Rifondazione prepara una proposta di referendum con altre forze sindacali e politiche
Ro. Fa.
Un referendum popolare sull'articolo 18 che estenda la tutela dai licenziamenti ingiusti alle imprese al di sotto dei 15 dipendenti. E' questa la proposta a cui Rifondazione comunista sta lavorando insieme a un ampio schieramento di forze sindacali e politiche. «E' evidente - commenta Alfonso Gianni, deputato del Prc - che questa iniziativa è esattamente il contrario di quello che vuole fare il governo e non si limita alla difesa dell'esistente ma punta a allargare per davvero il mondo dei diritti a chi non li ha».
Questa proposta risponde inoltre a un fatto obiettivo: «Quando la norma attualmente in vigore venne decisa - ricorda Gianni - eravamo nel 1970, periodo in cui era massima la concentrazione dei lavoratori in grandi e medie imprese. Oggi invece vi sono imprese, anche piccole, che sono presenti sul mercato internazionale e il cui padrone è ignoto ai suoi stessi dipendenti». Quindi, osserva il deputato del Prc, «non vale più la motivazione che venne portata 30 anni fa per giustificare la non validità del reintegro nel posto di lavoro quando le imprese sono piccole. Allora si diceva che questo non era possibile perché si potevano creare situazioni di incomunicabilità tra padrone e dipendente. Oggi queste motivazioni sono risibili».
In un primo tempo si era pensato ad un passo indietro del governo sui licenziamenti, ma proprio ieri è stato ribadito che la materia della modifica dell'articolo 18 verrà comunque inserita nella legge delega. «In ogni caso - taglia corto Alfonso Gianni - la necessità di un referendum estensivo dell'attuale normativa è sempre più forte, proprio perché nel paese sta montando un largo movimento per la difesa e l'allargamento dei diritti nel mondo del lavoro. Questo movimento - sottolinea il deputato comunista - non si può fermare con un gioco delle parti tra Confindustria e governo anzi, questo movimento vuole conquistare una nuova stagione di diritti per tutte e per tutti».
L'appuntamento decisivo per questa iniziativa referendaria è per la prossima settimana: «Assieme a diverse forze (settori della sinistra Ds, i Verdi, la Fiom il mondo del sindacalismo extraconfederale, il comitato per libertà e diritti di Milano, che ha già avanzato delle proposte di quesito referendario e ampi settori intellettuali) - anticipa Alfonso Gianni - cercheremo di arrivare a una definizione dei quesiti e alla costituzione di un comitato promotore con l'obiettivo di avviare la raccolta delle firme e di concluderla entro l'estate in modo da celebrare il referendum nella primavera del 2003». La questione dei tempi non è secondaria: «E' possibile infatti - conclude Gianni - far marciare questo referendum assieme ad altri, come quello sulle rogatorie e sull'ambiente».
Liberazione 13 marzo 2002
http://www.liberazione.it


Rispondi Citando


