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Discussione: Veri e finti sciacalli

  1. #1
    Le fondamenta di POL
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    Predefinito Veri e finti sciacalli

    Incredibile ma vero, «il Governo in modo subdolo sta cercando di speculare sulla morte di Marco Biagi!».
    A volte penso che sia tutto un grande scherzo, organizzato da quei bontemponi di sinistra, perché ascoltare simili affermazioni non può che farci sperare che dipenda da questo. In caso contrario dovremmo seriamente preoccuparci delle persone e dei movimenti con i quali abbiamo a che fare.
    La CGIL ha definito Marco Biagi come eroe borghese, forse dimenticandosi che poche settimane prima la definizione era di altro tenore («traditore») ed ha manifestato contro il terrorismo che, anziché voler fermare il riformismo del governo e dell’uomo assassinato, secondo il loro singolare parere, ha voluto colpire quei milioni di persone, uniche riformiste (?), che si stavano riunendo per opporsi agli “scempi” progettati dal Governo. Contraddizione spaventosa, ma nessuno lo fa notare, almeno non lo hanno evidenziato i grandi padri del giornalismo italiano, forse troppo impegnati nel fare girotondi.
    D’Alema ha aderito alla manifestazione della CGIL, ha definito perdente il Governo Berlusconi, quando l’unico, grande sconfitto risulta essere proprio lui e la sua politica riformista. Almeno quella che cercò di portare avanti quando, in modo discutibile raggiunse la guida dell’esecutivo, e che fu fermata proprio da lotte intestine al suo partito e al sindacato ad esso legato. Di fatto Massimo D’Alema ha manifestato contro il D’Alema di governo, il D’Alema che si era assunto degli impegni ben precisi in ambito europeo, e che non ha mantenuto. Forse anche lui è piuttosto disorientato in questa fase politica e non riesce a capire da che parte stare, confuso tra passato, presente e futuro, progetti e previsioni, ambizioni ormai dissolte.
    Anche la Margherita ha pensato bene di sfruttare la morte di Biagi e l’emozione che questa ha comportato in tutto il paese. Al congresso di costituzione della Margherita, infatti, in modo insistito è stata proposta la foto sul maxischermo del professore di Bologna in compagnia di Romano Prodi in sella alla bicicletta. Ovviamente loro non volevano speculare sulla sua morte, forse quella immagine serviva solo per ribadire una linea politica limpida di opposizione e rifiuto del terrorismo e di adesione al lavoro dello stesso Marco Biagi…. ma sentendoli, non è parso capire che quella fosse la linea tracciata e tanti dubbi anche in questo caso ci assalgono.
    Si è trattato, in realtà, solo di una squallida forma di sciacallaggio, un tentativo di ricondurre la morte del professore di Bologna ad una perdita di una parte politica (anche se poi lavorava al progetto di riforma tanto contestato dei propri avversari) e non del paese, come voleva far credere quella bandiera che così velocemente un diessino si è precipitato a riporre sul luogo dove è caduto Biagi sotto i colpi dei terroristi: la bandiera di un partito posta lì, quasi per farsi pubblicità, incapaci di prodursi in azioni responsabili e di dolore vero, autentico, interiore. Il dolore nostro, il dolore di un governo che credeva al suo lavoro e che ora avrà l’obbligo morale di proseguire lungo quelle linee guida tracciate e che sono costate la vita ad un uomo. Un uomo libero, un servitore della patria, senza tessere né etichette. Un uomo vero.

  2. #2
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    Predefinito Chi è lo sciacallo ?

