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Discussione: Presidente, si calmi

  1. #1
    Roderigo
    Ospite

    Predefinito Presidente, si calmi

    di Marcello Sorgi

    Presidente, si calmi. E’ l’unico consiglio che si può dare a Silvio Berlusconi dopo averlo ascoltato ieri sera in tv. La rottura con Cgil, Cisl e Uil, l’annuncio dello sciopero generale e il vertice di maggioranza chiesto da Alleanza nazionale e Ccd contro le affermazioni di Bossi, Martino e Sacconi su terrorismo e sindacati, erano tre buone ragioni per convincere Berlusconi a intervenire e cercare di rasserenare gli animi.

    Ma se la conferenza stampa convocata a Palazzo Chigi aveva questo scopo, il risultato raggiunto, va detto subito, è esattamente opposto.

    Non si può, infatti, sperare di riportare il confronto a livelli accettabili mettendo sullo stesso piano, e considerandoli ostacoli parimenti illegittimi, magistrati, sindacati e terrorismo; sostenendo, come ha fatto Berlusconi, che «colpi di piazza e colpi di pistola non fanno parte di una democrazia»; definendo la manifestazione di sabato «una gita gratis con musei e pranzo al sacco compresi»; sfidando i lavoratori che parteciperanno al prossimo sciopero a dimostrare nei fatti che sarà davvero «generale» e non «parziale».

    Intendiamoci, il governo ha pieno diritto di attuare il suo programma in Parlamento. Riforme come la limitazione della concertazione, i salari differenziati al Sud, la contrattazione più flessibile, la liberalizzazione del collocamento, le nuove figure di contratti, anche individuali, lo abbiamo già detto, oltre ad essere largamente condivisibili, fanno parte di processi di modernizzazione che vedono impegnati, in Europa, governi di destra e di sinistra, e incontrano dappertutto uguali consensi e difficoltà.

    La questione dell’articolo 18, non abbiamo alcuna remora a ripeterlo, è diventata in Italia una guerra di religione non solo per responsabilità dell’esecutivo, ma anche per l’irrigidimento pregiudiziale di sindacati e Confindustria.

    Detto questo, è assolutamente indispensabile che Berlusconi, proprio mentre rivendica il proprio diritto a governare, riconosca esplicitamente il diritto corrispondente della minoranza politica e delle organizzazioni sindacali a opporsi con tutti i mezzi legittimi, garantiti dalla Costituzione, dalle leggi e dai regolamenti, fino all’ostruzionismo parlamentare e allo sciopero generale.

    Sono costi, a volte molto alti, che una democrazia deve sempre pagare, mai cercare di aggirare. Ed è il dovere al quale, giustamente, prima Ciampi, poi i due presidenti delle Camere, Pera e Casini, hanno sentito il bisogno di richiamare il presidente del consiglio.

    Berlusconi è stato sicuramente scelto dagli elettori per cambiare il Paese. Ma prima di dare la sensazione di capovolgerlo farebbe bene a rifletterci su.

    La Stampa 27 marzo 2002

  2. #2
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    Predefinito

    E per quale motivo?
    E' proprio per cambiare radicalmente questo nostro Paese che Berlusconi è stato votato.
    E' proprio per fare in modo che questo Paese esca definitivamente dal vicolo cieco di un consociativismo che ha esaurito le proprie fizioni storiche.
    E' proprio per dare un taglio netto a tutta quella rete di consultazioni antecedenti l'approvazione di importanti leggi di ristrutturazione, consultazioni che hanno sempre finito con lo stravolgere le leggi proposte e renderle inefficaci.

    Siamo o no, anche grazie a un chiaro pronunciamento referendario degli italiani, nell'era del bipolarismo?
    Sbaglio o anche anche nella passata legislatura sono state approvate dal Parlamento, che aveva una legittimazione popolare molto meno cristallina di quello attuale, alcune leggi che avevano trovato l'opposizione di allora fermamente contraria o nelle migliore delle ipotesi pesantemente scettica (vedi la legge sul "federalismo" e la Turco-Napolitano, solo per citare un paio di esempi).
    La maggioranza di allora è stata punita per la sua incapacità di restituire al Paese quanto i cittadini le avevano richiesto e ora l'attuale maggioranza sta mattendo in atto le proprie soluzioni e modifiche alle leggi in vigore in tema di federalismo, immigrazione, mercato del lavoro, giustizia ecc. ecc.
    Che c'è di strano?

