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  1. #1
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    Predefinito Il saluto di Renato Schifani ai giovani azzurri

    Carissimi Giovani di Forza Italia,



    è per me un piacere essere ospitato nella vostra Newsletter e quindi poter comunicare direttamente con il futuro azzurro del nostro Movimento. Il 13 maggio la Casa delle liberà ha vinto le elezioni. Sembrerebbe ovvio ricordarlo ma, ancora oggi, dieci mesi dopo quella data, la sinistra, una larga parte della sinistra non accetta pienamente il risultato elettorale. Fin dai primi giorni è iniziata una durissima campagna di delegittimazione politica del governo espressione della volontà popolare.
    E' bene chiarire un concetto che la sinistra post comunista non sembra voler capire; in una democrazia liberale ovviamente ci sono limiti e regole nell'esercizio del potere politico, ma le decisioni politiche sono prese secondo l'aureo principio di maggioranza.
    La sinistra italiana invece ha tradotto il concetto della democrazia maggioritaria a modo suo: se vince la sinistra, essa governa e sgoverna; se vince il centrodestra, allora il governo è illegittimo e deve essere aggredito a livello nazionale ed internazionale.

    La campagna di delegittimazione in questi giorni ha assunto nuove forme: all'inizio ha riguardato specialmente la giustizia e le vicende del vertice di Genova del G8; oggi il conflitto d'interessi e il sistema dell'informazione, Rai in testa.
    L'Ulivo, in ben sette anni di governo, non è riuscito a varare nessuna normativa per regolare i rapporti tra la funzione pubblica e le professionalità private: eppure nel 1998, la Camera, all'unanimità, aveva approvato una disciplina legislativa del conflitto d'interessi.
    Il centrosinistra, per tre anni, ha tenuto nel cassetto quel progetto legislativo, con l'unico scopo di riscoprire il tema con una nuova proposta anticostituzionale di tipo espropriativo giusto in tempo per le elezioni del 13 maggio, per costruirci sopra una campagna propagandistica.
    Dopo poche settimane di vita, il governo Berlusconi ha presentato la sua proposta di legge; dopo qualche settimana è stata posta in discussione nella competente commissione parlamentare, sono stati presentati alcuni emendamenti per tener conto del dibattito ed ora la approviamo, nonostante l'Aventino di D'Alema e compagni.

    La verità è semplice: la sinistra post-comunista non vuole regolare il conflitto; vuole soltanto usarlo come un'arma impropria di polemica e di scontro politico contro l'avversario. Esattamente come continua ad usare impropriamente la giustizia e le decisioni dei magistrati. Il mezzo grazie al quale questa strategia diventa linea politica ovviamente è la televisione di Stato.
    Anche qui vale la pena fare un breve remake: in campagna elettorale la Cdl e il suo leader Silvio Berlusconi sono stati selvaggiamente aggrediti da alcune trasmissioni di pura propaganda travestite da satira ed informazione.
    Quella campagna ha contribuito a mobilitare a favore dell'Ulivo alcuni milioni di elettori che, altrimenti, sarebbero rimasti a casa disgustati dai sette anni di politica del centrosinistra o che erano orientati a votare per altre formazioni, lo stesso centrodestra o Rifondazione. Insomma, l'uso politico della Rai ha pesantemente condizionato l'esito e le scelte dei cittadini, forzosamente modificando quel risultato.
    Forse per la sinistra degli eredi di Lenin tutto questo è assolutamente "normale"; per chi crede fermamente nella democrazia liberale, nel pluralismo delle opinioni, nello Stato di Diritto, tutto questo è semplicemente inaccettabile.

    E' importante che i giovani azzurri facciano mente locale a questa situazione: è sempre bene conoscere a fondo l'avversario politico (sottolineo l'avversario, non il "nemico") per meglio combatterlo. Voglio soltanto fare un piccolo esempio: Al Gore ha perso le elezioni presidenziali americane per poche centinaia di voti in florida. Dopo qualche settimana negli Usa tutto ciò era stato dimenticato e nessuno ha mai contestato la legittimità dell'amministrazione Bush.
    Che cosa sarebbe successo se, al posto di Clinton, Gore e Daschle, ci fossero stati i D'Alema, i Violante, i Rutelli?

