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    Predefinito Ecco l'effetto delle provocazioni dei brigatisti

    Maroni: vietare ai no global le manifestazione sindacali
    Roma, 135


    Bisogna impedire che le organizzazioni come i 'No Global', i Cobas e i centri sociali e a quanti hanno giustificato l'assassinio di Marco Biagi partecipino alla manifestazioni dei sindacati per evitare ogni ambiguità e ogni accostamento anche con i partiti della sinistra. Lo ha detto il Ministro del Welfare Roberto Maroni.

    "Queste persone - ha detto il ministro - non solo devono essere smentite, ma bisogna impedire a costoro di partecipare alle manifestazioni del sindacato. Bisogna vietargli di salire sul Palco e di parlare perché bisogna impedire qualsiasi accostamento con il sindacato democratico e con i partiti della sinistra altrimenti questa ambiguità rafforza le posizioni terroristiche". (Red)

  2. #2
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    Predefinito

    Terrorismo, scontro Maroni-Cofferati


    Il ministro del Lavoro: "Biagi è stato vilmente attaccato da esponenti di primo piano del sindacato". Replica del leader Cgil: "Basta insulti, siamo noi il bersaglio dell'eversione".


    ROMA- Duro botta e risposta fra Roberto Maroni e Sergio Cofferati sulle responsabilità politiche della morte di Marco Biagi. Il ministro infatti accusa, senza tanti giri di parole, la Cigl di avere in un certo senso messo all'indice il consulente del suo dicastero; favorendone così implicitamente l'eliminazione fisica. Ma il leader del maggior sindacato italiano non ci sta. Rispedisce infatti le insinuazioni al mittente, sottolineando che è semmai il sindacato il vero e costante bersaglio del terrorismo.

    ''Negli ultimi mesi - attacca Maroni - Marco Biagi è stato vilmente attaccato da esponenti di primo piano del sindacato. E' stato accusato di essere la dimostrazione del collateralismo fra Confindustria e Governo perché consulente di entrambi. Noi abbiamo cercato di far capire che Biagi scriveva sul giornale di Confindustria come su altri giornali ma non ne era il consulente. Ma queste falsità diffuse a piene mani hanno contribuito a determinare quanto è accaduto''.
    Una accusa di correità, o quantomeno di istigazione a delinquere, che suscita subito la reazione di Cofferati. Anche se il segretario della Cgil sembra quasi non voler considerare direttamente le frasi di Maroni. ''Non ho nessuna risposta per il ministro'' esordisce infatti. Ma poi prosegue: "Il sindacato è sempre stato ed è anche oggi bersaglio del terrorismo. E la sua condanna per la Cgil è sempre stata netta, senza tentennamenti né equivoci".

    Per Cofferati tra l'altro la controprova dell'antagonismo fra brigatisti e sindacato sta anche nel testo della rivendicazione arrivata questa notte. Quella stessa rivendicazione, articolata in un lungo e ponderoso documento ideologico, che invece per Maroni dimostra quasi il contrario. "In quel testo diffuso via e-mail - sottolinea difatti il responsabile del Welfare - si dice che Marco Biagi è stato colpito perché sosteneva i progetti e i sogni di Confindustria. Esattamente ciò che hanno affermato ultimamente dal sindacato".
    Maroni tra l'altro se la prende nella circostanza anche con Piero Fassino. Lo dimostra l'uscita con cui definisce "una posizione ambigua su quanto è accaduto" quella del segretario dei Ds. Ma tale sortita provoca la reazione piuttosto risentita del leader della Quercia. "Le parole di Maroni sono infamanti, le respingo e chiedo per questo al ministro di ritirarle. Quando avrà fatto quanto ho fatto io nella mia vita politica per la lotta al terrorismo potrà permettersi di giudicare. Per ora no".

    Va comunque detto che anche Cofferati non sembra disponibile a sopportare più di tanto allusioni troppo pesanti. "Noi non abbiamo mai risposto agli insulti. - precisa infatti il leader della Cgil - Comunque laddove hanno travalicato il segno del rispetto saranno da noi contrastati con gli atti che di norma vengono compiuti in questi casi, comprese le querele".

    (21 MARZO 2002, ORE 14:05)

 

 

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