    Di strano c'è che il sindacato, i non global, i girotondini, esigono un diritto di veto legittimato dalle manifestazioni di piazza. Ma quandomai si è visto! E' un diritto che non possiedono e che non ha ragione di esistere. Chiunque può manifestare per ciò che preferisce, ma nessuno può impedire a un governo di portare avanti il proprio programma.
    Tra 4 anni i cittadini decideranno se le loro richieste saranno state esaudite e allora, ma solo allora, nel segreto dell'urna, ognuno di noi potrà "manifestare" a favore o contro chi e che cosa vorrà schierarsi. Se la maggiornaza deciderà di schierarsi contro la modifica dell'art. 18, contro la legge sull'immigrazione, sul federalismo, sulla giustizia, potrà farlo liberamente, e potrà contarsi in modo meno approssimativo di quanto non possano fare la questura o gli organizzatori delle manifestazioni.
    E allora, forse, comincerà un'altra storia.

  3. #3
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    Predefinito

    Il problema della lotta extraparlamentare contro un governo democratico e legittimo è proprio quello sollevato da sempre dai liberal-liberisti conseguenti, e ripreso dal ministro Martino, in quanto liberal-liberista, nel recente "incriminato" articolo.
    Fermo restando pertanto il più ampio diritto di manifestazione, e fermo restando il diritto di sciopero (nei limiti e nelle forme che la costituzione rimandava a norme ordinarie di fatto mai emanate e attuate), ogni potere d'interdizione extraparlamentare deve ritenersi estraneo alle procedure e alla sostanza della democrazia liberale, fermo restando che ogni distinzione, fatta anche dal signor Cofferati in piazza, fra "democrazia formale" e "democrazia sostanziale" apre le porte a.....concezioni NIENTE affatto democratiche, come tutta la storia del XX secolo ha dimostato.
    Il governo fa pertanto benissimo ad avvertire TUTTI i suoi avversari, da quelli democratici e legittimi, a quelli criminali, avversari anche allo stesso titolo dell'Opposizione democratica, che non intende recedere dall'attuazione del suo programma di riforme liberali, e che nessuna forma di pressione extraparlamentare, sia essa legale e pacifica oppure illegale ed eversiva (cose che restano su piani indubbiamente non solo distinti e distanti....ma opposti) può scuotere la volontà dell'esecutivo e della maggioranza di onorare il patto con gli elettori e il dovere politico e morale di rappresentare gli interessi generali come intesi secondo le tesi che sono risultate legittimate dalle democratiche elezioni politiche del maggio 2001.
    Le manifestazioni devono servire a sensibilizzare l'opinione pubblica su eventuali errori o soprusi del governo, e a dimostrare al governo che la sua politica rischia di essere impopolare, e pertanto di mettere a rischio, alle prossime elezioni, il proprio essere maggioranza. Se le manifestazioni hanno invece lo scopo di voler dare spallate e di esprimere presunti diritti di veto, secondo pretese "democrazie sostanziali" e teorie neo-corporative o neo-consociative....ha ragione Martino: sono fuori, dette INTENZIONI, dalla legittimità democratica.

    Saluti liberali

  4. #4
    Claude74
    Ospite

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    Originally posted by pthome66
    E per quale motivo?
    E' proprio per cambiare radicalmente questo nostro Paese che Berlusconi è stato votato.
    E' proprio per fare in modo che questo Paese esca definitivamente dal vicolo cieco di un consociativismo che ha esaurito le proprie fizioni storiche.
    E' proprio per dare un taglio netto a tutta quella rete di consultazioni antecedenti l'approvazione di importanti leggi di ristrutturazione, consultazioni che hanno sempre finito con lo stravolgere le leggi proposte e renderle inefficaci.

    Siamo o no, anche grazie a un chiaro pronunciamento referendario degli italiani, nell'era del bipolarismo?
    Sbaglio o anche anche nella passata legislatura sono state approvate dal Parlamento, che aveva una legittimazione popolare molto meno cristallina di quello attuale, alcune leggi che avevano trovato l'opposizione di allora fermamente contraria o nelle migliore delle ipotesi pesantemente scettica (vedi la legge sul "federalismo" e la Turco-Napolitano, solo per citare un paio di esempi).
    La maggioranza di allora è stata punita per la sua incapacità di restituire al Paese quanto i cittadini le avevano richiesto e ora l'attuale maggioranza sta mattendo in atto le proprie soluzioni e modifiche alle leggi in vigore in tema di federalismo, immigrazione, mercato del lavoro, giustizia ecc. ecc.
    Che c'è di strano?

