Un modo di intendere l'uomo e le leggi del mondo.
Tra il terzo ed il quarto secolo prima dell'Era Volgare si concretizzano nell’area tra la pianura ungherese e il Caucaso eventi fondamentali per la storia del pensiero umano. Un popolo caratterizzato dall'uso del cavallo anche ai fini bellici, inizia ondate migratorie che in varie tappe lo porteranno a conquistare e occupare tutta l'Europa, gran parte dell'Asia, l'Australia e le Americhe, con una storia di successo che non conosce uguali.
Tale popolo, caratterizzato da una lingua e un corpo mitologico comuni, assimila, confina o addirittura elimina i popoli man mano sottomessi, a volte ridotti a Iloti i cui resti vengono lentamente riassorbiti, a volte confinati in caste ai limiti della realtà sociale e comunque non più portatori di un messaggio filosofico e culturale, a volte anche assorbiti geneticamente nella nuova popolazione dominante, con cui si miscelano come razza ma soccombono come pensiero. Tant'è vero che oggi, ove i mezzi di spostamento sia fisico che delle idee sono tali da abbattere ogni barriera eretta dall'irrazionalità umana, nel mondo si osservano solo tre grandi corpi ideali vivi realmente.
Alla ideologia indoeuropea, si affiancano due grandi corpi filosofici e etici, il primo derivato dal monoteismo semitico e il secondo dal pensiero autoctono sino-giapponese. Ma qui i contatti sono ormai molteplici e talmente intricati che ogni divisione appare artificiosa.
Il mondo delle idee indoeuropeo alle sue origini trae la sua forza d’identità da un corpo di idee raccolto per la prima volta a noi noto nei Veda. Da qui parte la creazione della visione del mondo attraverso un’evoluzione costante fino all'induismo moderno, alla religione romana, germanica e greca, e attraverso rivoluzioni di pensiero al mazdeismo zoroastriano e al buddismo nelle sue varie scuole.
Tutti questi modi d’intendere il mondo e di porsi davanti ai suoi problemi sono accomunati da concetti basilari estremamente costanti. La religione, il corpo mitologico sono il modo di esprimere il pensiero, di mettere in un sistema la propria visione del mondo nei popoli antichi -e non sempre solo in quelli. La filosofia ne è un’espressione più tarda, raffinata, e non dobbiamo confondere il devoto adorante col pensatore che analizza il mondo nelle sue forme umana e divina. L'ideologia indoeuropea è caratterizzata proprio dal non porre margini invalicabili tra divino e uomo, ma nel creare un modo di pensiero in cui tra uomo ed essere soprannaturale vi è un continuum di realtà.
In questa analisi ci limiteremo a esporre alcuni caratteri tipici della Ideologia indoeuropea che si sono mantenuti costanti attraversi innumerevoli migrazioni ed eventi di guerre, invasioni e strutture sociali diverse. Il nostro esame prenderà come spunto iniziale l'India vedica, per poi trovare le corrispondenze volta per volta a Roma, in Scandinavia, tra i Celti, negli Osseti del Caucaso e via dicendo.
Gl’indoeuropei, che si chiamano tra loro semplicemente ARYA, cioè uomini, appena giunti nel subcontinente indiano instaurano un sistema di caste, inizialmente per distinguersi dai dravidi, originali abitatori della terra conquistata.
Tale sistema viene esteso anche al popolo Arya stesso, con le prime tre caste riservate agli Arya, e i dravidi raggruppati negli Sudra, cioè operai e manovalanza senza fisionomia sociale ma utili, o addirittura tenuti esterni al sistema, nei cosiddetti fuoricasta.
Le tre caste arya sono i BRAHMANA, sacerdoti e studiosi, persone che lavorano d'intelletto, gli KSATRYA, guerrieri, ed i VAISYA, allevatori-agricoltori e commercianti ricchi d'armenti. Queste tre caste formano sì una graduatoria, ma principalmente sono intese come segmenti ugualmente essenziali al funzionamento del corpo sociale nel suo insieme, sono delle divisioni funzionali, non di merito.
Infatti l'India non permette passaggi di casta, auspicabili solo se visti in un ottica di prevalenza sociale, non se intesi come puramente funzionali. Nell’Iran avestico troviamo una divisione del popolo in sacerdoti detti ÂTHAURVAN o ÂTHRAVAN, in guerrieri detti RATHAÊ.STAR (il vedico rathe-sthâ è un epiteto del dio guerriero Indra) e allevatori detti VÂSTRYO.FŠHUYANT.