    La Casa delle libertà comunque va avanti per "cambiare l'Italia" secondo gli impegni presi con i cittadini.
    I fatti parlano da soli: nei primi cento giorni di governo abbiamo approvato a tamburo battente, la Tremonti-bis, la legge per l'emersione del sommerso, la Lunardi, lo scudo fiscale, la riforma del diritto societario; abbiamo poi approvato la Finanziaria, con l'aumento delle pensioni minime, e il governo ha presentato in Parlamento le deleghe per le grandi riforme economiche liberali, il fisco, il mercato del lavoro e la previdenza.
    In questi giorni stiamo varando la riforma elettorale del Consiglio superiore della magistratura, con la quale eviteremo il riprodursi delle correnti politiche al suo interno, e la nuova legge sull'immigrazione.
    Fra pochi giorni sarà l'ora del "pacchetto giustizia" e della grande riforma della "devolution". Mai, ripeto, mai, nella storia della repubblica Italiana, il Parlamento aveva lavorato così tanto e così bene all'inizio di legislatura. Sembra quasi di essere nel "New Deal", lo storico periodo dell'amministrazione Roosevelt, che mise le basi della nuova economia "liberal" americana dopo il crollo del 1929; oggi il governo Berlusconi sta mettendo le basi della nuova economia liberale in Italia.
    Ovviamente questo non fa piacere all'Ulivo senza identità, senza idee, senza programma.
    La crisi di questo centrosinistra è devastante: questo fatto non fa bene alla democrazia italiana. Un sistema politico pluralista funziona decentemente soltanto se c'è un'opposizione rigorosa, dura e assolutamente corretta dal punto di vista istituzionale. Mentre l'opposizione dell'Ulivo è compromissoria, sempre pronta a chiedere consociazioni spartitorie e estremista nei toni e nelle aggressioni politiche.

    Carissimi giovani di Forza Italia,

    per anni ci hanno ripetuto che Forza Italia e Silvio Berlusconi fossero una "anomalia". La verità è un'altra: la "anomalia" italiana è rappresentata da una sinistra monca, una sinistra che ha perso la sua componente più aperta, innovativa, dinamica e riformista, e che è frutto del Pci berlingueriano. Questa sinistra non ha mai fatto i conti con la propria storia, anzi con il proprio disastro civile; è drammaticamente spaccata e frantumata; non ha una leadership riconosciuta.
    Nanni Moretti è solamente il simbolo, potremo dire, la rappresentazione mediatica di questa devastazione civile.


    Renato Schifani
    Presidente Senatori Forza Italia
    "Abbiamo bisogno della libertà per impedire che lo Stato abusi del suo potere e abbiamo bisogno dello Stato per impedire l’abuso della libertà".
    KARL R. POPPER

  2. #2
    fiorirà l'aspidistra
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    Predefinito

    Mah. Da Forzista, rimango dell'idea che Schifani è un po' una mezza calzetta, e che non valga la metà del suo predecessore, il bravo La Loggia.
    Questo saluto "ai giovani" ne è testimonianza: Schifani non ha salutato i giovani, ha fatto un discorso sulla sinistra. Dicendo cose sacrosante, per carità, ma senza fornire incentivi, idee, incoraggiamenti, come ha fatto e farebbe invece il Cavaliere.
    Mah.

    C&C
    Franci

  3. #3
    Ospite

    Predefinito

    forte.ma è vero o è un pupazzo?

  4. #4
    Ospite

    Predefinito Re: Il saluto di Renato Schifani ai giovani azzurri

    Originally posted by Studentelibero
    Carissimi Giovani di Forza Italia,



    è per me un piacere essere ospitato nella vostra Newsletter e quindi poter comunicare direttamente con il futuro azzurro del nostro Movimento. Il 13 maggio la Casa delle liberà ha vinto le elezioni. Sembrerebbe ovvio ricordarlo ma, ancora oggi, dieci mesi dopo quella data, la sinistra, una larga parte della sinistra non accetta pienamente il risultato elettorale. Fin dai primi giorni è iniziata una durissima campagna di delegittimazione politica del governo espressione della volontà popolare.
    E' bene chiarire un concetto che la sinistra post comunista non sembra voler capire; in una democrazia liberale ovviamente ci sono limiti e regole nell'esercizio del potere politico, ma le decisioni politiche sono prese secondo l'aureo principio di maggioranza.
    La sinistra italiana invece ha tradotto il concetto della democrazia maggioritaria a modo suo: se vince la sinistra, essa governa e sgoverna; se vince il centrodestra, allora il governo è illegittimo e deve essere aggredito a livello nazionale ed internazionale.