    Originally posted by Österreicher
    Incredibile ma vero, «il Governo in modo subdolo sta cercando di speculare sulla morte di Marco Biagi!».
    A volte penso che sia tutto un grande scherzo, organizzato da quei bontemponi di sinistra, perché ascoltare simili affermazioni non può che farci sperare che dipenda da questo. In caso contrario dovremmo seriamente preoccuparci delle persone e dei movimenti con i quali abbiamo a che fare.
    La CGIL ha definito Marco Biagi come eroe borghese, forse dimenticandosi che poche settimane prima la definizione era di altro tenore («traditore») ed ha manifestato contro il terrorismo che, anziché voler fermare il riformismo del governo e dell’uomo assassinato, secondo il loro singolare parere, ha voluto colpire quei milioni di persone, uniche riformiste (?), che si stavano riunendo per opporsi agli “scempi” progettati dal Governo. Contraddizione spaventosa, ma nessuno lo fa notare, almeno non lo hanno evidenziato i grandi padri del giornalismo italiano, forse troppo impegnati nel fare girotondi.
    D’Alema ha aderito alla manifestazione della CGIL, ha definito perdente il Governo Berlusconi, quando l’unico, grande sconfitto risulta essere proprio lui e la sua politica riformista. Almeno quella che cercò di portare avanti quando, in modo discutibile raggiunse la guida dell’esecutivo, e che fu fermata proprio da lotte intestine al suo partito e al sindacato ad esso legato. Di fatto Massimo D’Alema ha manifestato contro il D’Alema di governo, il D’Alema che si era assunto degli impegni ben precisi in ambito europeo, e che non ha mantenuto. Forse anche lui è piuttosto disorientato in questa fase politica e non riesce a capire da che parte stare, confuso tra passato, presente e futuro, progetti e previsioni, ambizioni ormai dissolte.
    Anche la Margherita ha pensato bene di sfruttare la morte di Biagi e l’emozione che questa ha comportato in tutto il paese. Al congresso di costituzione della Margherita, infatti, in modo insistito è stata proposta la foto sul maxischermo del professore di Bologna in compagnia di Romano Prodi in sella alla bicicletta. Ovviamente loro non volevano speculare sulla sua morte, forse quella immagine serviva solo per ribadire una linea politica limpida di opposizione e rifiuto del terrorismo e di adesione al lavoro dello stesso Marco Biagi…. ma sentendoli, non è parso capire che quella fosse la linea tracciata e tanti dubbi anche in questo caso ci assalgono.
    Si è trattato, in realtà, solo di una squallida forma di sciacallaggio, un tentativo di ricondurre la morte del professore di Bologna ad una perdita di una parte politica (anche se poi lavorava al progetto di riforma tanto contestato dei propri avversari) e non del paese, come voleva far credere quella bandiera che così velocemente un diessino si è precipitato a riporre sul luogo dove è caduto Biagi sotto i colpi dei terroristi: la bandiera di un partito posta lì, quasi per farsi pubblicità, incapaci di prodursi in azioni responsabili e di dolore vero, autentico, interiore. Il dolore nostro, il dolore di un governo che credeva al suo lavoro e che ora avrà l’obbligo morale di proseguire lungo quelle linee guida tracciate e che sono costate la vita ad un uomo. Un uomo libero, un servitore della patria, senza tessere né etichette. Un uomo vero.
    La sinistra non ragiona più ed utilizza tutto ciò che gli passa fra le mani per interessi propri: "il Governo in modo subdolo sta cercando di speculare sulla morte di Marco Biagi! ", affermano D'Alema, Violante e persino Agnoletto.

    Non può il sindacato presentarsi da solo a difendere la libertà dei
    cittadini italiani di fronte al terrorismo, come se esso solo fosse stato colpito, e farne di seguito un proprio vessillo affermando le stesse cose delle BR:
    questo è sciacallaggio e mistificazione della realtà!

    É logico quindi chiedersi se è maggiore lo sciacallaggio
    di chi realizza il Libro Bianco di Biagi
    oppure
    di chi accusa il governo di sciacallaggio perché lo realizza e dice che bisogna fare proprio tutto il contrario di quello che Biagi aveva progettato con tanti anni di studio.

    Saluti
    Giorgio

  3. #3
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    Questo, ad esempio. è un vero sciacallo.

    Avete paura di Cofferati segretario dei DS e state tentando di sfruttare la morte di Biagi per far passare l'equazione COFFERATI=TERRORISMO.

    Complimenti.

    Tutto questo per coprire Scajola che ha fatto finta di non leggere la relazione dei servizi segreti del 5 marzo, preferendo passarla a Panorama per un po' di propaganda anticomunista anzichè pensare di proteggere Biagi.



    Alzo zero/ Buttiglione spara su Cofferati: la Cgil ha descritto Biagi come nemico del popolo
    Affari italiani, 25 marzo 2002


    "E' stato commesso un errore di valutazione. Qualcuno del ministero dell'Interno ha sbagliato". Non sembra quindi esaurirsi la polemica che riguarda le gravi responsabilità delle istituzioni di fronte all'omicidio di Marco Biagi, l'economista e consulente del Lavoro ucciso dalle Br e senza scorta.
    E' il ministro delle Politiche Comunitarie Rocco Buttiglione, a margine di un convegno organizzato dalla Cna a Bologna, a tornare sul ruolo del Viminale e di Claudio Scajola. Tuttavia ha parole durissime anche per Sergio Cofferati, l'eroe del Circo Massimo che è riuscito a portare in piazza, contro l'articolo 18, oltre due milioni di persone.
    "E' più grave questo errore o quello di chi nella Cgil ha indicato Biagi come un bersaglio per gli assassini qualificandolo come nemico del popolo?".
    "Ognuno ha da rimproverarsi in questa vicenda leggerezze ed omissioni. Cerchiamo - ha detto ancora Buttiglione - di comportarci da persone serie e di onorare la memoria di Biagi agendo tutti insieme con determinazione nella lotta al terrorismo".




    P:S: Fammi un bel copia-incolla con le frasi con cui Cofferati avrebbe additato Biagi alle BR come bersaglio da colpire, se ci riesci.