Erodoto racconta l'origine degli Sciti come derivanti da tre figli generati da Zeus col fiume Dniepr e precisamente LIPOXAIS, padre della tribù degli AUKHATAI, ARPOXAIS, padre dei KATIAROI e dei TRASPIES ed in fine di KOLOXAIS, padre degli PARALATAI, unico a potersi servire della coppa d'oro, simbolo della regalità.
Nel popolo d’origine indoeuropea del Caucaso, gli Osseti, si racconta ancor'oggi la storia di tre famiglie mitiche, i Narti, di cui si componeva originalmente il popolo Osseta. I Narti si dividevano nella famiglia dei BORIATAE, ricchi in armenti, facoltosi commercianti, in quella degli AEXSAERTAEGKATAE, eroici e forti guerrieri ed in quella degli ALAEGATAE, forti d'ingegno. Nei Celti il popolo appare diviso in DRUIDI, sacerdoti e sapienti depositari del segreto divino, FLAITH, guerrieri e unici ad avere il diritto alla proprietà della terra e i BÓ AIRIG, testualmente "uomini liberi possessori di vacche", come si chiamavano gli allevatori islandesi. Arriviamo ora agli Italici, a Roma. La leggenda ci parla di tre tribù fondamentali, i RAMNES, derivati dai latini Romolo e Remo, i LUCERES, derivati dai guerrieri etruschi condotti da Lucumone ed i TITIENSES, derivati dai sabini di Tito Tazio. Secondo la tradizione questi ultimi sono ricchi in armenti, Lucumone è il primo generale di un vero esercito organizzato e Romolo è il semidio, il REX-AUGUR, fondatore dell'URBS e protetto da Giove.
Il colore è inteso spesso come vessillo e caratteristica di un gruppo umano, di una associazione o di un insieme di persone che si riconoscono in un'insieme di idee simili. È interessante che sia in India - ove prende il nome di VARNA - che tra gli indoiranici - ove il nome è PISTRA - le varie classi sociali sono indicate con una parola che richiama il significato del colore. Nel RgVeda il bianco è associato alla prima casta, il rosso ai guerrieri ed il nero ai VASYA, tale ultima associazione subirà poi diversi spostamenti del colore con una minore specificità, estendentesi al verde ed all'azzurro. A Roma l'ALBOGALERUS caratterizza il flamen dialis ed il PALUDAMENTUM è di colore rosso. L'associazione progressiva di ALBATI-RUSSATI-VIRIDES, Giove - Marte - Venere / Flora, sovranità - guerra - fecondità /ricchezza e Ramnes - Luceres - Titienses sono evidenti.
Vediamo che nel mondo degli dei la divisione tripartita trova una espressione altrettanto costante. In India la prima funzione è espressione della coppia VARUNA-MITRA. Il Primo rappresenta la sovranità cosmica, potente, sganciata dalle contingenze e dagli interessi immediati umani, inquietante per l'uomo nella sua superiorità alle leggi.
Il secondo, Mitra, è invece il patto legale personificato, il fondatore e protettore del diritto. La seconda funzione vede INDRA associato a VÂYU con la schiera dei MARUT, dio guerriero. La terza funzione ci indica gli Asvin o Nâsatya, gemelli inseparabili. A Roma, ove come sempre si trova meglio conservato il pensiero tripartito indoeuropeo, la coppia divina trova la sua corrispondenza in Urano e Giove, che poi come è tipico per il modo di intendere il mondo da parte dei romani, vengono rappresentati nella loro storicizzazione, e precisamente in Romolo e Numa, come vedremo in seguito.
Tra gli scandinavi il Dio del potere regale è Oðhinn, re degli Asi. A questo punto è interessante analizzare i dati che ci provengono da una interessante scoperta fatta nel 1907 a Boghazköy nell'odierna Turchia. Emergono dalle rovine le tavole dell'archivio di un re Hittita, altro popolo indoeuropeo, e tra esse un trattato stipulato con il re Arya Matiwaza dei MITANNI. A garanzia del trattato, oltre al consueto dono della figlia in moglie, vengono invocati i canonici dei delle tre funzioni in elenco, e precisamente Mitra-Varuna in coppia, Indra ed i due Nâsatya.