    La campagna di delegittimazione in questi giorni ha assunto nuove forme: all'inizio ha riguardato specialmente la giustizia e le vicende del vertice di Genova del G8; oggi il conflitto d'interessi e il sistema dell'informazione, Rai in testa.
    L'Ulivo, in ben sette anni di governo, non è riuscito a varare nessuna normativa per regolare i rapporti tra la funzione pubblica e le professionalità private: eppure nel 1998, la Camera, all'unanimità, aveva approvato una disciplina legislativa del conflitto d'interessi.
    Il centrosinistra, per tre anni, ha tenuto nel cassetto quel progetto legislativo, con l'unico scopo di riscoprire il tema con una nuova proposta anticostituzionale di tipo espropriativo giusto in tempo per le elezioni del 13 maggio, per costruirci sopra una campagna propagandistica.
    Dopo poche settimane di vita, il governo Berlusconi ha presentato la sua proposta di legge; dopo qualche settimana è stata posta in discussione nella competente commissione parlamentare, sono stati presentati alcuni emendamenti per tener conto del dibattito ed ora la approviamo, nonostante l'Aventino di D'Alema e compagni.

    La verità è semplice: la sinistra post-comunista non vuole regolare il conflitto; vuole soltanto usarlo come un'arma impropria di polemica e di scontro politico contro l'avversario. Esattamente come continua ad usare impropriamente la giustizia e le decisioni dei magistrati. Il mezzo grazie al quale questa strategia diventa linea politica ovviamente è la televisione di Stato.
    Anche qui vale la pena fare un breve remake: in campagna elettorale la Cdl e il suo leader Silvio Berlusconi sono stati selvaggiamente aggrediti da alcune trasmissioni di pura propaganda travestite da satira ed informazione.
    Quella campagna ha contribuito a mobilitare a favore dell'Ulivo alcuni milioni di elettori che, altrimenti, sarebbero rimasti a casa disgustati dai sette anni di politica del centrosinistra o che erano orientati a votare per altre formazioni, lo stesso centrodestra o Rifondazione. Insomma, l'uso politico della Rai ha pesantemente condizionato l'esito e le scelte dei cittadini, forzosamente modificando quel risultato.
    Forse per la sinistra degli eredi di Lenin tutto questo è assolutamente "normale"; per chi crede fermamente nella democrazia liberale, nel pluralismo delle opinioni, nello Stato di Diritto, tutto questo è semplicemente inaccettabile.

    E' importante che i giovani azzurri facciano mente locale a questa situazione: è sempre bene conoscere a fondo l'avversario politico (sottolineo l'avversario, non il "nemico") per meglio combatterlo. Voglio soltanto fare un piccolo esempio: Al Gore ha perso le elezioni presidenziali americane per poche centinaia di voti in florida. Dopo qualche settimana negli Usa tutto ciò era stato dimenticato e nessuno ha mai contestato la legittimità dell'amministrazione Bush.
    Che cosa sarebbe successo se, al posto di Clinton, Gore e Daschle, ci fossero stati i D'Alema, i Violante, i Rutelli?

    La Casa delle libertà comunque va avanti per "cambiare l'Italia" secondo gli impegni presi con i cittadini.
    I fatti parlano da soli: nei primi cento giorni di governo abbiamo approvato a tamburo battente, la Tremonti-bis, la legge per l'emersione del sommerso, la Lunardi, lo scudo fiscale, la riforma del diritto societario; abbiamo poi approvato la Finanziaria, con l'aumento delle pensioni minime, e il governo ha presentato in Parlamento le deleghe per le grandi riforme economiche liberali, il fisco, il mercato del lavoro e la previdenza.
    In questi giorni stiamo varando la riforma elettorale del Consiglio superiore della magistratura, con la quale eviteremo il riprodursi delle correnti politiche al suo interno, e la nuova legge sull'immigrazione.
    Fra pochi giorni sarà l'ora del "pacchetto giustizia" e della grande riforma della "devolution". Mai, ripeto, mai, nella storia della repubblica Italiana, il Parlamento aveva lavorato così tanto e così bene all'inizio di legislatura. Sembra quasi di essere nel "New Deal", lo storico periodo dell'amministrazione Roosevelt, che mise le basi della nuova economia "liberal" americana dopo il crollo del 1929; oggi il governo Berlusconi sta mettendo le basi della nuova economia liberale in Italia.
    Ovviamente questo non fa piacere all'Ulivo senza identità, senza idee, senza programma.
    La crisi di questo centrosinistra è devastante: questo fatto non fa bene alla democrazia italiana. Un sistema politico pluralista funziona decentemente soltanto se c'è un'opposizione rigorosa, dura e assolutamente corretta dal punto di vista istituzionale. Mentre l'opposizione dell'Ulivo è compromissoria, sempre pronta a chiedere consociazioni spartitorie e estremista nei toni e nelle aggressioni politiche.

