...…s’è desto!
Un po tutti se l'erano chiesto. Quando l’anno scorso sotto le elezioni cominciò a impazzare sui banchi delle librerie “L’odore dei soldi”. Ricorderete i due comici, Luttazzi e Santoro, quest’ultimo in verità più che comico, ridicolo, usarono il veleno del vendutissimo libro che regalava linfa ai loro programmi. Molti si aspettavano che Berlusconi facesse qualcosa, cioè l’unica cosa da fare in quei frangenti: querelare.
Non si sa mai quando finisce e, quando è finita, nessuno se ne ricorda più. E poi, la vittoria era arrivata puntuale.
Ma la vendetta si serve, e si gusta, fredda. E così, sedici mesi giusti dopo il fattaccio, il Cav. Ha avuto un sussulto e ha deciso: li querelo.
Querela per Marco Travaglio, il giornalista che firmò la copertina di quel libro; querela per Elio Veltri, ex deputato dipietrista co-autore insieme a Travaglio; querela pure per gli Editori Riuniti.
Totale dieci milioni di euro, venti miliardi di vecchie lire, come “risarcimento dei danni morali e non patrimoniali”, più una pena pecuniaria a discrezione del giudice.
Perbacco, ma non è finita: cattivissimo, Berlusconi ha anche chiesto al giudice di “ordinare a Travaglio e a Veltri l’esibizione delle rispettive dichiarazione dei redditi, onde accertare il rispettivo arricchimento”. Un tempismo niente male, considerato che su quei soldi avranno appena saputo quante tasse hanno da pagare.
Detto questo ricordo per gli smemorati e i nuovi, cosa accadde.
La vicenda esplose non tanto per il libro in sé (“un riepilogo di falsità e deliranti illazioni già in circolazione da tempo”, lo ha definito l’avvocato di Berlusconi) quanto per il battage che Travaglio riuscì a costruirgli attorno sfruttando l’antiberlusconismo di gente come Daniele Luttazzi e Michele Santoro, ai quali fornì benzina per alimentare una campagna i cui strascichi ancora si vedono.
Il candidato premier denunciò Travaglio, Luttazzi, e il direttore di Rai2 Carlo Freccero, per la puntata di Satyricon tutta dedicata agli scoop di quel libro poi salito nelle graduatorie fino a diventare il più venduto del 2001.
Si sentiva offeso per gli sbeffeggiamenti patiti in trasmissione, e con lui i milioni di italiani che lo avrebbero poi votato, il Cavaliere, ma non per questo aveva deciso che fosse l’ora di citare in tribunale chi aveva scritto di lui che era un delinquente incallito.
Ora anche questa lacuna è stata colmata.
tratto da Libero di mercoledì 26 giugno
saluti




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