LA RIDUZIONE PROMESSA DEL PRELIEVO FISCALE NON E' ARRIVATA E NON CI SARA'
Ci sono notizie non allegre per quanto riguarda le tasse degli italiani. Il governo, come si sa, aveva promesso prima una rapidissima riduzione delle imposte, poi ha detto che le avrebbe effettivamente abbassate chissà quando (non appena l'andamento dell'economia lo avrebbe permesso). E adesso, da qualche tempo, non se ne parla proprio più. In ogni caso non tira una buona aria per le imposte. Di recente sono usciti alcuni studi e uno di questi traccia un percorso della pressione fiscale italiana fino al 2004. I dati, come si vedrà, non sono per niente incoraggianti. Ma è possibile che la situazione vada anche a peggiorare.
In grande sintesi i numeri sono questi. Nel 2000 la pressione fiscale italiana era pari al 42,4 per cento del Prodotto interno lordo. Il che significa che, su tutta la ricchezza prodotta dall'Italia nel 2000, il 42 per cento è stato "sequestrato" dallo Stato per far fronte al proprio funzionamento e per fornire servizi ai cittadini. In questo calcolo è compreso tutto: contributi sociali, imposte dirette e indirette, imposte sui capitali.
Nel 2001 la pressione fiscale dovrebbe essere scesa al 42 per cento (per effetto di alcuni provvedimenti del governo dell'Ulivo). L'abbassamento della pressione fiscale, dal 42,4 al 42 per cento, è minimo, ma è possibile che si tratti anche dell'ultima riduzione fiscale di cui gli italiani conserveranno memoria.
Per il 2002, ad esempio, è previsto che la pressione fiscale rimanga immutata al 42 per cento. Nel 2003 si dovrebbe scendere finalmente al 41,7 per cento e nel 2004 si dovrebbe scendere ancora di un altro passettino, fino al 41,5 per cento di pressione fiscale.
E qui c'è una prima osservazione da fare. Secondo questi studi dall'attuale pressione del 42 per cento si passa nel 2004 a una pressione del 41,5, con una diminuzione quindi dello 0,5 per cento. Diminuzione identica, di fatto, a quello dello 0,4 per cento realizzata dall'Ulivo fra il 2000 e il 2001.
Insomma, se c'era nell'aria una rivoluzione fiscale, per ora non si è vista. E probabilmente non la si vedrà nemmeno nel futuro.
Infatti è possibile che la scaletta della diminuzione della pressione fiscale che ho appena illustrato si riveli illusoria. E per una ragione molto semplice. Essa è basata su ipotesi di crescita dell'economia italiana assolutamente folli, che non esistono più. In particolare questi conti partivano dalla premessa di una crescita economica italiana nel 2002 pari al 2,3 per cento. Invece tutte le stime più recenti parlano di una crescita grosso modo intorno all'1 per cento: meno della metà di quella prevista in sede governativa. E nel conto c'è da mettere che anche la crescita del 2001 è stata inferiore alle attese. In più, la Borsa si è completamente seduta e quindi anche i soldi che arrivavano da quella parte sono un pò finiti.
Al momento, poichè la situazione dell'economia nei prossimi anni è molto incerta, non esistono ancora proiezioni precise, ma la mia sensazione è che invece delle riduzioni fiscali promesse potremmo trovarci con degli aumenti, sia pure non colossali.
D'altra parte, due sono le condizioni per poter arrivare in Italia a una sensibile riduzione del peso del fisco: o c'è una fortissima riduzione della spesa pubblica (e non mi sembra che siamo su questa strada) oppure c'è un boom economico di proporzioni tali da consentire tagli alle delle imposte. Ma anche questo secondo caso non mi sembra all'ordine del giorno.
E così fino a quando lo Stato rimane grosso modo quello che è e l'economia corre via piano, lentamente, le tasse non possono scendere. E infatti non scendono e non scenderanno, almeno per un pò. Cioè per un certo numero di anni.
Giuseppe Turani - da D - la Repubblica delle Donne di oggi 26/3
E dire che ancora oggi, l'uomo con lo scolapasta in testa, oltre a promettere un milione e mezzo di posti di lavoro (la demenza supera quella del '94, quando si limitò a prometterne solo un milione...), ha ripetuto, come se niente fosse e come se stesse ancora in campagna elettorale, che le tasse caleranno. Voglio proprio vedere...!




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