Le sei reti televisive di proprietà del Cavaliere ce lo hanno mandato in diretta il giorno prima della imponente manifestazione contro il terrorismo e per i diritti della CGIL.
E' stato un uso propagandistico per "far capire" a coloro che non si occupano abitualmente di politica, che Marco Biagi è morto mentre lottava per portare avanti le stesse "idee" di Berlusconi.
Così, dopo essere responsabile della morte di Marco Biagi per non averlo adeguatamente protetto, il Cavaliere uccide la verità per vendere falsità a coloro che non hanno strumenti per un'analisi politica corretta.
Posto un pezzo di Repubblica pubblicato all'indomani dell'omicidio D'Antona, nel quale si può rilevare le differenze di comportamento dei due schieramenti di fronte ad un analogo accadimento.
Osservare che Mussi ha rivendicato alla camera l'appartenenza di D'Antona ai DS e nessuno è andato in televisione.
la Repubblica - Venerdì, 21 maggio 1999 - pagina 6
di BARBARA JERKOV
DAL POLO INVITO ALL' UNITÀ "DIFENDIAMO LE ISTITUZIONI"
ROMA - "La nostra è la stessa solidarietà responsabile che il Pci offrì alla Dc negli anni di piombo". Marco Follini, presidente dei deputati del Ccd, riassume così la linea del Polo di fronte all' emergenza terrorismo riesplosa con l' omicidio di Massimo D' Antona. "Solidarietà responsabile", dunque, ma nessuna tentazione di governissimi o esecutivi di unità nazionale. Anche se è proprio questa l' idea che avevano fatto balenare in qualcuno le prime parole a caldo di Gianfranco Fini, in una Montecitorio pomeridiana sonnecchiosa e semideserta. "Non considero allarmistico dire che ci sono tutti gli elementi che possono far sospettare che siamo in presenza di un atto terroristico", aveva esordito il leader di An. "Il che deve rendere tutti coscienti della necessità di reagire subito, nel modo più unitario possibile. Ho ben chiaro nella mente il ricordo di cosa ha significato essere impegnati in politica durante gli anni di piombo. Tutti oggi devono fare il possibile affinchè l' Italia non abbia a rivivere nemmeno per una sola volta quanto è stato vissuto in quelle giornate tragiche che erano quotidiane". "Reagire nel modo più unitario possibile", scandisce Fini, che già ieri mattina si era recato subito dopo Veltroni alla camera mortuaria per rendere omaggio a D' Antona. Lasciando il Policlinico Fini sfugge i giornalisti. A chi gli fa notare che questo delitto riporta alla mente anni terribili, solo un gesto secco del capo: "Lo so", prima di infilarsi in macchina e scappare via. "Abbiamo il dovere di stare tutti dalla stessa parte e di difendere le istituzioni", dice anche Enrico La Loggia, mentre Forza Italia chiede che il governo venga in Parlamento a riferire. "Noi dell' opposizione", avverte il presidente dei senatori forzisti, "incalzeremo il governo. Non con le polemiche, ma con prontezza di riflessi e capacità propositiva, perché non vogliamo che ci sia il minimo cedimento e la minima strumentalizzazione". Alla Camera Fabio Mussi rivendica con orgoglio l' appartenenza Ds del giurista scomparso. "Un orgoglio comprensibile, visto il momento particolare", nota Follini, "ma in una democrazia pacificata, post-guerra fredda, una vittima del terrorismo è la vittima di tutti, della maggioranza e dell' opposizione; sono cose che non devono avere niente a che fare con le logiche della doverosa dialettica governo-maggioranza"
Un mondo migliore è possibile
![]()
...E ti diranno parole rosse come il sangue, o come la notte
ma non è vero ragazzo, che la ragione sta sempre col più forte
Io conosco poeti che spostano il fiume con il pensiero
e naviganti infiniti che sanno parlare con il cielo




Rispondi Citando

