VENETO TITOLARE DI UNA MACELLERIA ISLAMICA....
GIUSTIZIERE DELLA NOTTE VENETO-ISLAMICA?
INCREDIBILE! MA VERO!

Treviso, giovedì 21 marzo 2002, S. Serapione


PRIMA PAGINA



Reagì ai ladri, finisce sotto processo
Colle Umberto, macellaio bastonato aveva risposto ferendo gli aggressori


COLLE UMBERTO. Aggredito nella sua macelleria da tre individui che lo colpirono a bastonate in testa, un commerciante reagì ferendone uno con un coltello e sparando contro a un altro dal terrazzo del negozio. Adesso Luciano Bet, titolare della macelleria islamica di San Martino, deve rispondere dell'accusa di lesioni personali gravi. Ma al processo, sul banco degli imputati, ci saranno anche i due aggressori. Il commerciante alla sbarra si difende: «Non so ancora se si trattò di un tentativo di rapina o se furono mandati da qualcuno. Comunque gli è andata anche bene. Reagirei ancora: mi volevano far fuori».



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COLLE UMBERTO. Aggredito nella sua macelleria da tre individui che lo colpirono a bastonate in testa, un commerciante reagì ferendone uno con un coltello e sparando addosso ad un altro dal terrazzo del negozio. Adesso Luciano Bet, titolare della macelleria islamica di San Martino, deve rispondere dell'accusa di lesioni personali gravi. Nell'udienza di lunedì prossimo a Conegliano, sul banco degli imputati ci saranno anche i due aggressori, originari di Busto Arsizio. Il commerciante sotto processo si difende: «Non so ancora se si trattò di un tentativo di rapina o se furono mandati da qualcuno, anche se qualche sospetto ce l'ho. Comunque gli è andata anche bene. Reagirei ancora, mi volevano far fuori. Dovevo aspettare che mi finissero?»
L'aggressione capitò la sera del 29 aprile di tre anni fa. Erano da poco passate le 19 e Luciano Bet stava affettando della carne dietro il bancone del suo negozio di via Vittorio Veneto, quando fecero irruzione tre individui, uno dei quali armato di bastone. Mancava poco alla chiusura e nella macelleria non c'erano altre persone oltre al commerciante, probabilmente gli aggressori avevano atteso che si fossero allontanati tutti i clienti prima di entrare in azione.
Il macellaio non ebbe neppure il tempo di rendersi conto di ciò che stava accadendo quando venne colpito al capo da una bastonata, un fendente che gli fece perdere l'equilibrio ma non la lucidità necessaria per reagire. «Mi è venuto istintivo rispondere all'aggressione per difendermi. Ho preso il coltello che stavo usando per tagliare la carne - racconta il macellaio - e ho cercato di colpire uno dei tre, che proprio in quel momento si è voltato, così l'ho raggiunto alla schiena». Dopo una breve colluttazione Luciano Bet salì al piano di sopra e impugnò il revolver che teneva per difesa personale, quindi esplose dei colpi contro i tre assalitori, ferendone uno di striscio. I tre, probabilmente sorpresi dalla reazione del negoziante, si stavano dando alla fuga senza portar via nulla. «Volevo allontanarli e feci fuoco, mi sono accorto subito - spiega il macellaio - che ero riuscito a colpirne uno». Pochi minuti dopo il macellaio di San Martino raggiunse il Pronto Soccorso, dove gli vennero praticati dei punti di sutura, prima di essere dimesso. Anche gli aggressori dovettero ricorrere alle cure mediche. Lunedì mattina il giudice dovrà pronunciarsi sull'accusa di lesioni personali che è scattata sia a carico del commerciante, sia a carico dei due aggressori, Mario Roversi e Sandro Pulerà, nativi di Genova e residenti a Busto Arsizio. Si attende il processo per far luce sui contorni di un episodio che, a tre anni di distanza, non sono ancora del tutto chiari.
Un tentativo di rapina fallito, come sembrò in un primo momento, o una specie di spedizione punitiva? «Non avevo mai visto prima quei tre individui - afferma Luciano Bet - e non li ho più rivisti dopo. Ho delle ipotesi che portano a Ponte di Piave e di cui ho parlato agli inquirenti. I carabinieri mi hanno detto che ho fatto male a reagire col coltello e con il revolver, che mi sono stati sequestrati. Io però mi chiedo: dovevo aspettare che mi ammazzassero di botte? Uno non è neanche più libero di difendersi nel suo negozio?».


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VENETO TITOLARE DI UNA MACELLERIA ISLAMICA!