Vorrei chiedere all'archimandrita Silvano e all'amico Qoelet qual è il punto di vista ortodosso circa la vexata quaestio del rapporto fra l'esistenza del male nel mondo (inteso sia come malattia e sofferenza psico-fisica, sia come il tangibile verificarsi di quelle che l'uomo percepisce - per usare un termine generico ma che renda l'idea - come "ingiustizie"...) e la bontà e onnipotenza di Dio.
Salutoni.




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2010:
) Ezio figlio di Abramo,