    A meno che non siano quelle che ha già postato Fecia di Cossato, il primo a buttarsi sulla linea indicata da Taormina, e che ora come un gregge di pecore dietro al pastore state tutti percorrendo:

    Corriere della Sera, 24 febbraio 2002

    Il ministro, il ‘cinese’ e il dialogo a colpi di botta e risposta

    Il ministro del Welfare Roberto Maroni si è presentato alla tavola rotonda di Torino con una lista di conti da regolare con Sergio Cofferati. E li ha regolati a colpi di botta e risposta, sull' articolo 18. E non solo. Tema licenziamenti: attacca Maroni. '...l'articolo 18 non vale per i sindacati...'. Cofferati sbotta: '...te lo ripeto e te lo chiedo ufficialmente fai un provvedimento per abolirlo a noi e ai partiti, lascialo solo al volontariato...'. Tema collateralismo: al ministro brucia l' accusa lanciata dal leader della Cgil di governo 'collaterale' alla Confindustria (e non, caso mai, viceversa). La prova? Il professor Marco Biagi, ha detto, è 'tra gli estensori del Libro bianco sul lavoro del governo...' nonché 'componente del comitato scientifico di Confindustria'. La replica di Maroni: 'Basta dire cose non vere. Biagi non fa parte del consiglio scientifico di Confindustria e quindi non è collaterale a nessuno. Discutiamo invece del collateralismo del sindacato e i partiti politici'. Contro replica: 'Prendo atto che Biagi non è membro del comitato scientifico di Confindustria. Ma il collateralismo tra il governo e Confindustria è identificabile nel merito. Basta accostare il Libro Bianco al Manifesto per la competitività di Parma'.


    Quindi dire che il Governo sta dalla parte di Confindustria significa armare i terroristi?

    Se non volete più il sindacato, basta dirlo. Una bella leggina che vieti a tutti di contestare qualsiasi decisione del governo.

    Oppure si pensava che i sindacati avrebbero detto: "abolizione art. 18? Prego, fate pure, a noi non interessa". Lo sapevate benissimo che essere intransigenti sull'art. 18 significava un aspro scontro con i sindacati.

    Chi è che cerca lo scontro sociale?

  4. #4
    Astro
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    Lasciali fare, brunik, non hanno capito che il vento è cambiato...

    Finché hanno sparato su D'Alema e Rutelli la maggioranza degli italiani si è divisa, invece su Cofferati si compatterà.

    Anzi, facciamo come loro col Berlusca, fingiamo che stiano accusando Cofferati di delitti di terrorismo e di mafia.

    Il countdown è partito...

  5. #5
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    Originally posted by brunik

    Oppure si pensava che i sindacati avrebbero detto: "abolizione art. 18? Prego, fate pure, a noi non interessa". Lo sapevate benissimo che essere intransigenti sull'art. 18 significava un aspro scontro con i sindacati.


    Mi spiace andare fuori tema,e chiedo scusa,ma vorrei sapere chi ha mai parlato di abolizione dell’articolo 18…
    Sarà che ultimamente sono un po’ nauseata dalla politica,ma mi è proprio sfuggito.

  6. #6
    Astro
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    Originally posted by Silvia



    Mi spiace andare fuori tema,e chiedo scusa,ma vorrei sapere chi ha mai parlato di abolizione dell’articolo 18…
    Sarà che ultimamente sono un po’ nauseata dalla politica,ma mi è proprio sfuggito.
    D'Amato e i Radicali

  7. #7
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    Originally posted by Quasar


    D'Amato e i Radicali

    Ti ringrazio per il chiarimento ( ),ma non mi risulta che D’Amato e i Radicali rappresentino il governo…
    E non credo di dover spiegare né a te, né a brunik,sempre ben informati (sicuramente molto più di me...),che non si tratta di abolizione,ma di una semplice deroga temporanea,che riguarda solo tre categorie di lavoratori.

    Questo per amor di precisione,perché è difficile dialogare quando si parte da premesse sbagliate.

    Saluti.

  8. #8
    Astro
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    Originally posted by Silvia



    Ti ringrazio per il chiarimento ( ),ma non mi risulta che D’Amato e i Radicali rappresentino il governo…
    E non credo di dover spiegare né a te, né a brunik,sempre ben informati (sicuramente molto più di me...),che non si tratta di abolizione,ma di una semplice deroga temporanea,che riguarda solo tre categorie di lavoratori.

    Questo per amor di precisione,perché è difficile dialogare quando si parte da premesse sbagliate.

    Saluti.
    Deroga temporanea, sì, o più esattamente "sperimentazione".

    Ma non ci prendiamo in giro, dai, l'obiettivo è l'abrogazione (senno' che si sperimenta a fare?).

    Qui però siamo OT, se ti interessa ne sto discutendo con natolibero qui:
    http://www.politicaonline.net/forum/...0&pagenumber=4

  9. #9
    Le fondamenta di POL
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    Cari sciacalli,, andate a questo thread e leggetevi gli articoli di un vero riformista di sinistra: http://www.politicaonline.net/forum/...&threadid=3261

  10. #10
    Le fondamenta di POL
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    Originally posted by Quasar


    Deroga temporanea, sì, o più esattamente "sperimentazione".

    Ma non ci prendiamo in giro, dai, l'obiettivo è l'abrogazione (senno' che si sperimenta a fare?).

    Qui però siamo OT, se ti interessa ne sto discutendo con natolibero qui:
    http://www.politicaonline.net/forum/...0&pagenumber=4
    La sperimentazione è relativa agli ambiti previsti. E gli scioperi generali non si fanno sulle ipotesi di quello che potrà essere il futuro, ma si deve giudicare la proposta in se.

 

 
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