“Questo è solo il primo livello poi si alza il tiro” ammette preoccupato il Ministro per le riforme e Segretario Federale della Lega Nord Umberto Bossi a proposito dell’esecuzione di Biagi.
Secondo Sisde e Polizia di Stato infatti proprio Roberto Maroni e Umberto Bossi potrebbero essere i prossimi bersagli delle rinate BR che nella loro risoluzione strategica prolissa e dettagliata hanno riposizionato la loro “lotta” in un contesto più ampio e generalizzato.
Un contesto europeo e mondiale profondamente mutato, dove i nuovi/vechi terroristi ci sbattono dentro di tutto, come un calderone: dall’attentato alle Tween Towers ai “sogni della Confindustria”.
Una visione estremistica, che vuole vedere lo scontro di classe a tutti i costi e che interpreta i cambiamenti in Europa come i disegni di un imperialismo borghese nemico del proletariato e delle classi più deboli. Di fronte a questa visione distorta dell’Europa da parte del fronte terroristico la Lega paga lo scotto della sua visibilità e della sua schiettezza, bollati come “fascisti” i leader della Lega Nord sono necessariamente considerati dei nemici, da qui l’allarme dei servizi segreti sull’incolumità di Bossi e Maroni. Alla luce di quanto avvenuto a Genova e di quanto scritto nella risoluzione strategica delle BR quello che più mi preoccupa non sono certo un commando di uomini che colpiscono alle spalle tecnici in bicicletta, ma bensì i terrorismi internazionali dell’Eta, o quelli comunisti della Grecia da sempre ideologicamente vicini al terrorismo nostrano e che oggi di fronte alla nascente Europa dei popoli unita e di centrodestra rischiano inevitabilmente di saldarsi in un unico fronte di battaglia europeo. I terrorismi rossi di mezz’Europa rischiano insomma di compattarsi e di coordinarsi contro il nuovo nemico: l’Europa e di scagliarsi a seconda dei momenti contro questa o quella forza politica ritenuta da loro “fascista”. Il brodo di coltura poi c’è tutto, dai gemellaggi dei centri sociali italiani con le colonne terroristiche basche, irlandesi e greche alle manifestazioni no global come quella di Genova (dove formazioni anarchiche di mezza europa hanno fatto le cosiddette prove generali di lotta metropolitana contro le Istituzioni) alle squallide manifestazioni contro i Governi di centrodestra democraticamente eletti (l’Austria prima e l’Italia dopo contestata a Parigi al Salone del libro).
Ma la domanda che più mi assilla è: chi finazia questi gruppi?
Semplici "passionari" non possono trovare armi, mezzi, denaro e addestramenti senza coperture, protezioni e finanziamenti importanti, dietro di loro c'è qualcosa di oscuro che odia l'Europa, almeno così come la vorremmo costituire, almeno così come Bossi e Maroni stanno lavorando per realizzare!