    Di strano c'è che il sindacato, i non global, i girotondini, esigono un diritto di veto legittimato dalle manifestazioni di piazza. Ma quandomai si è visto! E' un diritto che non possiedono e che non ha ragione di esistere. Chiunque può manifestare per ciò che preferisce, ma nessuno può impedire a un governo di portare avanti il proprio programma.
    Tra 4 anni i cittadini decideranno se le loro richieste saranno state esaudite e allora, ma solo allora, nel segreto dell'urna, ognuno di noi potrà "manifestare" a favore o contro chi e che cosa vorrà schierarsi. Se la maggiornaza deciderà di schierarsi contro la modifica dell'art. 18, contro la legge sull'immigrazione, sul federalismo, sulla giustizia, potrà farlo liberamente, e potrà contarsi in modo meno approssimativo di quanto non possano fare la questura o gli organizzatori delle manifestazioni.
    E allora, forse, comincerà un'altra storia.
    Le manifestazioni e gli scioperi servono per fare pressione sul governo, non per impedirne l'azione. Altrimenti, qualsiasi manifestazione di dissenso potrebbe essere vista come un tentativo di porre un veto. Ma questo ha senso solo se si estende sdi molto il concetto di "impedimento". Allora anche Sorgi, dicendo di stare calmo a Berlusconi ne impedisce l'azione di governo? Ora, la CGIL ha violato qualche legge dello Stato? I girotondini hanno infanto il codice penale? Non mipare...
    Allora "nessuno può impedire al governo di portare avanti il proprio programma" nel senso che non può usare mezzi illegali e violenti per farlo, ma non che non si possa premere su di esso in alcun modo...poi è il governo e il parlamento a fare le leggi, non i sindacati, e non credo che ci sia qualcuno che lo mette in dubbio. Non mi sembra, dunque, che le manifestazioni abbiano trasgredito questo elementare principio democratico.
    E' Berlusconi che paragona la piazza con le BR, ed io, che non so nulla di Berlusconi devo pensare che quello sia il suo pensiero, perchè me lo dice lui. Allora secondo il nostro presidente del consiglio fare uno sciopero, o un sit-in o quant'altro, rientra pari pari nel concetto di impedimento nel senso illegale del termine.
    Se è coerente, deve proibire gli scioperi, sciogliere i sindacati, o riformarne la struttura, ed impedire le manifestazioni.
    Saluti

  5. #5
    memoria storica di PoL
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    Predefinito Sorgi non ha capito un bel niente...

    Per dimostrare come Sorgi abbia del tutto frainteso è sufficiente riportare le esatte parole di Silvio Berlusconi, che ha di fatto denunciato quelle che, secondo lui [ma anche secondo il sottoscritto] sono le varie 'scorciatoie' cui l'opposizione vorrebbe ricorrere per mettere in crisi il governo:

    '...scorciatoie attraverso le vie giudiziarie, scorciatoie attraverso i colpi di piazza e scorciatoie attraverso i colpi di pistola non fanno parte delle democrazia e la nostra è una forte e solida democrazia...'

    Nessuna 'accusa' quindi all'opposizione di usare metodi 'non consentiti in democrazia', bensì è stato loro ricordato semplicemente che questo governo tirerà dritto nella strada delle riforme, qualunque sia la 'scorciatoia' che l'opposizione vorrà cercare di percorrere...

    punto e basta!...

    --------------

    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

  6. #6
    Claude74
    Ospite

    Predefinito Re: Sorgi non ha capito un bel niente...

    Originally posted by Fecia di Cossato
    Per dimostrare come Sorgi abbia del tutto frainteso è sufficiente riportare le esatte parole di Silvio Berlusconi, che ha di fatto denunciato quelle che, secondo lui [ma anche secondo il sottoscritto] sono le varie 'scorciatoie' cui l'opposizione vorrebbe ricorrere per mettere in crisi il governo:

    '...scorciatoie attraverso le vie giudiziarie, scorciatoie attraverso i colpi di piazza e scorciatoie attraverso i colpi di pistola non fanno parte delle democrazia e la nostra è una forte e solida democrazia...'

    Nessuna 'accusa' quindi all'opposizione di usare metodi 'non consentiti in democrazia', bensì è stato loro ricordato semplicemente che questo governo tirerà dritto nella strada delle riforme, qualunque sia la 'scorciatoia' che l'opposizione vorrà cercare di percorrere...

    punto e basta!...

    --------------

    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato
    Non ho capito.....l'opposizione userebbe la scorciatoia dei colpi di pistola? In che senso?

