Ammettendo implicitamente di avere fino ad ora avuto poco rispetto per le scelte assolutamente democratiche degli Italiani i Francesi fanno autocritica . E rivelano che la loro ostilità nasce anche dalla paura di restare isolati in Europa dove fino ad ora , assieme ai Tedeschi , hanno fatto il bello e cattivo tempo. Grazie anche alla politica rinuncviataria fin qui tentuta dai passati governi Italiani
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PARIGI - Basta con gli anatemi dei ministri (vedi Tasca), le contestazioni degli intellettuali (vedi Salone del libro). Francesi adattatevi a Berlusconi, anzi rassegnatevi. Per "Le Monde" bisogna moderare gli ardori transalpini anti-Berlusconi: ''E' il capo di governo di un paese vicino, partner essenziale della Francia nell'Ue, e va trattato in quanto tale. Bisognerà adattarsi a lui ancora qualche anno, a meno di provare che ha superato la linea rossa che separa la democrazia dai regimi autoritari''.
Così il quotidiano parigino scrive oggi in un'analisi di Daniel Vernet sul ''divorzio alla francese'' - questo il titolo del pezzo - che si è consumato tra i due paesi dopo l'ascesa al potere del Cavaliere.
A giudizio di Vernet il ''malessere'' va al di là del fatto che in Francia la sinistra è al governo. ''Per la destra francese - scrive - Berlusconi fa un po' la figura dell'arrivista e malgrado o a causa delle sue convinzioni liberali si diffida un po' di lui, sospettando la formazione d'un'asse Roma-Madrid che potrebbe prolungarsi fino a Londra e isolare Parigi''.
Berlusconi - scrive ancora il giornale - ha tra l'altro ''molto irritato'' il presidente gollista Jacques Chirac (''che gli dà del tu'') vantando la superiorità della cultura occidentale dopo gli attentati dell'11 settembre.
Da parte sua ''la sinistra francese è più anti- berlusconiana di quella italiana'' ed è arrivata a sventolare il pericolo del fascismo in base anche a ''miti e illusioni'' sulla situazione politica della Penisola.
Per Vernet però la verità è che a differenza dei Ds Berlusconi ha convinto una maggioranza di elettori sulle sue capacità di ''rompere con le vecchie pratiche politiche e di modernizzare l'Italia''. C'è riuscito ''con metodi demagogici, sfruttando un riflesso anti-politico, demonizzando l'avversario'', ma ''questo è il gioco dell'alternanza democratica''.
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I GIROTONDISTI STANNO PERDENDO ALLEATI ?




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