Da: www.nonluoghi.it

Irresponsabilità del governo e il sale della democrazia.

Forse anche una parte degli elettori del centrodestra iniziano a chiedersi se stanno correndo il rischio di pagare sulla loro pelle in termini di precarietà esistenziale le politiche neoliberiste governative.


Forse sì e forse no. Altri se ne stanno rendendo conto di sicuro o lo sapevano già: elettori del centrosinistra (che tuttavia non brilla in fatto di contromisure al dilagare del mercato e della sua filosofia neoliberista), non elettori, schede bianche eccetera eccetera.
Nelle ultime 24 ore l'irresponsabilità al governo ha dato nuovi segnali eloquenti con dichiarazioni sconcertanti di membri dell'esecutivo: il terrorismo "figlio" della protesta politica, un'analisi delirante che dice solo dello spessore intellettuale di chi l'ha espressa. Quelle dichiarazioni non sono state ridimensionate dal presidente del consiglio. Anzi. Il premier dice e smentisce. Parla di piazza e di pistole ma afferma di essere stato frainteso nell'accostamento. Certo, infarcisce il tutto con vaghi inviti al dialogo e aperture buoniste alle proposte altrui, ma nei fatti...
Non ci importa gran che l'analisi semantica del lessico berlusconiano. Limitiamoci a ciò che il capo del governo anche ieri ha ribadito e con forza al Maurizio Costanzo Show (giocava in casa): c'è stata una campagna di odio nei suoi riguardi, orchestrata da sindacati e altre forze di sinistra: "Hanno detto in tutte le fabbriche che vogliamo licenziare ma non è vero. Mi vogliono morto". E quanto alla concezione della demcorazia parlamentare, Berlusconi insiste sul risultato elettorale, sulla delega ricevuta da quella parte di italiani che lo hanno votato, quasi si trattasse di un mandato in bianco e che il resto dei cittadini (la maggioranza di chi vive in italia non ha votato il Polo) non avesse diritto a manifestare con gli altri strumenti della democrazia il suo dissenso. Come se, una volta chiuse le urne, se ne potesse riparlare sul serio solo dopo cinque anni; che fastidio le proteste, i confronti, le mediazioni su temi che toccano direttamente la vita quotidiana degli individui. E se ne nel frattempo l'operaio che ha votato Forza Italia si rende conto che quel governo miliardario non lo rappresenta gran che?
Le dichiarazioni vergognose fatte da alcuni membri del governo in relazione alla recente manifestazione di Roma (un'offesa a milioni di lavoratori) e gli atteggiamenti di insofferenza verso le contestazioni pacifiche già assunti in passato da altri componenti dell'esecutivo sembrano testimoniare, innanzitutto, di una sorta di idiosincrasia per la democrazia partecipata; di un'idea oligarchica di "professionismo politico" e di delega in bianco del popolo ai suoi "esperti"; della distanza sociale fra quei delegati al potere e gli elettori.
Brutto scenario per chi ritiene che la crescita della democrazia stia innanzitutto nella partecipazione pacifica e che la sua ricchezza stia nella dialettica fra i vari luoghi del confronto e del dialogo (parlamento, enti locali, piazza, movimenti...) capaci di elaborare percorsi di sintesi dei conflitti e di trasformazione umanizzante. Questa dialettica è il sale della democrazia (parole del presidente Ciampi, non di Bakunin...) e chi la guarda con fastidio farebbe bene a regalarsi un supplemento di riflessione sul progressivo degradarsi dell'idea di democrazia nell'epoca del Mercato.
A tutti gli altri, ai cittadini che dovrebbero accontentarsi della prosa melensa del ministro Tremonti che promette la sua "ripresa" economica, non resta che accrescere l'attivismo democratico, la vigilanza sull'attività di questo governo e la mobilitazione nonviolenta per cercare di aprire confronti politici su riforme serie e volte a umanizzare l'economia e la società, non a distribuire precarietà.
Una volta si diceva "se non ti occupi di politica la politica si occupa di te". Il sale della democrazia è disturbare pacificamente il manovratore soprattutto se è arrogante e fazioso; il sale della democrazia è richiamare la sua attenzione, denunciare i suoi guasti e costruire alternative praticabili. Il sale della democrazia non è stare zitti in attesa delle prossime elezioni.
Buenaventura

"IL SALE DELLA DEMOCRAZIA NON E' STARE ZITTI FINO ALLE PROSSIME ELEZIONI".

Checchè!!