  7. #7
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    Predefinito

    Originally posted by Claude74

    Le manifestazioni e gli scioperi servono per fare pressione sul governo, non per impedirne l'azione. Altrimenti, qualsiasi manifestazione di dissenso potrebbe essere vista come un tentativo di porre un veto. Ma questo ha senso solo se si estende sdi molto il concetto di "impedimento". Allora anche Sorgi, dicendo di stare calmo a Berlusconi ne impedisce l'azione di governo? Ora, la CGIL ha violato qualche legge dello Stato? I girotondini hanno infanto il codice penale? Non mipare...
    Allora "nessuno può impedire al governo di portare avanti il proprio programma" nel senso che non può usare mezzi illegali e violenti per farlo, ma non che non si possa premere su di esso in alcun modo...poi è il governo e il parlamento a fare le leggi, non i sindacati, e non credo che ci sia qualcuno che lo mette in dubbio. Non mi sembra, dunque, che le manifestazioni abbiano trasgredito questo elementare principio democratico.
    E' Berlusconi che paragona la piazza con le BR, ed io, che non so nulla di Berlusconi devo pensare che quello sia il suo pensiero, perchè me lo dice lui. Allora secondo il nostro presidente del consiglio fare uno sciopero, o un sit-in o quant'altro, rientra pari pari nel concetto di impedimento nel senso illegale del termine.
    Se è coerente, deve proibire gli scioperi, sciogliere i sindacati, o riformarne la struttura, ed impedire le manifestazioni.
    Saluti
    Mi sfugge in quale occasione econ quale frase Berlusconi ha paragonato la manifestazione sindacale alle BR.
    Per il resto sono d'accordo con te.
    Le manifestazioni (e non mi pare di avermai affermato che sindacati e girotondini hanno violato qualche legge) fanno pressione .
    Il governo decide se e quando subirle queste pressioni.
    Piuttosto faccio notare quanto siano improvvide e fuori luogo le parole di Cofferati quando afferma "ora Berlusconi dovrà rivedersi sull'art.18".
    Non ne ha il diritto. Non ne ha il potere. Non ne ha l'autorità.

  8. #8
    Claude74
    Ospite

    Predefinito

    Originally posted by pthome66


    Mi sfugge in quale occasione econ quale frase Berlusconi ha paragonato la manifestazione sindacale alle BR.
    Per il resto sono d'accordo con te.
    Le manifestazioni (e non mi pare di avermai affermato che sindacati e girotondini hanno violato qualche legge) fanno pressione .
    Il governo decide se e quando subirle queste pressioni.
    Piuttosto faccio notare quanto siano improvvide e fuori luogo le parole di Cofferati quando afferma "ora Berlusconi dovrà rivedersi sull'art.18".
    Non ne ha il diritto. Non ne ha il potere. Non ne ha l'autorità.
    Colpi di piazza e colpi di pistola. Non puoi mettere sullo stesso piano piazza e pistole. Chiaro che B. non dice "la CGIL e le BR sono la stessa cosa"...
    Le ha paragonate, facendo un parallelo, ponendoli in uno stesso contesto.
    Mi sembra logico che chi esercita la pressione si aspetti che il gov. ceda.
    Saluti

  9. #9
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    Predefinito Re: Sorgi non ha capito un bel niente...

    Originally posted by Fecia di Cossato
    '...scorciatoie attraverso le vie giudiziarie, scorciatoie attraverso i colpi di piazza e scorciatoie attraverso i colpi di pistola non fanno parte delle democrazia e la nostra è una forte e solida democrazia...'

    Ma i giudici cosa c'entrano con l'art. 18, Biagi, le BR e le manifestazioni del sindacato?

    Mi sa che si deve calmare davvero... Crede che faccia tutto parte di un grande complotto contro di lui... Ormai è monomaniaco.

  10. #10
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    Predefinito

    In alcune discussioni ne ho la sensazione, in altre come in questo caso, la sensazione che si discuta solo per amor di polemica, diventa una certezza.
    Mi pare impossibile infatti che parole come '...scorciatoie attraverso le vie giudiziarie, scorciatoie attraverso i colpi di piazza e scorciatoie attraverso i colpi di pistola non fanno parte delle democrazia e la nostra è una forte e solida democrazia..." possano essere fraintese nel senso esposto da Brunik e Claude che mi paiono interlocutori dotati di senso critico e di discernimento sufficienti da comprendere il significato dei termini e decodificare il senso dell'ordine nel quale essi sono pronunciati.
    E' impossibile infatti pensare che Berlusconi abbia pensato di dire qualcosa di diverso da quello che ha detto e cioè che il Governo e la sua persona in questi mesi sono stati sottoposti a tentativi di indebolimento da parte di tre elementi distinti ma chiaramente identificabili: la magistratura, la piazza, le BR. Punto.
    Volere proditoriamente trovare nelle parole sopra citate l'intenzione di accomunare tra loro le tre cose è fuorviante e frutto o di amore di polemica o di malafede.
    Spero sia la prima che ho detto; sarebbe più dignitoso e meno squalificante.

 

 
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