In Gli dei degli indoeuropei Dumezil scrive: "Varuna, dice un testo celebre, è l'altro mondo, questo mondo invece èMitra. Varuna è più despota, più dio stesso se così si può dire, Mitra è il sacerdote divino. Più che della prima funzione Varuna sembra avere affinità con la seconda, violenta e guerriera". Possiamo aggiungere che Mitra allora mostra segni di affinità con la terza, in quanto protettore delle leggi e garante dell'osservanza delle regole, essenziali alla prosperità.
La seconda funzione trova la sua espressione in Indra in India, in Marte a Roma ed in þorr tra gli scandinavi.
La terza funzione è impersonificata dagli inseparabili gemelli Asvin o Nâsatya in India, a Roma troviamo Quirinus e tra gli scandinavi Freyr e Njördhr, tutti principalmente preposti alla fertilità ed agli scambi sociali ed economici tra le genti. A questo punto possiamo sottolineare uno fatto. Gli dei delle prime due funzioni vengono costantemente accostati con caratteristiche di gruppo, che li differenziano da quelli della terza funzione. Tra i germanici e gli scandinavi il fenomeno è particolarmente evidente, ove Oðhinn e þorr sono Asi, quando FREYR fa parte dei Vani. Ma anche a Roma vediamo che i "veri" Dei Giove e Marte si contrappongono a Quirino, uomo divinificato. In India i gemelli Nâsatya o Asvin, restano in una posizione secondaria, visti con sospetto dagli dei in quanto "troppo vicini agli uomini".
Passiamo ora alla espressione trifunzionale nell'epopea. Nel Mahabharata, poema principale dell'India, troviamo la stirpe dei Pândava. PÂNDU, il capostipite, è colpito da una strana maledizione, che gli impedisce di procreare: deve astenersi dall'amplesso sessuale, che gli sarebbe fonte di morte.
Non potendo egli stesso generare figli, le sue mogli Kuntî e Madrî, si vedono ingravidare dagli dei. E qui la corrispondenza tra gli eroi del poema e gli dei delle funzioni sociali diventa addirittura genetica. YUDHISTHIRA, re saggio e legislatore, è figlio di DHARMA, la legge impersonificata, entità in cui si ritrova il vecchio concetto del giurista MITRA, BHîMA è figlio di VÂYU, il dio del vento, e ARJUNA di INDRA.
Bhîma rappresenta il lato guerriero puro, è forte nel combattimento. Arjuna è il guerriero riflessivo, diremmo oggi più raffinato. Seguono poi i figli di Madri - e di nuovo è rispettata la divisione netta tra le prime due e la terza funzione, di cui prima. Madri, potendo partorire una volta sola, chiama in aiuto gli inseparabili ASVIN, che infatti le permettono di mettere al mondo una coppia di gemelli, Nakula e Sahadeva.
E qui diventa particolarmente chiaro il travestimento che i Pandava assumono davanti alla corte del re Virata: YUDHISTHIRA si presenta come un bramano, BHîMA è un cuoco-macellaio e lottatore, ARJUNA un maestro di danza, Nakula un palafreniere e SAHADEVA un bovaro. Il primo richiama MITRA, il secondo la funzione guerriera. Nakula e Sahadeva si richiamano in modo evidente alla terza funzione. ARJUNA appare insolito nella veste di maestro di danza, ma solo se non si tiene conto che è un lato specifico di INDRA e specialmente della schiera dei MARUT, suoi seguaci divini, di darsi a giochi e danze se non impegnati nella guerra.
Manca a prima vista la corrispondenza di VARUNA. La troviamo non già nei fratelli Pandava, ma in Pâdu stesso. Egli è bianco, pallido, e Varuna viene descritto come caratteristicamente bianchissimo, eccessivamente bianco. In più la sua menomazione sessuale trova riscontro nella temporanea impotenza, evirazione di cui viene caratterizzato Varuna nel rituale della consacrazione regale. Egli non partecipa direttamente agli eventi, ma ne è il generatore ultimo, èrimosso dalla realtà contingente, anche se da lui deriva la pretesa al trono dei Pandava. Sia qui solo segnalato il parallelismo con Urano, anch'esso caratterizzato dalla menomazione sessuale, in quanto evirato.
Arriviamo ora a Roma. Qui l'epopea si trasforma in racconto della regalità storica. Fondatore di Roma è Romolo, che si presenta come re potente, sregolato, centro coagulatore di potenza costruttrice, ma anche pericolosa per l'uomo che gli sta vicino. Esprima la sua origine divina come figlio degli dei. Numa invece si presenta come il re sacerdote, saggio fondatore delle leggi della convivenza civile, istitutore di templi e sacrifici. Egli istituisce i tre flamini maggiori.
