22Mar - 20:07
MARCO BIAGI: BOSSI, SE TOCCANO MARONI GUERRA
Umberto Bossi ha parlato dell'attentato a Marco Biagi e del terrorismo, intervistato dal quotidiano 'La Prealpina', che ha diffuso il testo che verrà pubblicato domani: "Se toccano Maroni, se toccano la Lega, scoppia la guerra civile. E la sinistra, da questa sollevazione generale del Nord, non trarrebbe alcun vantaggio", ha affermato.
"Penso - ha spiegato - che questo è solo il primo livello. Si comincia dai funzionari, dai consulenti, poi si alza il tiro".
E sull'identificazione sinistra e terrorismo dichiara di considerarla "non in maniera così netta non con un'equazione matematica. Fateci caso: tramontato il potere strumentale di Mani Pulite, risaltano fuori le Brigate rosse".
"Gli autori del delitto sono gli stessi che non vogliono sentir parlare di sovranità popolare, di federalismo, che sognano un'Europa di stampo sovietico. La rivendicazione parla chiaro".
E sulle indagini: "Troppo facile e fantasiosa l'ipotesi della talpa. Penso piuttosto che nel ministero di Maroni, come al Viminale, sono rimasti gli uomini di prima. Pochi cambiamenti, nessuno spoil system. E in queste condizioni le notizie filtrano, vanno in giro, finiscono nei circuiti eversivi. Era successo per D'Antona, la cosa si è ripetuta per Biagi".
Bossi infine preferisce non entrare nella polemica scorta: "Non entro in questa polemica, certo la tutela rende un attacco più difficili, magari impossibile. Ma gli errori del governo sono altri. Si doveva essere più forti più determinati sull'articolo 18. Maroni è rimasto troppo tempo col cerino in mano, è finito in una palude e questo per aver dato spazio a sindacalisti che difendono il loro posto, che sono i primi a disapplicare l'art. 18. Il problema non è la Cgil, è la Cisl. I soliti democristiani".




Rispondi Citando


