la ripresa di un enorme ciclo di lotte che vedrà protagonista il lavoro subordinato in Italia.
    Saluti comunisti e nazionalitari

  6. #6
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    Questo brutale omicidio è un macigno che sara' utile a chi vuole criminalizzare l'opposizione sociale, sacrosanta, accostandola a questi killer pazzoidi.E' un segnale inquietante e pone la questione di condannare il terrorismo in tutte le sue abiette espressioni senza cedere ai ricatti di chi vuole annullare ogni forma di opposizione alla poltica governativa in campo sociale accostandola a questi tristi fenomeni deliranti.

 

 

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