    Carissimi giovani di Forza Italia,

    per anni ci hanno ripetuto che Forza Italia e Silvio Berlusconi fossero una "anomalia". La verità è un'altra: la "anomalia" italiana è rappresentata da una sinistra monca, una sinistra che ha perso la sua componente più aperta, innovativa, dinamica e riformista, e che è frutto del Pci berlingueriano. Questa sinistra non ha mai fatto i conti con la propria storia, anzi con il proprio disastro civile; è drammaticamente spaccata e frantumata; non ha una leadership riconosciuta.
    Nanni Moretti è solamente il simbolo, potremo dire, la rappresentazione mediatica di questa devastazione civile.


    Renato Schifani
    Presidente Senatori Forza Italia

    PROT!!!

  5. #5
    Ospite

    Predefinito Re: Il saluto di Renato Schifani ai giovani azzurri

    Originally posted by Studentelibero
    Carissimi Giovani di Forza Italia,



    però dai!, essendo onesti, quet'uomo ha davvero la faccia della persona onesta e retta.
    davvero un bell'ometto.

  6. #6
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    Io trovo più carino questo.


    Ha anche la cravatta d'ordinanza, cosa che Schifani "il ribelle" non si vuole mettere.



    Questa è la biografia tratta dal suo sito.

    Si vergogna di dire che prima di esere forzista era del Partito Radicale. Perchè?

    Elio Vito, quaranta anni, laureato in sociologia, padre di un bambino, è deputato da tre legislature. Ha iniziato la sua attività politica giovanissimo ed è stato consigliere comunale a Napoli.

    Esperto di leggi elettorali e di regolamenti parlamentari, in quest'ultima legislatura ha ricoperto l'incarico di Presidente della Giunta delle elezioni e di Vice-presidente vicario del Gruppo Parlamentare di Forza Italia alla Camera. Nel corso della legislatura si è distinto per l'intenso lavoro svolto sia in Aula sia nella commissioni parlamentari di cui è stato membro (Cultura ed Istruzione, Vigilanza Rai, Affari Costituzionali); ha condotto numerose battaglie di opposizione (contro le leggi finanziarie, i provvedimenti in materia fiscale, economica e sociale della sinistra, la legge-bavaglio cosiddetta della "par condicio") ed è stato, recentemente, nominato 'portavoce della Casa delle Libertà' per i dibattiti televisivi e le tribune elettorali.

    Per questo motivo, dopo l'acceso confronto nella trasmissione "Il raggio verde", condotta da Michele Santoro, il leader della Casa delle Libertà Silvio Berlusconi lo ha scelto come candidato della coalizione del centro-destra nel collegio n. 6 di Roma (quartiere Prenestino) proprio contro Francesco Rutelli, il "portavoce" dell'Ulivo. Alle elezioni politiche del 13 maggio è, inoltre, candidato in Umbria, come capolista di Forza Italia.

  7. #7
    Ospite

    Predefinito

    Originally posted by brunik
    Io trovo più carino questo.


    Ha anche la cravatta d'ordinanza, cosa che Schifani "il ribelle" non si vuole mettere.



    cacchio!è davvero belissimo.ma è vero?

  8. #8
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    Predefinito Brutti vegliardi...

    Ma perchè sfottete questi poveri ragazzotti? Non è mica colpa loro se i compagni di merenda del banana sono tutti così simpatici.



    (post 46)

  9. #9
    Ospite

    Predefinito Re: Brutti vegliardi...

    Originally posted by Gatto Mammome
    Ma perchè sfottete questi poveri ragazzotti? Non è mica colpa loro se i compagni di merenda del banana sono tutti così simpatici.
    (post 46)
    compagni di merenda mi fa tornare alla mente Pacciani!!!!!

  10. #10
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    Predefinito Schifino Schifani

    Io mi chiedo invece perche' non ricordare Schifino SChifani:
    avvocato, eletto col 52,1% dei voti nel collegio di Altofonte-Corleone, esperto in diritto amministrativo e in urbanistica faceva quanto poteva perche' i beni di Cosa Nostra SpA non venissero incamerati dallo Stato.
    nel periodo del maxiprocesso Schifani e' infatti presente davanti al tribunale per le misure di prevenzione per tentatre di evitare la confisca dei beni dei mafiosi; Tra i suoi assistiti Giovanni Bontade, Domenico Federico e Ludovico Bisconti.
    Antonio

 

 
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