Risultati da 1 a 7 di 7
  1. #1
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    Predefinito "Resisteremo a piazza e Br"

    di MATTEO TONELLI

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    ROMA - E' un Silvio Berlusconi a valanga quello che si presenta ai giornalisti dopo aver chiuso il vertice di maggioranza. Un premier che rilancia la volontà di "cambiare l'Italia", nonostante "la piazza e i colpi di pistola". Nonostante chi "travisa" le parole di Bossi. Chi grida al "regime fascista". Chi "mente" sulle rogatorie. Nonostante i "700mila, non uno di più" portati in "gita" dalla Cgil. Altro che segnale di distensione, come molti centristi e Fini avevano lasciato intravedere. Quello che Silvio Berlusconi affida ai giornalisti riuniti a Palazzo Chigi è un avanti tutta condito da attacchi e semi di nuove polemiche. Per il sindacato, per l'opposizione, per gli intellettuali "clown", per chiunque "non vuole farci fare le riforme". Annegano, in un mare di colpi frontali, le tenui aperture al dialogo. "Serve, ma non tutti lo vogliono", scandisce il premier e si capisce che non parla certo del suo governo. E così l'unica concessione al sindacato ("non è colluso con le Br") naufraga nella difesa di chi quell'accusa aveva sostenuto ("Bossi non ha mai detto quelle cose, è stato frainteso"), nell'irrisione della manifestazione di sabato ("erano 700mila e a molti è stata pagata la gita"), nello snobbare il neo-annunciato sciopero generale ("sarà parzialissimo"), nel negare il dialogo "con i sindacati contrari per principio". Nessun cambio di rotta quindi. Piuttosto l'ennesimo annuncio di una imminente riduzione delle tasse e dell'arrivo in Parlamento della ribattezzata "riforma Biagi" sul lavoro.

    Dopo le dure polemiche dei giorni scorsi l'uscita di Berlusconi era molto attesa. C'era chi prevedeva un premier pronto a smorzare i toni, come aveva auspicato il presidente della Repubblica solo ieri. "Ciampi fa il suo mestiere e si sta impegnando per riportare la dialettica tra i poli nell'alveo della moderazione. Io, al contrario dell'opposizione ho recepito il suo messaggio" dice il premier. Ma l'impressione è che le nuove dichiarazioni di Berlusconi siano benzina su un fuoco già abbondantemente acceso.

    IL SINDACATO
    "Non esistono collusioni tra sindacato e Br" scandisce il premier. Ma chi si aspetta un abbassamento dei toni si sbaglia: "Non ci fermano i colpi di pistola e la piazza". Quella piazza che sabato la Cgil ha riempito con "non più di 700mila persone a molte delle quali è stata pagata la gita". Quella piazza ingannata perché "molti non sapevano quale era la verità perché in malafede si è fatto credere loro che il governo Berlusconi vuole licenziare". Questo il contesto in cui si inserisce l'invito al sindacato al dialogo "ma senza veti". E lo sciopero generale? "Non dovremo chiamarlo sciopero generale: sarà parziale, parzialissimo. Non parteciperanno tutti e 21 milioni di lavoratori italiani".

    I MINISTRI
    Minimizzare: è la linea del premier. "D'accordo il sindacato non è colluso con le Br ma ciascun ministro è autorizzato a parlare di ciò che gli compete. Non si può strumentalizzare una dichiarazione male espressa, e prenderla a pretesto per accusare il governo di posizioni che non ha mai avuto e di cose che non ha mai pensato". Meglio sdrammatizzare, pensa il premier: "Se i ministri sbaglieranno ancora: due giri di chiglia...e, se recidivi, due giornate di gogna".

    IL REGIME
    In Italia non c'è alcun "regime fascista" come sostengono alcuni "intellettuali clown". E io non "non ho mai attaccato l'opposizione sfruttando le tv" dice ancora Berlusconi. Poi tocca all'opposizione che "ha portato contro di noi attacchi che esulano dal normale fairplay che deve esistere tra le due parti: basta vedere alla manifestazione i cartelli che auspicavano la mia morte".

    LE PROMESSE
    "L'offensiva terroristica vuole bloccare le riforme" insiste il premier. Che annuncia sia l'imminente riduzione delle tasse che l'arrivo in Parlamento della "riforma Biagi", così la chiama. L'obiettivo "è cambiare il paese" e realizzare "un milione e mezzo di posti di lavoro".

    SONDAGGI
    Berlusconi sventola ai giornalisti alcuni fogli con gli ultimi sondaggi di Datamedia. Ed allora, ecco i dati: Cdl "in progressione", dal 49,5% uscito dalle urne al 55,1% di oggi. Con Fi al 33,5%, An al 12,6%, la Lega fra il 4 e il 5%, il Ccd-Cdu al 3% ed anche i Socialisti e i Repubblicani all'1.5%. Di contro, il sondaggio di Berlusconi inchioda l'Ulivo al 33,9%.

    Repubblica


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  2. #2
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    se non lo avessi sentito con le mie orecchie avrei pensato che queste argomentazioni fossero state imbastite e poi distribuite alla stampa da qualcuno dei peggiori avversari del nano.

    invece.........

  3. #3
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    Predefinito ....

    Che ci vuoi fare, viviamo nel paese delle banane...

