ciao camerati,
scusate l'ignoranza, esiste un sindacato di destra?
ciao a tutti M.


ciao camerati,
scusate l'ignoranza, esiste un sindacato di destra?
ciao a tutti M.


Dipende da cosa intendi per "destra"... Se ti accontenti di AN, ci sarebbe l'"Unione Generale del Lavoro" (UGL), ex CISNAL...
Saluti.


quanto è rappresentativa? è in grado di tener testa alla CGL almeno a livello locale?Originally posted by Tomàs de Torquemada
Dipende da cosa intendi per "destra"... Se ti accontenti di AN, ci sarebbe l'"Unione Generale del Lavoro" (UGL), ex CISNAL...
Saluti.
saluti


Non mi risulta affatto, anzi non ne sento parlare mai...
Questo, comunque, è il loro sito, per chi volesse saperne di più...
http://www.ugl.it/home.asp
Saluti.


grazie caro Tomás. Un bel sito ma purtroppo dubito che tale sindacato riesca ad arginare la prepotenza della CGL rossa.
saluti
Felix alias RAS (sono alla ricerca di un nuovo nick)


Se tu per destra intendi anche la lega nord...beh allora c'è anche il Sin.Pa
www.sindacatopadano.org




Da poco è nata la Federazione Nazionale dei Lavoratori, sindacato legato a Forza Nuova, mi sembra che abbiano recentemtente manifestato contro la politica del governo in materia di lavoro al sud.
NASCE LA FEDERAZIONE NAZIONALE DEI LAVORATORI
Venerdì 26 ottobre, in Verona, è stato fondato con atto notarile il nostro sindacato. Ne sarà Segretario Generale il camerata Vincenzo Tortoriello, di Asti. A fianco di Tortoriello il nucleo direttivo sarà costituito, inizialmente, dagli altri tre camerati firmatari: un Segretario Aggiunto e due Vice-Segretari.
Foglio di Lotta e circolari interne indicheranno nelle prossime settimane i tempi e le modalità di adesione o di collaborazione.
Con il sindacato si completa lo schieramento di Forza Nuova nella società italiana. Una decisione e un impegno che indicano con sufficiente chiarezza che non ci accontentiamo di fare "area" ma che, coerenti con le premesse, ci prepariamo ad un contributo forte di azione alla vita della comunità nazionale.
Lo scenario del mondo del lavoro è oggi chiaro, diremo anzi che lo è fin troppo.
Il nuovo ordine del mondo si appresta a riassumere in sé, il peggio dei due grandi sistemi che hanno scritto la storia contemporanea: il liberalismo e il comunismo.
Alla scuola liberale, la società mondialista in via di formazione è stata educata a credere che la "libera" e incondizionata movimentazione di capitali e forza lavoro abbia in sé il potere di costruire prosperità e giustizia sociale. Principio di una idiozia inarrivabile sia nella teoria (nella creazione e e nella distribuzione dei beni non esistono meccanismi naturali e "scientifici" che possano sostituire la libera volontà umana, che nella fattispecie può gestire rettamente, o in modo criminale, sia il capitale che la forza lavoro) che nelle sue applicazioni pratiche: la crescente povertà non solo nelle società del Sud del mondo, ma anche in quelle del Nord, è eloquente, a riguardo.
Dal comunismo la cultura borghese eredita invece il principale insegnamento filosofico: il materialismo assoluto. Con il suo principale corollario: la società umana ridotta ad allevamento.
A queste condizioni il nostro sindacato dovrà farsi carico di pesi che vanno oltre le trattative aziendali: dovrà infatti essere soggetto "etico". Questo significa che il nostro sindacato si farà portatore anche di un pensiero forte, sul quale la comunità nazionale dovrà riflettere, se non vorrà sparire nel buco nero del nuovo ordine del mondo.
Dallo Statuto della Federazione Nazionale dei Lavoratori, articolo 2:
La Federazione riafferma la necessità dell'azione sindacale quale elemento insostituibile per la tutela della libertà e della prosperità di un popolo.
Elemento di tale primaria importanza da affiancare, se non precedere, la vita associativa che si esprime nei partiti politici.
In opposizione alla concezione liberistica dell'economia, la Federazione nega alla libera concorrenza, alla competitività, alla flessibilità, un valore assoluto, quasi esse fossero leggi di natura.
Tali categorie hanno valore solo alla condizione che, nella pratica della vita economica, portino vantaggio alla collettività nel suo complesso, fatti salvi i gradi diversi di beneficio e di guadagno cui corrispondano gradi diversi di capacità dei soggetti in campo.
In sintesi, il liberismo non può, a nessuna condizione, diventare "estremo", con il risultato, ben noto alla storia, di costruire privilegi per pochi e povertà per molti.
Per escludere dalla vita sociale, l'idea e la prassi capitalistiche, la Federazione propugna forme di cogestione all'interno delle aziende in forza delle quali i lavoratori possano annualmente partecipare agli utili raggiunti.
La Federazione respinge senza eccezioni e riserve la concezione marxistica del lavoro e propugna la collaborazione e la solidarietà tra le parti sociali.
In opposizione poi alla concezione marxista della vita e della società, secondo la quale l'economia è tutto da cui tutto discende, la Federazione nega che la natura dell'uomo sia confinata nella costruzione e nella fruizione di beni materiali, e riafferma la sua superiore dignità in quanto portatrice di valori spirituali ed eterni.
La Federazione concepisce lo Stato come entità giuridica rivestita di una superiore dignità, rispetto alla società naturale, quando esso persegue il bene comune ponendosi al di sopra di interessi particolari. Assai concretamente dunque, la superiore dignità dello Stato si traduce in una sua superiore funzionalità.
La Federazione quindi riafferma l'idea dello Stato sociale. Lo Stato deve interagire nella vita della comunità nazionale per garantire dignità di vita ai cittadini, eliminare ogni forma di esclusione sociale e per concorrere alla costruzione e al mantenimento della prosperità.
La Federazione riconosce valore alle idee che fondano la dottrina sociale della Chiesa cattolica, con speciale attenzione ai principi della sussidiarietà e della solidarietà.
In forza della sussidiarietà, il singolo e le società minori devono potersi organizzarsi prima ancora di quanto stabilisca la società maggiore, lo Stato. L'azione di quest'ultimo, infatti, ha funzione suppletiva e non sostitutiva nei confronti dei corpi sociali: la famiglia, le associazioni culturali e di categoria, i sindacati. In virtù della solidarietà, le parti sociali devono ispirare i loro comportamenti all'umana solidarietà e alla fraternità cristiana, escludendo quindi sia l'incondizionata concorrenza in senso liberistico, sia la lotta di classe in senso marxistico.
La Confederazione ha come generale riferimento la centralità e la dignità della persona umana, rifiutando di conseguenza le ideologie che conferiscono allo Stato dignità e potere assoluti, che ad esso non possono
competere Prima dello Stato esiste infatti la società e prima della società, l'uomo, che riconosce l'esistenza e il valore di un'etica naturale, fondamento di ogni legislazione e riflesso di un ordine superiore che precede e sovrasta
lo Stato, la società e l'uomo stesso.


Caro Camerata, sinceramente non mi risultano sindacati che tengano testa a CGL.Originally posted by Felix
quanto è rappresentativa? è in grado di tener testa alla CGL almeno a livello locale?
saluti
A NOI !