Dal Consiglio dei ministri l’ultimo via libera alla riforma del diritto societario. Arrivano anche modifiche che rendono ancor più morbida la linea nei confronti del falso in bilancio, rispetto a quanto stabilito dalla legge delega approvata dal Parlamento. A partire dall’introduzione della “soglia di punibilità”: non rischia nulla l’amministratore che manipola in modo illecito i conti della società, facendo però scomparire importi inferiori al 5% del risultato economico di esercizio, al netto delle imposte. Diminuiscono anche le pene e i tempi di prescrizione: si rischia da uno a quattro anni di carcere, contro i 5 previsti in precedenza, che diventano da 6 mesi a 3 anni, se la società non è quotata in borsa. Un’ulteriore riduzione si ha quando il falso è commesso senza danno patrimoniale sui creditori: in questo caso il reato diventa contravvenzionale e si rischia al massimo un anno e mezzo. Si procede quindi solo dietro querela. “E’ stato però esplicitato - ha sottolineato il sottosegretario alla Giustizia Michele Vietti – che nel caso di falso con danno per le società non quotate, il reato resta punibile anche se la querela viene ritirata”.

Un complesso di modifiche che potrebbe comportare conseguenze sui processi in corso per i grandi casi di falso in bilancio. E a trarne vantaggio potrebbe essere anche la Fininvest, la finanziaria di casa Berlusconi, visto che tra i processi a rischio potrebbe esserci anche “All Iberian”, in cui la procura milanese accusa la società del Cavaliere di aver falsificato il bilancio di 1.500 miliardi tra il 1989 e il 1995.

Introdotte modifiche anche per altri reati, come l'aggiotaggio, che è stato accorpato, e sono state create anche nuove fattispecie, come l'infedeltà patrimoniale.

Perché le nuove norme diventino operative manca solo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Con grande soddisfazione del ministro della Giustizia Roberto Castelli, secondo il quale è stato centrato l’obiettivo di razionalizzare il sistema delle norme penali sulle società. Per Vietti “non è stato depenalizzato nulla, ma sono state introdotte regole che vanno verso l’Europa”. Non pochi osservatori hanno invece suonato segnali d’allarme, anche tra i docenti universitari di diritto. Secondo Antonio Mirone, professore di diritto privato a Catania ed estensore della riforma proposta dall’esecutivo di centrosinistra: “ll governo ha fatto un pasticcio: quando i grandi istituti finanziari internazionali capiranno che il bilancio può essere falsificato a piacere, credo che se ne andranno dalla nostra Borsa”. Molto contestata anche la distinzione tra società quotate e non quotate, visto che molti dei maggiori gruppi italiani sono controllati da finanziarie non quotate. E c’è chi teme lo scatenarsi in Italia di molti casi Enron. Il riferimento è allo scandalo finanziario della società petrolifera americana che ha fatto tremare anche la Casa Bianca.



Sono questi provvedimemnti che alimentano il Terrorismo, non certamente i girotondi o le manifestazioni pacifiche che vogliono manifestare il proprio dissenso con l'operato di un governo che va a favorire l'illegalità finanziaria in un momento così delicato. Complimenti.