  4. #4
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    Predefinito Resisteremo a piazza e colpi di pistola

    Berlusconi "Resisteremo a piazza e colpi di pistola". Poi apre alla triplice

    ROMA, 26 MARZO 2002 - Silvio Berlusconi difende l'operato del governo e attacca i tentativi di «scorciatoie» di piazza praticati da un sindacato che a suo avviso è «minoritario» nel paese, riconoscendo comunque la sua «non contiguità con il terrorismo». Il premier, correggendo il tiro dopo alcune dichiarazioni attribuite a suoi ministri, non usa mezzi termini nel ribadire gli impegni presi con gli elettori e che quindi va avanti sulla strada delle riforme, consapevole che «in democrazia» non possono esistere «scorciatoie» come la via giustizialista, la piazza o «i colpi di pistola».

    Il presidente del Consiglio, parlando nel corso di una lunga conferenza stampa che ha fatto seguito al vertice di maggioranza a Palazzo Grazioli, ha dunque confermato la linea dell'esecutivo aprendo ai sindacati con una dichiarazione che egli stesso ha definito di «massima disponibilità» al dialogo e smentendo di fatto le dichiarazioni attribuite di alcuni esponenti della compagine, chiarendo tra l'altro che solo il premier e il suo vice possono indicare la linea generale.
    Una dichiarazione accompagnata da una serie di distinguo e precisazioni sul ruolo della compagine, dell'opposizione, delle parti sociali e quello «centrale» del Parlamento per i dibattiti su argomenti importanti come la riforma Biagi.
    Il governo, appoggiato da una maggioranza «compatta» ha un mandato preciso e ha impostato il lavoro- ha detto Berlusconi- per portarlo a compimento nel corso della legislatura. E per centrare l'obiettivo auspica il concorso di tutti, compresi i sindacati ( per i quali «non esiste alcuna collusione» con il terrorismo) che certamente non potranno «tirarsi indietro» vista la grande quantità delle riforme alle quali bisognerà por mano. Anche se «non tutti» sono altrettanto aperti al confronto.

    Una presa di posizione netta quella del presidente il quale ha anche tenuto a puntualizzare che lo sciopero indetto dai Confederali non può essere definito «generale» ma solo «parziale» proprio perchè queste organizzazioni rappresentano una parte minoritaria del paese, a differenza del governo che può contare su una maggioranza forte.

    Ecco in sintesi le considerazioni del premier sulle riforme e il rapporto con opposizioni, parlamento e parti sociali:
    - Il Consenso: Molti cittadini continuano ad avere fiducia nel centrodestra. La Cdl, secondo un sondaggio, si attesta al 55,1%, mentre l'Ulivo è al 33, 9%. Al 65,8% è addirittura la fiducia nei confronti del premier, dice Berlusconi;
    - L'Italia è una democrazia: «non c'è alcun regime fascista» come sostengono alcuni «intellettuali clown» e io- spiega il presidente- «non ho mai attaccato l'opposizione sfruttando le tv».
    - I ministri: «Le parole di Bossi non sono quelle che gli sono state attribuite». Berlusconi si è detto in disaccordo con le affermazioni, «poi corrette», di Martino. E al riguardo ha precisato che ciascun ministro è autorizzato a parlare di ciò che riguarda le sue competenze. La linea generale è invece indicata dal premier e dal vicepremier.«Non si può strumentalizzare - aggiunge -una dichiarazione male espressa e prenderla a pretesto per accusare il governo di posizioni che non ha mai avuto e di cose che non ha mai pensato». E sui ministri che «parlano troppo» il presidente del Consiglio fà anche una battuta: «se ripetessero certe performances faremo fare loro due giri di chiglia e, se recidivi, due giorni di gogna».
    - Gli obiettivi: la creazione di un milione e mezzo di nuovi posti di lavoro, l'innalzamento delle pensioni minime e la riduzione delle tasse, insieme a tante altre riforme come quella del mercato del lavoro, sono tra le priorità. In particolare, Berlusconi ha anticipato il prossimo annuncio da parte di Tremonti dell'avvio delle procedure per la riduzione di Irpef e Irpeg al 23% e delle aliquote per in redditi superiori ai 200 milioni di lire al 33%.
    -Lo sciopero generale: Non è tale per il semplice fatto di essere stato indetto da organizzazioni che rappresentano una minoranza. A Roma sabato «c'erano 700 mila persone e non di più e molte di queste persone credevano che fossero a rischio i loro posti di lavoro. Ma questa è una menzogna».
    - Ciampi e l'opposizione: Berlusconi riconosce il ruolo di moderatore del Capo dello Stato che sta facendo «il suo mestiere». Cosa che invece non riesce a fare l'opposizione che dice «falsità» sulla questione delle rogatorie, sui licenziamenti e manca di fairplay. Di qui l'invito al centrosinistra ad adeguarsi al clima di una normale dialettica.
    - Lotta al terrorismo: è una delle priorità che necessita dell'apporto di tutti, compresi i sindacati. In questo contesto, ma anche sulle tante riforme da fare, la porta del dialogo è, per Berlusconi, sempre aperta, anche se, precisa, non sono ammessi veti e non si può invitare al tavolo negoziale chi è contro per principio«.
    - Il Parlamento: »ha un ruolo centrale nel dibattito sulle riforme«. La discussione deve proseguire in quella sede, a partire proprio dalla riforma del mercato del lavoro di Biagi che sarà a breve presentata alle Camere.



  5. #5
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    Mentitore!

  6. #6
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    Berlusconi: resistere, resistere, resistere!

    A tutti i nemici: giudici, sindacati, BR... sono tutti d'accordo: vogliono tutti usurpargli il potere...

    Non è più in se'.

  7. #7
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    Bhe anche io ammetto che se con queste parole voleva rasserenare gli animi ....

 

 

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