Cosa pensate della recente affermazione di Oliviero Diliberto in Parlamento? Nel corso del dibattito dedicato all'omicidio di Marco Biagi, il dirigente del PdCI ha ricordato che non c'e' nessun legame fra l'attuale lotta sindacale e l'omicidio di Biagi e che invece bisogna considerare che anche un licenziamento e' un atto di violenza.
Questo passo mi ha colpito per la sua logica, che e' completamente diversa dal mio modo di pensare.
Io spiegherei cosi' il suo ragionamento: se un datore di lavoro, licenziando un dipendente commette una violenza, allora e' "giusto" che il lavoratore si ribelli usando anch'egli la violenza.
Adesso ho capito un po' di piu' il modo di pensare dei comunisti: essi prima accusano gli avversari di "barare" o, meglio di violare le regole, e poi le violano anche loro. Ma loro sono nel "giusto" perche' l'hanno fatto come reazione ad una "violenza".
Mi piacerebbe sapere se qualcuno ha degli esempi concreti, soprattutto storici, dell'uso di questa logica da parte del vecchio PCI.




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