Nell'Eneide Anchise ci presenta Romolo come fondatore bellicoso della potenza di Roma e Numa come re sacerdote portatore di oggetti sacri, legiferante. Romolo stabilisce solo i culti di Jupiter Fertius e Jupiter Stator, protettore dei combattimenti e della vittoria del regnum, testimoni del potere assoluto e sovrano di Giove. Numa istituisce il culto alla Fides Publica ed insegna ai romani il loro giuramento più importante, quello di Fides. La corrispondenza VARUNA-ROMOLO e MITRA-NUMA è più che evidente. Segue come terzo re Tullio Ostilio, espressione della funzione guerriera.
Si faccia attenzione a non confondere la potenza guerriera di Romolo con quella di Tullio Ostilio. Romolo è il fondatore sacro, il CREATORE di Roma, si pone al di fuori delle leggi e delle regole umane, quando Tullio Ostilio è il prototipo del generale vittorioso in una città ormai fondata dal divino imperio e regolata ed ordinata da sagge leggi. Egli "riporta le armi, in arme, i cittadini" ci riferisce Virgilio. MILITARIS REI INSTITUTA - la regalità gli fu conferita in base al suo coraggio ed alla sua attitudine al commando.
Siano solo accennate e lasciate all'interesse del singolo le similitudini che nella funzione guerriera mostrano la lotta di INDRA col TRICEFALO e quella tra ORAZI e CURIAZI, e di NAMUCI ed il tradimento di MEZIO FUFEZIO. Sia ancora accennato a un aspetto di polivalenza assunto dalla figura di Romolo, che primo tra gli uomini, immagine del dio guerriero della prima funzione, assurge poi a dio egli stesso, ora espressione della terza funzione, di QUIRINO.
E qui ritroviamo il concetto già espresso prima, ove gli dei della terza funzione rimangono staccati da quelli della prima in quanto più legati agli uomini. Quirino comunque prende nella triade precapitolina il posto di Venere/Flora, simbolo della fecondità tipico della terza funzione, fedele alla tipica tradizione romana che pone l'ordinamento statale, il Cives Romanus prima nella sua funzione, e gli crea uno spazio specifico.
Nella Roma storica la divisione trifunzionale sopravvive nella struttura dei collegi sacerdotali. Festus scrive:
Maximus videtur rex, dien Dialis, post hunc Martialis, quarto loco Quirinalis, quinto pontifex maximus. Itaque in convivio solus rex supra omnes accubat. Licet Dialis supra Martialem et Quirinalem, Martialis supra proximum, omnes idem supra ponteficem. Rex quia potentissimus, Dialis quia universi mundi sacerdos, qui appellantur Dium, Martialis quod Mars conditor urbis parens, Quirinalis socio imperii romani Curibus adscito Quirino; pontifex maximus quod judex atque arbiter rerum divinarum humanumque.
Ricordiamo che i flamini sono stati istituiti da Numa, nella loro funzione di corrispondenza. Altri collegi sacerdotali svolgono funzioni nelle tre divisioni, come i Sali per la seconda ed il culto di Vesta per la Terza, ma la loro discussione ci porta troppo lontano in questo consesso.
Concludendo questa breve raccolta di spunti sull’ideologia tripartita degli indoeuropei, possiamo vedere come un corpo tradizionale di idee, una visione organica del mondo del tutto particolare che non trova riscontro in nessun altro popolo non indoeuropeo, anche se territorialmente vicino, ha potuto sopravvivere a migrazioni lunghe e distribuite nel tempo, estendendosi su spazi geografici enormi.
Accompagnando le tribù indoeuropee, si è radicato anche in popolazioni poi miste, ove gli autoctoni venivano assorbiti dagli invasori. Generalmente l'ideologia Arya ha finito di trionfare su quelle preesistenti, al seguito delle orde invasori vincenti. Ha potuto sopravvivere ad assimilazioni e superfetazioni ideologiche molteplici, raggiungendo in alcuni aspetti in modo quasi intatto il mondo contemporaneo. Spunto per interessanti analisi può essere per esempio la ricerca di quanto della ideologia trifunzionale e dei suoi simboli ha potuto sopravvivere nel corpo dogmatico della chiesa romana, derivata da un mondo ideologico del tutto diverso, ma inseritasi e cresciuta a Roma.
Eques ab
Aquila Surgente (Da: Zenit)




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