APPELLO ALLA SOCIETA' CIVILE DEL MONDO
Basta con la congiura del silenzio
Noi firmatari di questo appello riteniamo che a breve si scatenerà un'offensiva israeliana all'interno dei Territori Palestinesi Occupati e che un tale attacco senza precedenti richieda una risposta della società civile globale altrettanto senza precedenti. Per questo motivo esortiamo la società civile di tutto il mondo - comprese le organizzazioni per i diritti umani, i gruppi di solidarietà e i singoli individui - ad agire direttamente per fermare la belligerante occupazione militare israeliana della striscia di Gaza e della Cisgiordania, compresa Gerusalemme est. Venerdì le forze occupanti israeliane hanno invaso il quartiere generale del presidente Yasser Arafat a Ramallah, proseguendo la lunga e sistematica campagna per indebolire, umiliare e distruggere la leadership politica palestinese. Le truppe israeliane hanno anche ripreso pieno controllo di Ramallah e imposto un coprifuoco totale.
Contemporaneamente, ufficiali israeliani hanno dato il via a un rafforzamento militare massiccio, mobilitando anche 10 mila riservisti dell'esercito, preparandosi a una guerra apertamente dichiarata in tutti i Territori Occupati Palestinesi che promette di essere ampia, prolungata e sanguinaria.
Nel corso del mese, la crescita degli attacchi israeliani - omicidi volontari, cannoneggiamenti e bombardamenti aerei indiscriminati, soffocamento economico e sociale completo e distruzione a tappeto di case e dell'agricoltura - sono culminati in vere e proprie invasioni dei campi profughi e dei villaggi che hanno ucciso centinaia di civili.
Le dichiarazioni odierne del primo ministro Ariel Sharon, in cui si riferiva ad Arafat come al «nemico» e in cui parlava della necessità di «estirpare il terrorismo palestinese ovunque esista» indicano che tali attacchi riprenderanno presto, con ferocia e raggio d'azione maggiori e che porteranno a conseguenze disastrose.
Sono anni che i gruppi della società civile palestinese avvisano che la libertà di Israele di agire come stato al di sopra della legge mina in maniera sostanziale le possibilità di arrivare a una pace giusta e duratura.
Dopo decenni di occupazione, apartheid, pulizia etnica e 18 mesi di guerra totale contro una popolazione civile, chiediamo alla comunità internazionale di non aspettare massacri come quello di Sabra e Shatila nel 1982; è adesso il momento di agire.
Il sostegno alla popolazione palestinese mostrato dai gruppi di solidarietà internazionale, in dichiarazioni, visite e iniziative è stato inestimabile durante questa crisi.
Ora è giunto il momento che la società civile del mondo intero utilizzi il momentum che ha generato e l'integrità etnica che è riuscita a dimostrare per richiedere azione immediata dai governi per porre termine all'occupazione, che è la radice del conflitto.
I governi, compresi quelli che si stanno incontrando alla Commissione Onu dei diritti umani, devono essere sottoposti a pressioni chiare e dirette da parte dei loro cittadini affinché ottengano immediatamente da Israele il rispetto della quarta Convenzione di Ginevra e il ritiro completo dai Territori Occupati come passi necessari per arrivare a una pace giusta e duratura.
A tal fine chiediamo a tutti coloro che si oppongono all'occupazione, all'apartheid, alla pulizia etnica e ai crimini di guerra, che si impegnano per la giustizia e la pace, che sono in grado di dire la verità al potere, di :
1. Alzare la voce per interrompere la congiura del silenzio tra i governi che permettono a Israele, che gode di sostegno illimitato e incondizionato dagli Usa, di compiere crimini di guerra e altre violazioni del diritto internazionale umanitario rimanendo impunito.
2. Di dimostrare pubblicamente, in maniera chiara e forte davanti ai loro governi e alle organizzazioni internazionali e richiedere protezione immediata ed effettiva per i civili palestinesi nei Territori Occupati Palestinesi, attraverso proteste, cortei, campagne sui mezzi di informazione e altri mezzi pacifici.
3. Di richiedere ai governi di non aiutare più militarmente lo stato di Israele, sospendere gli aiuti economici, sostenere la necessità di perseguire i criminali di guerra e chiedere ad altri stati di fare altrettanto.
4. Continuare e intensificare le attività inserite nella campagna sistematica per porre fine all'occupazione, apartheid, pulizia etnica e crimini di guerra nei Territori Palestinesi Occupati e per sostenere i diritti legittimi e le aspirazioni dei palestinesi.
E' arrivato il momento di agire direttamente, poiché il modello di oppressione crescente e brutalità cui abbiamo assistito negli ultimi 18 mesi si muove inesorabilmente verso un disastro le cui conseguenze possiamo solo cominciare a immaginare.
In queste scure ore di sofferenza e decisa resistenza, siamo sicuri che il peggio debba ancora venire ma siamo altrettanto sicuri che, con il sostegno della società civile globale in questo momento cruciale, la pace e la giustizia prevarranno.
***Heydar Abdel ShafiHanan AshrawiMustafa BarghoutiAzmi BisharaRana NashashibiEyad SarrajKhader ShkiratRaji Sourani


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