vi ricordate di Abok la donna cristiana sudanese che era rimasta incinta in seguito ad una violenza carnale e per questo condannata a morte per lapidazione secondo il costume mussulano?

Ho ricevuto la risposta dell'ambasciatore del Sudan a Roma, a una mail che gli avevo mandato.

gli altri commenti a voi:


COMUNICATO

In risposta alle molte domande poste dai mezzi d'informazione e dagli esponenti istituzionali, come quelle del relatore della Commissione dei Diritti Umani del Parlamento Europeo, fatte a dirigenti sudanesi, circa la veridicità della condanna di lapidazione, inflitta ad una ragazza appartenente alla tribù Denka, nella città Neala, dopo aver subito uno stupro, desideriamo chiarire quanto segue:

1. La suddetta giovane e ufficialmente conjugata ed è stata trovata illegalmente incinta. Lo stesso marito ha presentato una denuncia contro di lei.

2. Malgrado la conferma dei fat ti, la Corte d' Appello, nella regione di Sud Darfor, ha annullato la sentenza poichè la suddetta e di fede Cristiana.

L ' Ambasciata della Repubblica del Sudan in Italia desidera porre a tutti la verita dei fatti e ribadisce che il Sudan, in questo caso, non ha subito alcune pressioni da parte di persone od organizzazioni.

L ' Ambasciata smentisce altresi tutte le asserzioni secondo cui il Sudan intendeva processare una donna Cristiana, applicando le leggi della Sha'rya Islamica e condannarla alia lapidazione.

AMBASCIA T A DEL SUDAN

www .ambasciata-del-sudan.it


----- Original Message -----
From:
To: [email protected]
Sent: 09/Ðæ ÇáÍÌÉ/1422 012 ã


Alla cortese attenzione del

Signor Ambasciatore del Sudan

via Spallanzani , 24 00161

Roma

Signor Ambasciatore,

chiedo, a nome della nostra associazione e per Suo tramite che il Presidente della Repubblica del Sudan voglia concedere la grazia alla cristiana Abok Alfa Akok. Grazie!


presidente
Associazione Orsetti Padani - I nuovi bambini
Milano.



a proposito: Abok è stata condannata a subirte durante la gravidanza 40 frustate di punizione, al posto della lapidazione, ma questo l'ìambasciatorer non lo dice.